lunedì 24 novembre 2008

Grazie AF


Ringrazio afNews che qui ha pubblicato notizia dell'uscita di "Indiana Pipps e il segreto dei Pyu" sul Topolino in edicola questo mercoledì!

Giorgio

giovedì 20 novembre 2008

Topolino 2766


Su TOPOLINO 2766 in edicola da mercoledì prossimo 26 novembre trovate la mia storia "Indiana Pipps e il segreto dei Pyu" disegnata dal grande Massimo De Vita.

Protagonisti: la Birmania, il fiume Irrawaddy, l'antica civiltà scomparsa dei Pyu (realmente esistita), il delfino dell'Irrawaddy (realmente esistente)... e naturalmente il cugino avventuroso di Pippo: Indiana Pipps!

Buona lettura!


Giorgio

martedì 18 novembre 2008

Buon Compleanno TOPOLINO!


Oggi è un giorno speciale.

Oggi Topolino compie 80 anni!

E' superfluo sottolineare cosa e quanto significhi questo personaggio per me e per tante persone sparse nel mondo.



Buon compleanno Topolino!

Giorgio

Giochi da tavolo


Credo che l'infanzia di tutti sia caratterizzata anche dai giochi da tavolo. Giocarci ancora oggi - oltre che divertirci - ci riporta indietro ai tempi spensierati delle serate estive con la famiglia.

L'altro giorno ho rigiocato dopo direi quasi 20 anni a Viaggio in Europa. E' stato un tuffo nel passato. Mi è sembrato piuttosto semplice, mentre da bambino lo percepivo quasi cervellotico, anche se mi piaceva molto, perché a ogni nuova città mi tuffavo nell'immaginazione e mi vedevo passeggiare per i viali di Parigi, o ammirare la ruota del Prater a Vienna. Avrò per sempre un ricordo specifico legato a questo gioco, cioè quando ci giocai con degli altri bambini nella casa di montagna dei loro genitori (parlo di te, Andrea!), e ogni volta che qualcuno raggiungeva una città guadagnava una caramella Alpenliebe. Ah! Come sanno di mou le città altrui! Si scoprì poi che uno dei bambini aveva un febbrone, e che aveva preferito star male piuttosto che smettere di giocare.

Il gioco da tavolo più praticato in casa mia era il Monopoli, naturalmente. Nemmeno con le caramelle in premio il Gioco dell'Oca riusciva ad eguagliarlo. A Monopoli ci si giocava - come anche ai giochi di carte - esclusivamente in montagna. Io perdevo quasi sempre - il mio rapporto col denaro non è migliorato col tempo - eppure mi divertivo un sacco. Più di adesso.

Ricordo che una volta io e mio fratello giocammo una partita talmente lunga ed equilibrata che durò qualcosa come 3 giorni. Lasciavamo il tabellone sul tappeto della cameretta e ci giocavamo tutto il giorno, facendo pause solo per mangiare e dormire. Sempre legato al Monopoli il ricordo di una scena in cui mia madre insegue mio fratello brandendo una ciabatta perché l'aveva convinta a vendere a mio padre Corso Raffaello, che era stato poi fondamentale per la bancarotta di mia madre.

Tra i giochi da tavolo mi rammento poi di una bellissima roulette in miniatura con cui mi divertivo un sacco.

C'erano anche dei giochi che trovavo mortalmente noiosi. Infatti i miei ci giocavano quasi sempre quando si andava al mare con amici di famiglia (parlo ancora di te, Andrea!). Nel residence di Marina di Bibbona, non lontana dalla carducciana Bolgheri, i "grandi" si mettevano in veranda a godersi il fresco, sorseggiare amaro d'erbe, fumare la pipa e spostare placidamente le palline colorate della Dama Cinese, le tesserine di Scarabeo o le pedine di Othello. Il tutto in un silenzio rotto solo dalle cicale della pineta e da qualche commento divertito. Una noia tale che un bambino a momenti preferisce farsi portare alle terme piuttosto che partecipare.

Lo Scarabeo però ultimamente l'ho rivalutato. Sarà che il mio lavoro mi ha portato ad apprezzare di più i... giochi di parole, sarà che sono un discreto amante degli anagrammi... comunque l'anno scorso sono riuscito nella storica impresa di battere mia madre, maestra elementare in pensione. Performance non ripetuta la partita successiva, ma tant'è.

Col passare degli anni sono ovviamente usciti un sacco di giochi nuovi. Ne ho conosciuti alcuni in adolescenza. Uno dei migliori si chiamava Brivido. C'era un tabellone che rappresentava un castello stregato, con teschi, armature munite di alabarde, eccetera. Il classico repertorio del brivido. Ricordo che a circa quindici anni io e miei due compari (oggi ingegneri di successo), in vacanza nella campagna piemontese, avevamo tentato di farne una specie di animazione - l'idea era quella di un horror demenziale - usando una videocamera, spostando i segnalini frame dopo frame, usando in pratica la tecnica della stop-motion senza conoscerne l'esistenza. Ma ce ne sarebbero da raccontare di cavolate inventate in quella cascina di campagna!

Altri giochi scoperti durante l'adolescenza ho imparato ad apprezzarli più tardi. Ad esempio Twenty Questions. Proprio ieri sera ci ho giocato con una persona speciale, che ha sempre voglia di giocare. Ho vinto grazie a questa domanda. Dovevo indovinare un ANNO. Primo indizio: "Ho visto l'esplosione del Challenger". Risposta: "1986. Ero in terza elementare, lo vidi esplodere in tv. A bordo c'era una maestra."

Giorgio

lunedì 17 novembre 2008

Orso Ciccione


Stavolta cercherò di farla più breve.

Parlando di blog a strisce, ho recentemente scoperto questo:

NEKO E KUMA

Conosciuto anche come il blog dell'Orso Ciccione.

Queste divertenti strip si ispirano direttamente (ma non sempre) alla vita del suo creatore, Flavio Nani (qui nei panni dell'Orso Ciccione, o Kuma), e della sua amica-amata-odiata Neko, detta anche Gatta Bastarda.

La Gatta Bastarda non perde occasione per maltrattare l'Orso Ciccione, che subisce senza scomporsi, e solitamente commenta con una sottile ironia, dimostrando una calma degna di Ghandi. C'è un che di ascetico, nella filosofia dell'Orso Ciccione. Forse reagire alle angherie della sua adorata gatta sarebbe solo uno spreco di energia. Dopotutto sembra che l'Orso Ciccione, abituato alla pazzia della Gatta, ne sia fondamentalmente divertito.

I disegni sono buffi, i testi molto divertenti. 90% dei fumetti sui blog sono ispirati alla vita degli autori, il che li rende di solito roba di scarso interesse. Ma chi è veramente bravo (vedi anche Eriadan e Makkox) è capace di tramutare la propria quotidianità in materiale umoristico in cui ogni lettore può specchiarsi. Insomma, non è il solito webcomic autoreferenziale e autoindulgente: Nani si ricorda che dall'altra parte dello schermo c'è qualcuno cui comunicare una gag. A differenza di altri Nani ha come riferimento non quei quattro amici di bevute (almeno non solo loro) che sul blog ti commentano "geniale!" anche quando scoreggi, ma un lettore generico che non sa niente della tua vita privata né glie ne frega niente, e allora devi farcelo entrare a forza di sorrisi o addirittura risate, nel tuo microcosmo fumettistico.

Devo dire infatti che quando ho scoperto questo blog e ho cliccato su "Leggi dall'inizio", ho passato buona parte della nottata a leggere le strip una di seguito all'altra. Dopo tanti anni che ne leggo e qualche anno che ne scrivo, è difficile che un fumetto mi prenda a tal punto da non riuscire a staccarmi, eppure l'Orso Ciccione ci è riuscito!

Complimenti allora a Flavio Nani, che dimostra una certa maturità artistica. Esiste una versione cartacea del suo fumetto, in un volume intitolato "Bastarde si nasce, ciccioni si diventa". Speriamo che l'Orso Ciccione possa fare maggiore successo, perché meriterebbe anche lui una pubblicazione di rilievo!

Giorgio

sabato 8 novembre 2008

sweet home alObama


Ciò a cui stiamo assistendo con l'elezione di Obama negli USA è indubbiamente storico.

Tutto ciò mi ha riportato alla mente degli sketch di grandi comici neri, che anni fa provavano a immaginarsi il primo presidente nero.

Prima di tutto Richard Pryor, negli anni '70:

Pryor immaginava che il 48° presidente sarebbe stato nero (quindi più o meno nel 2025), mentre Obama è "già" il 44°.

Ma lo sketch migliore è quello di Eddie Murphy, nel suo spettacolo "Delirious" degli anni '80 (più anni '80 di quella tutina rossa...):

Vi consiglio di vedere quest'ultimo filmato fino in fondo perché potrebbe - speriamo di no - essere profetico.

Il timore che Obama corra dei seri rischi per la propria sicurezza personale ormai è talmente inflazionato che probabilmente è già da escludere.

Speriamo di non dover dire un giorno "Eddie Murphy ci aveva avvertito".

Dopo il primo presidente nero, allora aspettiamo di vedere se avverrà la profezia di Groening nei Simpsons: "Un presidente gay nel 2084"...

venerdì 7 novembre 2008

Bonny-Ed


Dopo la discussione partita da Recchioni sul fatto che gli autori di fumetti leggano o meno fumetti, vado in parziale controtendenza.

Ho deciso di parlare di qualche fumetto che sto leggendo, ma non dei classici fumetti cartacei "istituzionali". Mi riferisco infatti ai webcomics, questo fenomeno che ha proliferato alla grande negli ultimi tempi, anche e soprattutto in Italia, dove l'ingegno fumettistico non ha nulla da invidiare agli ammerigani. La cosa curiosa è che alcuni di questi autori di webcomics non sono fumettisti professionisti, ma persone che fanno altri lavori, talmente appassionati di fumetti che hanno trovato questo sfogo per la propria creatività. Non sempre di livello professionale eccelso, ma quasi sempre con una prorompente forza genuina che non può farci ignorare il fenomeno.

Io i webcomics li ho scoperti relativamente tardi, ma mi stanno progressivamente incuriosendo (tanto che per sfizio pure io ne faccio uno, ogni tanto). I blog fumettistici mi danno quei dieci minuti di relax, divertimento, riflessione, quando faccio una pausa dal lavoro.

La prima "recensione" ho deciso di dedicarla a uno dei webcomics cui mi sto affezionando di più:

BONNY-ED


Forse non è il migliore in assoluto. Ma non so quale particolare alchimia ha fatto in modo che andare sul suddetto blog mi faccia sentire a mio agio.

Parliamoci chiaro: i testi potrebbero migliorare, e sono sicuro che miglioreranno. Anche se già alcune strip sono veramente argute (ho timore a usare l'inflazionato geniali).

Ma è la forza dei personaggi che mi ci ha fatto affezionare. Seguire le vicissitudini quotidiane del ragazzo con la faccia di teschio, come in un buco temporale mi fa tornare indietro a quando ero adolescente. Alle beghe scolastiche, gli amori non corrisposti, le intimidazioni dei bulli. La sfiga, il rock, eccetera. Quel teschietto insomma assomiglia abbastanza al sottoscritto dei vecchi tempi. La differenza con adesso è che non vado più a scuola e sono fidanzato, per il resto non è che sia cambiato così tanto.

Non è che facciano sempre ridere a crepapelle le strip del teschietto, ma spesso sono vere. Leggere le sue strip è un po' come quando suona l'intervallo, tu esci dalla classe con la speranza di incontrare il tuo amico della classe accanto, quello che hai conosciuto solo all'inizio di quest'anno scolastico ma ti sembra di conoscerlo da anni. Magari non sempre l'amico sarà in vena di ridere e scherzare, magari anche lui a volte è giù di morale. Come te, del resto. E' che è questa scuola - il mondo - a essere deprimente. Ma trascorrere l'intervallo col tuo amico della classe accanto è l'unica cosa che ti fa sopportare questa tediosa giornata tra lezioni di chimica e interrogazioni di latino. Lui si mangerà metà dei tarallini che hai preso al distributore, ma almeno ti offrirà qualche tiro. E' un amico, no? Due sfigati in compagnia è meglio che uno sfigato da solo.

E' questa la vera forza di Bonny-Ed: ha azzeccato i personaggi, la forma grafica, l'impostazione, per diventare un ottimo successo con gli adolescenti. Quelli potenzialmente interessati ai fumetti, intendo. Con i truzzi funziona solo la Gazzetta.

La paura di essere brutti, gli amori non corrisposti, il tuo amico sfigato come te, il rock, la tecnologia, la voglia di anticonformismo... Sono davvero gli ingredienti giusti. Ed ha azzeccato il format, ed è molto bravo a confezionare un prodotto che - se non sai che è autoprodotto - sembra frutto di fior di lavoro 24/7 di professionisti con fior di soldi spesi dietro. E invece no: il fumettista, di professione non fa il fumettista, e tutto quanto se lo fa da sé... di notte.

Mi sono trovato particolarmente d'accordo con alcune considerazioni fatte dal bravissimo Makkox, nella prefazione del secondo volume di Bonny-Ed - già, perché esiste anche la versione cartacea, che potete acquistare dal blog.

Il fumetto di Bonny-Ed ha tutte le carte per diventare un vero successo con gli adolescenti, come lo è stato Rat-Man, in tempi in cui il fumetto è alle strette. Se fossi nella Panini - per dire una casa editrice che ha dimostrato intelligenza nel campo - prenderei questo ragazzo e gli affiancherei un bello staff come ha fatto la Fox con Matt Groening. Con una bella promozione, potrebbe davvero fare il botto.

Poi, diciamolo: Ed, il creatore, è proprio simpatico. E certe opinioni ci accomunano. A volte non condivido quello che dice, anzi, a volte non condivido il come. Però dice sempre quello che pensa, e se a volte lo fa in maniera un po' ingenua, è sempre genuino.


Ecco, volevo scrivere solo due righe, e invece va' che tiritera. Prometto che le prossime recensioni saranno molto più stringate!

Ma poi oh, il blog è mio e ci faccio quello che voglio io, CAPITO?!

Niente, è che mi ha pervaso lo spirito riBBelle di Bonny-Ed...

Giorgio


P.S.: il sottoscritto non ci guadagna una cicca a fare i complimenti a Ed, a parte le ragazze ucraine che mi ha promesso. No, davvero: avrei tutti gli interessi a leccare i piedi di qualche autore particolarmente affermato nell'editoria. Qui invece si parla di un ragazzo che da solo, senza praticamente editori alle spalle, butta tutto il suo tempo e denaro in questa passione. Se gli faccio i complimenti è perché scrivo davvero quello che penso, e un po' ammiro la dedizione con cui per sfogare la propria creatività evita di scendere a qualsivoglia compromesso.

giovedì 6 novembre 2008

Che Lucca!


Comincio ora a riprendermi dalla Fiera di Lucca, perciò scrivo due parole.

Anche quest'anno si è riconfermata come una gran bella fiera. Ma c'è troppa gente! Ok, ok, sono io che non amo i posti affollati... e quello lo era davvero tanto!

Una considerazione che mi viene da fare è: le affluenze alle fiere di fumetti aumentano ogni anno, tanto che di fiere ne spuntano come funghi, per non parlare della quantità di aspiranti fumettisti... e com'è che le vendite invece calano? Mah!

Sono stato veramente contento di incontrare tantissimi colleghi e di conoscerne altrettanti. In ordine alfabetico, i primi che mi vengono in mente: Alberto, Alessandro, Alpo, Andrea, Bruno, Carlotta, Claudio, Cristina, Daniele, Davide, Donald, Ed, Elisabetta, Emanuele, Fabiano, Fabrizio, Fausto, Flavio, Francesca, Francesco, Gabriella, Gaja, Gianfranco, Gianluca, Giuseppe, Giustina, Henry, Ketty, Luca, Manuela, Mara, Marco, Miriam, Paolo, Riccardo, Sergio, Silvia, Stefano, Tito, Valentina... e chissà quanti ne sto dimenticando!

Ho fatto il podista per quattro giorni, pranzando con quel collega, facendo l'aperitivo con quell'altro, la cena con quell'altro e la festa al pub con quell'altro ancora. Ho dormito circa 4 ore per notte. Ho mangiato ottime zuppe alla frantoiana e bevuto ottimo chianti. Ho speso un sacco di soldi in fumetti. Ho anche fatto le attività coi bambini allo stand Disney. Fra l'altro venerdì notte ha piovuto a dirotto, proprio nel momento in cui mi sono dovuto fare tutta Lucca a piedi.

Sono tornato talmente rintronato che anche una barzelletta di Pierino mi sarebbe sembrata troppo complicata da comprendere.

Ma è stata una gran bella esperienza, pertanto ringrazio tutti coloro con cui ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo.

Se volete un resoconto della fiera ben più esauriente e interessante, vi consiglio quello che ha scritto l'amico Fabrizio per il Sole 24 Ore. Lo trovate QUI.

Davide, Fausto, il sottoscritto e Gabriella impegnati a intrattenere bimbi, genitori e appassionati in genere presso lo stand Disney.
© foto: Francesco Spreafico

Il sottoscritto e Fabrizio presso il ristorante Giulio Impelleria impegnati a discutere su quanto cavolo sta piovendo là fuori.
© foto: Bruno Olivieri

Giorgio

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