giovedì 7 agosto 2008

Je m'en vais


Il sottoscritto mette sotto sale soggetti e quant'altro e si leva dalle biglie per la meritata pausa estiva. Se non rispondo a eventuali commenti o mail è perché nei prossimi giorni eviterò accuratamente di toccare un qualsivoglia ordinateur (vale anche per te Sergio, che so commenterai il post su Batman!).

Au revoir a settembre!

Giorgio

sabato 2 agosto 2008

Il cavaliere oscuro


Sul blog del collega e amico Sergio Badino si discute spesso di sceneggiatura, passando anche per recensioni dei film che si vede di volta in volta. Di solito commento le sue recensioni direttamente là, però siccome il mio commento stava diventando un po' troppo lungo ho optato per il "ping-pong" scegliendo di commentare il suo post con una mia recensione qui sul mio blog. Ovviamente se siete interessati all'argomento vi consiglio di leggere prima la sua recensione. E prima ancora di vedere il film.

Passiamo alla mia.

ATTENZIONE: IN SEGUITO VENGONO SVELATE PARTI DELLA TRAMA, quindi sconsiglio a chiunque non ha visto il film di proseguire la lettura del post, se non vuole rovinarsi il gusto del film.

Dunque, "Il cavaliere oscuro" è veramente lungo, e sicuramente dovrei rivederlo almeno un'altra volta per mettere meglio a fuoco e dare un giudizio più definitivo.

Per ora la mia impressione è molto buona. Ho avuto una sensazione strana circa la struttura del film. Innanzitutto più che un film mi è sembrata una specie di mini-serie strizzata per farla stare dentro un film.

La struttura infatti più che classicamente circolare, con i tre atti ecc., sembra un susseguirsi di "episodi" in cui la minaccia di Joker si fa sempre più grossa. Prima la rapina, poi l'accordo coi mafiosi, poi il tiro a segno contro vari personaggi (il sindaco, Harvey Dent), poi lo sfiguramento di Dent e la morte di Rachel, poi la minaccia contro l'ospedale, poi la sfida alla città intera, poi la minaccia ai due traghetti, e infine la minaccia alla famiglia di Gordon. Ognuna di queste minacce sarebbe stata un ottimo comic book oppure un'ottima puntata di una fiction tv. Il fatto è che in un film, quando inizia la successiva minaccia ti sei già dimenticato la precedente, col risultato che fai fatica a raccapezzarti sul "motore" generale del film. Hai veramente la sensazione di star guardando una serie riassunta. E soprattutto per buona parte all'inizio avevo la fastidiosa sensazione di non capire PERCHE' i personaggi facessero quello che facevano. Perché Joker fa quello che fa? E Batman? Sembrano domande oziose ma sentivo che mi mancava una motivazione forte che facesse da motore all'azione. Non capivo che cosa VOLESSE Joker. Sono abituato in questo modo. Poi invece mi sono reso conto che Joker non VUOLE niente. Lo fa e basta. E' spiazzante e poco rassicurante, da spettatore.

Non c'è un motivo per cui i personaggi fanno quello che fanno, e quindi non c'è motivo per cui io stia qui a vedere questo film, eppure mi sembra così figo e coinvolgente... vuoi vedere che sto scoprendo qualcosa di nuovo? Una specie di free-jazz cinematografico? Voglio dire, ci sono film molto più d'avanguardia, ma quando si parla di produzioni hollywoodiane è un altro paio di maniche. Uno dei pochi a osare con la struttura in tempi recenti è stato Tarantino.

Pian piano mi sono abituato a questa struttura strana e ho apprezzato ugualmente la pellicola. E molto. Forse in certi casi è un bene rompere le regole e creare qualcosa di diverso, anche se non perfetto. E' addirittura SANO. Potevamo vedere la classica storia hollywoodiana con una perfetta struttura circolare, e invece abbiamo visto una specie di saga che non inizia e non finisce, semplicemente ci ritroviamo nel mezzo di casini sempre più grossi e non possiamo far nulla per fermarlo, solo sperare che Batman ci dia una mano. Joker qui fa VERAMENTE paura. E' un MOSTRO. Il personaggio è stato studiato ottimamente e l'interpretazione di Ledger è magnifica. Peccato davvero aver perso un simile talento emergente (fra l'altro aveva più o meno la nostra età, Sergio!).
Be', comunque è questo l'effetto che gli sceneggiatori volevano ottenere: noi abbiamo paura di Joker, della sua caotica follia che SEMBRA senza senso, e invece nasconde sempre un piano troppo complicato e inesorabile perché noi possiamo capirlo in tempo. E aspettiamo che Batman ci metta una pezza, naturalmente sempre all'ultimo secondo. Ma qui è Joker il burattinaio. Noi siamo marionette nelle sue mani, e Batman è solo un povero omino come noi che si trova sempre in ritardo, sempre braccato. Solo che mentre tutti gli altri scappano, lui va incontro al pericolo e in qualche modo sistema i casini. Ma lo fa sempre improvvisando, perché non c'è mai tempo per fare dei piani. E in fondo da spettatore è una sensazione bella, un'adrenalina continua, ma non di quelle adrenaline da quattro soldi tutte esplosioni e inseguimenti in auto (che per carità non mancano in questo film), è un'adrenalina più REALISTICA. Perché questo film non segue le regole, come non le segue Joker, e come non ne segue la realtà.

A dirla tutta qualche passaggio che non mi ha convinto c'è stato. Ad esempio il personaggio di Harvey Dent. Tralasciando il fatto che alcuni di noi già sapevano che sarebbe diventato Due Facce, il personaggio non mi è sembrato costruito troppo bene. All'inizio è troppo paladino della giustizia, e l'accento che si pone su questo aspetto è talmente forte da non lasciar spazio per mostrare la natura dualistica di Dent che poi uscirà in seguito con violenza. Il momento in cui punta la pistola alla testa del malvivente vestito da poliziotto stona un po', sembra inserito un po' a forza apposta per giustificare la successiva follia. E infatti più tardi sarebbe sembrata giustificata una sete di vendetta nei confronti di Joker, ma non di Gordon. Almeno a me è sembrato così. Comunque quanto alla sua megalomania sono sicuro che nel prossimo film ci sarà modo di sviluppare maggiormente questo aspetto del super-cattivo.

Il personaggio di Gordon invece mi è sembrato molto fedele al fumetto.

Altra cosa che non mi ha convinto: faccio fatica a credere alla decisione degli abitanti dei traghetti di salvare la vita agli altri rischiando la propria. Capisco che essendo pur sempre un film hollywoodiano ci voleva un finale ottimista, in cui comunicare il solito concetto rassicurante (o inquietante, a seconda dei punti di vista) "in fin dei conti gli americani sono tutti buoni", e credo che possa anche essera fattibile una scena del genere, ma mi è sembrato che stonasse con l'atmosfera generale del film. Non è stata costruita a dovere, forse il film era già lungo e non c'era tempo di sviluppare meglio i personaggi nei traghetti per spiegare il perché delle loro scelte. E la frase di Joker "Non ti puoi più fidare di nessuno" suona come una giustificazione dello sceneggiatore imbarazzato che non sa come rendere credibile la scena (e mostrando di riconoscere i trucchetti confesso implicitamente di usarli anch'io). Perché alla fine sappiamo che - come insegna Alan Moore in "The Killing Joke" - l'essenza del rapporto Batman-Joker sta in un concetto semplice: là fuori è un mondo troppo crudele, e l'unica risposta, l'unico modo per prendere di petto la realtà e non subirla passivamente, è la FOLLIA. La follia di essere un criminale pitturato da clown o un paladino della giustizia vestito da pipistrello. Questo è il succo del film, ed è un succo amaro ma - per uno spettatore atipico come me - squisito, esaltante.

Domanda: vuoi vedere che il figlio di Gordon, che in entrambi i film di Nolan abbiamo visto appassionato fan di Batman, in futuro diventerà Robin?

La palla torna a te, Sergio!

Giorgio

venerdì 1 agosto 2008

Wiki + Toilet #13


Innanzitutto devo comunicarvi una cosa che ho recentemente scoperto: sulla mitica Wikipedia c'è anche una pagina dedicata al sottoscritto!

it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Salati

La cosa mi riempie di orgoglio, perché ritengo Wikipedia una delle migliori invenzioni del web insieme a YouTube, che uso anche per lavoro. Per questo da tempo avevo in mente di scrivere un post di elogio a Wikipedia, che però ho sempre rimandato...

Fra l'altro, nella mia pagina wiki c'è scritto:

Tra le sue creazioni, anche la webstrip "Toilet".

Non nascondo che ciò mi ha spinto a creare nuove strisce.

E infatti, ecco la seconda striscia della nuova "serie" di Toilet. Ci ho messo un po' ma pazienza...

Dubito di riuscire a farne altre prima di partire per le vacanze, quindi si passa direttamente a settembre!

Buona lettura!

Clicca per ingrandire

Giorgio

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