lunedì 31 gennaio 2011

Architetti


Non sono il primo a sostenerlo: il lavoro dello sceneggiatore è simile a quello dell'architetto.

La tua storia dev'essere esteticamente accattivante, e ognuno ha la sua estetica. C'è chi scrive storie paragonabili al razionalismo sovietico, chi le scrive che pare Gaudì.

Ma prima dell'aspetto estetico va curata la struttura. Noi non abbiamo Autocad, ci basta Word o Final Draft, ma anche noi dobbiamo controllare che la struttura portante regga, calcolare quali spinte esterne possono incidere e far crollare tutto. Bisogna controllare che la struttura sia solida, scarichi le forze cui è sottoposta, ma contemporaneamente assolva al suo compito: un ponte può essere solidissimo, ma se la sua campata non porta da una riva all'altra di un fiume, non serve a niente!

Bisogna calcolare gli imprevisti, i terremoti, correggere gli errori di calcolo, assicurarsi che una storia regga col tempo esattamente come un ponte.

Se un edificio crolla per imperizia dell'architetto è un crimine che uccide delle persone. Nel nostro caso se una storia crolla non muore nessuno, però spezzi il legame che avevi col tuo lettore o spettatore.

E per strutturare una storia o un'architettura bisogna aver studiato almeno un minimo le architetture pre-esistenti, capire come hanno fatto gli altri a risolvere determinati problemi.

E poi, dopo aver strutturato una storia, si può dare libero sfogo all'estetica, purché non vada a inficiare la struttura. Magari ci vorresti mettere tante arcate barocche, ma in un autosilo potrebbero non essere molto adatte. Magari vorresti che il tuo protagonista facesse un excursus sull'incidenza dell'antica astronomia cinese sul calendario zoroastriano, ma se il tuo protagonista è un mandriano dell'Arizona forse non ti conviene, a meno che non vuoi creare consapevolmente il personaggio del cowboy forbito.

sabato 29 gennaio 2011

Digicomics

Non possedendo smartphone né console di sorta, sono rimasto un po' indietro rispetto ad alcune iniziative tecnologiche, che invece meritano parecchia attenzione.

Soprattutto se ci si trovano delle mie storie!

Scherzi a parte, non ho mai (colpevolmente) parlato dei Digicomics, che sono un importante passo avanti per la Disney, considerando poi che il tutto parte dalla Disney Italia.

Si tratta di fumetti elaborati appositamente per iPhone, iPod, smartphone e console varie che potete scaricare QUI. Fra le altre, si trovano anche alcune mie storie (tra cui la saga degli UltraHeroes).

Se siete in possesso di tali dispositivi vi consiglio di farci un giro perché ne vale la pena (e fa venire voglia anche a me di comprarmi un iPhone!).

mercoledì 26 gennaio 2011

Ma cm scrv?


QUESTO post di Tito Faraci mi ha fatto riflettere un po' sulla diatriba "lingua italiana vs. linguaggio sms".

Capisco e in parte condivido il punto di vista di Tito, anche se devo dire di non essere così virtuoso: quando scrivo per lavoro cerco di farlo nel miglior modo possibile, quando si tratta di mail o sms, pur cercando di scriverli in italiano corretto, mi "rilasso" di più, mi "lascio andare" alle volte, in particolare se sto scrivendo di fretta, e qualche concessione alla lingua la faccio.

Ad esempio mi capita spessissimo di non mettere le maiuscole, o di usare tante virgole... certo non scrivo (più) abbreviando tipo "qlc", eccetera.

In particolare detesto "nn" (penso: ma se devi abbreviare fallo con "comunque" e scrivi "cmq", con "non" risparmi giusto una lettera) e gli emoticon...

O meglio, se è un ragazzino a usare un emoticon ok, se gli adulti ne fanno un uso smodato mi dà un po' fastidio (ma faccio finta di niente).

Mi risulta un po' fastidioso anche quando le persone scrivono "lol" (acronimo anglosassone), invece di una normalissima risata "ahahah!". "Lol" mi appare come una risata "fredda", impersonale: faccio finta di ridere anche se non sto minimamente ridendo. Neanche dentro, intendo. Mi suona come un risolino falso.

Però c'era un tempo, quando erano appena arrivati internet e i cellulari, e io ero ancora adolescente, in cui ero convinto che quello fosse un nuovo linguaggio, non sostitutivo ma complementare a quello "ufficiale". Una sorta di slang di "noi gggiovani", in poche parole qualcosa di molto figo (chi da adolescente non ha usato qualche codice con gli amici, anche solo nei bigliettini passati in classe?).

E imparare a fare velocemente le abbreviazioni significava scrivere più velocemente (soprattutto in chat), il che avvicinava lo scritto al parlato, e sembrava molto figo poter usare questo mezzo spurio tra lo scrivere e il chiacchierare.

Per dire, io conoscevo già allora le regole dell'italiano e scrivevo non "xkè" ma "xké" con l'accento acuto: sapevo qual era l'accento giusto in italiano e lo usavo. Era sempre italiano, ma "slang".

Mi piaceva anche il fantasioso uso di cifre e altri caratteri da sostituire alle lettere, in particolare in nomi e nickname (es.: G10RG10 54L4T1). Mi sembrava come inventarsi una specie di "logo alfanumerico" meno "noioso" del tuo nome "normale".

Finché si fosse rimasti nell'ambito del gergo mi sarebbe continuato a piacere, ma un po' che ormai non sono più adolescente e quindi usare lo slang mi farebbe sembrare un po' ridicolo, un po' che mi sono accorto che questo linguaggio è sconfinato nei temi dei ragazzi andando a incasinare la percezione stessa dell'italiano "ufficiale", ho smesso di prediligerlo.

Però sono d'accordo con chi dice che - anche se noi che facciamo un certo lavoro abbiamo il dovere di stare attenti a come scriviamo - la lingua è sempre una cosa viva che cambia con le generazioni, e nessuno può arrestarne il cambiamento.

Inoltre, c'è una cosa importante da notare: prima dell'arrivo di sms e internet, la gente scriveva MOLTO poco. I miei compagni di scuola lo facevano giusto quando era necessario per i temi, qualche ragazza magari teneva un diario, ci si scriveva qualche bigliettino o letterina quando si aveva qualcosa da confidare e non lo si voleva fare a voce... Ma in generale la gente (anche o forse soprattutto gli adulti) scriveva molto poco.

Con l'avvento di queste nuove tecnologie la gente ha cominciato a usare la parola scritta quotidianamente. E in questo passaggio non si poteva non perdere un po' di letterarietà a beneficio dell'immediatezza "discorsiva". Che ciò sia positivo o negativo non saprei. Forse semplicemente i tempi sono cambiati.

Ognuno naturalmente si regola come preferisce: chi usa un italiano perfetto sia nel lavoro che nella vita privata, chi separa l'italiano "letterario" da quello "sms", scrittori che addirittura cercano di integrare il nuovo linguaggio (saranno 15 anni che esiste) all'interno di un contesto letterario...

La lingua è bella perché è varia. L'unica cosa importante, probabilmente, è la moderazione: essere troppo intransigenti con l'italiano letterario credo possa generare una reazione contraria, mentre essere troppo sciatti con la lingua genera senz'altro mostri.

martedì 25 gennaio 2011

Topolino n. 2879

Su Topolino n. 2879 in edicola da domani 26 gennaio trovate due mie autoconclusive... natalizie (!), una delle quali risalente addirittura a cinque anni fa!

Buona lettura!

venerdì 21 gennaio 2011

Repubblica?

Il 2 giugno 1946 avvenne il referendum che proclamò l'Italia una repubblica.

Vi furono però parecchie accuse a proposito di presunti brogli elettorali: per alcuni critici in realtà il volere popolare avrebbe scelto la monarchia.

Il successo politico del nostro "presidente" non lascia dubbi: i critici avevano ragione.

?



Nella seconda serie di "Topolinia 20802" io, Fausto Vitaliano, Tito Faraci e Alberto Savini abbiamo immaginato che un famoso scrittore avesse avuto successo grazie a un romanzo fatto interamente da domande. Un'assurdità che trovavamo piuttosto divertente.

Ora, Tito stesso segnala che esiste davvero un libro del genere.

QUI trovate tutte le informazioni a proposito!

mercoledì 19 gennaio 2011

MadMenizzatevi



Purtroppo non ho trovato un tipo fisico che mi somigliasse abbastanza (anche perché nei primi anni '60 uno coi capelli lunghi non lo trovavi, o almeno non lo trovavi in uno studio di pubblicità in Madison Avenue). Però non potevo resistere alla tentazione di inserirmi sul set di Mad Men, con le due donne più amate della serie.

Per chi non la conoscesse: "Mad Men" è una serie tv delle più raffinate e coinvolgenti mai concepite. Io sono arrivato solo alla seconda stagione e conto di vedermele tutte, e così consiglio anche a voi di fare.

Intanto, se volete anche voi provare a "madmenizzarvi" andate su MadMenYourSelf.com.

lunedì 17 gennaio 2011

DeepComix


Il futuro è arrivato!

Questo è il primo fumetto digitale 3d, ed è tutto italiano:


QUESTO è il sito ufficiale.

Potete trovare una breve spiegazione sul blog del grande Emanuele Tenderini, uno degli autori del progetto.

Auguro a Emanuele tutto il successo possibile!

Come Memento


A nessuno quando si alza la mattina capita mai di sentirsi come in "Memento"?

Ti svegli di soprassalto. Ti guardi intorno, fuori dalla finestra c'è luce, è giorno inoltrato. La casa sembra vuota e silenziosa, eppure eri convinto che fino a un attimo fa Lei fosse qui.

Guardi l'orologio e... cosa?! Le undici?! Guardi il cellulare sul comodino. E' acceso, e ha anche il blocco tasti.

Allora mentre metti giù i piedi dal letto, cerchi di ricostruire.

Ecco cosa dev'essere successo. La sveglia ha suonato. L'hai spenta. Hai acceso il celluare, digitato il pin, messo il blocco tasti, riposto il cellulare sul comodino.

E hai continuato a dormire.

Non è che te lo ricordi: è come se non fosse mai successo. Semplicemente, è la spiegazione più logica.

Quindi dormivi profondamente mentre compivi queste azioni.

Però non è bella, la sensazione di aver completamente dimenticato degli attimi interi.

E ti ripeti: dovrei dormire di più e lavorare di meno. Anche perché ora hai dormito di più, sei indietro, e dovrai lavorare di più e dormire di meno.

Che casino.

sabato 15 gennaio 2011

giovedì 13 gennaio 2011

Paperinik Cult #69


Su Paperinik Cult #69 di gennaio trovate le ultime storie (entrambe già edite) della saga "Paperinik contro tutti", dal titolo "Paperinik contro Mr Invisible" e "Paperinik e il ritorno di Mr Invisible". Della prima storia ho partecipato al soggetto (insieme a Riccardo Secchi), mentre della seconda ho anche scritto la sceneggiatura.

Buona lettura!

martedì 11 gennaio 2011

SuperEva


Sul canale Cartoons di SuperEva.it potete trovare un'intervista fatta da Enrico Ruocco al sottoscritto.

Cliccate QUI e buona lettura!

aqua+tatai


Udite udite!

Emanuele Tenderini ha aperto un nuovo blog, dove tra le altre cose pubblica alcune dritte utili ai coloristi.

Ora, se conoscete il lavoro di Emanuele, e se siete interessati alla colorazione, sono certo che non attenderete un secondo prima di cliccare QUI.

Buona lettura!

venerdì 7 gennaio 2011

PopPixie su RaiDue dal 10 gennaio


E' già partito in Francia, Spagna, Portogallo... E da lunedì 10 gennaio parte anche qui in Italia: PopPixie su RaiDue dal lunedì al venerdì alle 7,30.

E' una serie animata di RaiFiction e Rainbow diretta da Iginio Straffi e - per quanto riguarda soggetti e sceneggiature - curata dalla Red Whale, in particolare nella persona di Francesco Artibani (ma non solo).

Perché ne parlo? Ma perché nella squadra di sceneggiatori scelta per lavorare a questa serie c'è anche il sottoscritto, e l'evento è oltremodo importante perché costituisce il mio esordio nel mondo dell'animazione!

Lo scopo della serie è quella di far divertire tutta la famiglia. Spero che il prodotto finale sia soddisfacente!

Buona visione!

lunedì 3 gennaio 2011

50!

Mi sono appena accorto di una cosa: il 27 dicembre 2010 ho consegnato la mia CINQUANTESIMA sceneggiatura Disney.

La prima risale al 16 luglio 2003.

Festeggiamo!

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