mercoledì 30 gennaio 2013

Divanuvola

Da piccolo, quando arrivava l'estate ero contento in particolare per un motivo.

I due divani del nostro salotto potevano rivelarsi troppo caldi a causa della stoffa di cui erano fatti, così mia madre ci metteva sopra dei teli, copridivano estivi di non ricordo che marca, di modo che i divani fossero più freschi e non si soffriva quando ci si sedeva.

I copridivano erano bianchi, con dei disegnini. Per qualche motivo che risiede unicamente nella testa dei bambini, mi immaginavo che questi divani divenissero (perdonate il bisticcio) due nuvole. Ci saltavo sopra, e poi non potevo mettere giù il piede, perché sotto non c'era più il pavimento. Solo il cielo. Quindi potevo solo passare da una nuvola all'altra (da un divano all'altro), per la gioia di mia madre che si impegnava a coprire con cura e senza pieghe i divani e cinque minuti dopo ci passavo sopra io coi miei piedacci. E dicevo a tutti che vivevo su una nuvola.

E in effetti all'epoca mi dicevano spesso che avevo la testa tra le nuvole. Be', evidentemente anche tutto il resto.

Comunque, da allora ho sempre sognato di avere una mia nuvoletta dove stendermi in panciolle.

Ora scopro che questa nuvoletta ESISTE.


Si chiama Cloud Sofa, maggiori info qui.

Lo so, sto per dire qualcosa di molto banale.

Ma.

LO VOGLIOOOO!!!

lunedì 28 gennaio 2013

Rodari e i 9 modi


Questo articolo, Gianni Rodari lo scrisse nel 1964 per il "Giornale dei Genitori".

9 modi per insegnare ai ragazzi a odiare la lettura

1 - Presentare il libro come una alternativa alla Tv

2 - Presentare il libro come una alternativa al fumetto

3 - Dire ai bambini di oggi che i bambini di una volta leggevano di più

4 - Ritenere che i bambini abbiamo troppe distrazioni

5 - Dare la colpa ai bambini se non amano la lettura

6 - Trasformare il libro in uno strumento di tortura

7 - Rifiutarsi di leggere al bambino

8 - Non offrire una scelta sufficiente

9 - Ordinare di leggere

--

Oggi il problema non si presenta nemmeno più: neanche i genitori leggono, e non danno ai loro figli la colpa di non leggere abbastanza. Semplicemente, se ne fregano.

venerdì 25 gennaio 2013

LAW: elezioni - 6

Ecco il programma elettorale di Michelle:


Mickey Parade Géant 332


Grazie alla rubrica di Francesco Gerbaldo sul sito di Antonio Genna (vedere qui) scopro che in Francia è appena stata ristampata la mia storia "Paperinik e l'altro Paperino", all'interno del numero 332 della rivista Mickey Parade Géant.

Buona lettura... se siete francofoni, ovviamente!

mercoledì 16 gennaio 2013

Scrivo.

Per evitare le solite risposte "Che cos'è uno sceneggiatore?", "Quindi disegni?", "Quindi fai le scenografie?" quando mi chiedono che mestiere faccio, ho imparato a rispondere:

"SCRIVO."

Pausa.

"Per fumetti, cartoni animati, racconti..."

Spesso funziona. Se gli dici "SCRIVO!" facendo anche il gesto di battere le dita sulla tastiera, capiscono.

Ciononostante c'è ancora qualcuno che dopo qualche giorno, rivedendomi, mi dice: "Allora disegni ancora le tue vignette?"

AAAARGH!


lunedì 14 gennaio 2013

Di Bernardo a proposito di LAW


Giuseppe Di Bernardo, editor di Star Comics, dedica un post a proposito di LAW #5 "Colpo al cuore", che potete trovare in edicola e fumetteria.

CLICCATE QUI per leggere.

venerdì 11 gennaio 2013

The Master


"The Master", il nuovo film di Paul Thomas Anderson.

La prima cosa che mi è venuta da pensare è: finalmente un film con una scrittura raffinata, che impegna intellettualmente, con vicende non scontate e per niente stereotipate.

E infatti i presenti in sala si sono annoiati. Ad un certo punto addirittura una dietro di me ha detto "Ma quando finisce 'sto film?". Come al solito alla gente se non dai un paio di torte in faccia e qualche pernacchia di Cristian De Sica, non ci capiscono niente.

Per carità, il film ha i suoi difetti. Quello che più disturba è l'infinita sensazione di attesa, che il film vero debba ancora cominciare, che ad un certo punto arriverà una rivelazione a cui ti stanno preparando, che i tanti "non detto" del film ad un certo punto saranno spiegati. Poi quando ti rendi conto che sei a metà film, cominci a chiederti quanto ancora durerà la vicenda, se davvero succederà qualcosa. Insomma, la storia difficilmente "acchiappa", ma fa anche tanto pensare ed è un perfetto spaccato della società occidentale del dopoguerra. In realtà succede molto nel film, è solo che te ne accorgi solo una volta che è finito.

E poi la regia è fantastica, la fotografia perfetta, scenografia, costumi, casting... E Philip Seymour Hoffman è da Oscar.

Ho letto alcune critiche sul fatto che il film sia noioso e poco riuscito, ma poi ho capito che ben pochi hanno colto la quantità di contenuti, metafore, significati presenti in quest'opera.

Un film che fa riflettere molto sulle dinamiche di lavaggio del cervello da parte delle varie sette, e sul bisogno delle persone di dipendere da qualcosa o qualcuno, che ne regoli fortemente la vita.

Ma non è solo questo il fulcro del film. Freddie e Dodd sono due facce della stessa medaglia.

ATTENZIONE: SPOILER! NON PROSEGUIRE NELLA LETTURA SE NON SI E' VISTO IL FILM.

Come dicevo, due facce della medaglia: Freddie è il corpo e Dodd la mente, ma soprattutto Freddie è l'ANIMALE, e Dodd il padrone.

Ogni dinamica tra il Maestro e Freddie è la stessa che intercorre tra il padrone e il suo cane.

Perché Dodd sceglie come suo protetto un personaggio così "coriaceo" come Freddie? Perché è la sua sfida più grande: se riuscirà a dominare Freddie, riuscirà a dominare chiunque altro. Uno come lui, che controlla le menti degli altri facendo apparentemente leva sulla ragione, se riesce a penetrare fino nella "corteccia" elementare di Freddie, può arrivare a controllare chiunque.

Apparentemente fallisce. Ma in realtà no. Quando Freddie se ne va dalla setta, viene inevitabilmente deluso dal mondo (la ragazzina si è sposata), e tramite il sogno sente il richiamo di Dodd. Il "guinzaglio" è talmente lungo che dagli Stati Uniti raggiunge il suo "padrone" fino in Inghilterra. Dodd ormai non è più interessato al suo "esperimento", sembra che alla fine Freddie abbia raggiunto una sua autonomia, ma quando nel finale cerca di tornare ai suoi istinti animaleschi - che per tutto il film hanno cercato di uscire prepotentemente - si ritrova a replicare con la ragazza appena conosciuta il "gioco" del primo esperimento con Dodd. L'inception è avvenuta. Freddie non sarà mai più lo stesso. Non è "guarito" dai suoi problemi, ma non è più nemmeno l'ingenuo bambinone che era all'inizio del film. Anche se da lontano, il controllo mentale del suo "padrone" lo accompagnerà per sempre.

Un film, come dicevo all'inizio, che esplora le raffinate tecniche di persuasione e di lavaggio del cervello praticate dalle sette religiose, spirituali o altro.

E riflette anche sulla DIPENDENZA. All'inizio Freddie è alcolizzato e tossicodipendente. E' un animale allo sbando, e ha bisogno della tranquillità che gli dà l'alcol. Poi riesce a smettere proprio incanalando la sua insoddisfazione nei rituali ed esercizi spirituali della setta. Esercizi che gli dicono servire a concentrarsi meglio, ma che in realtà servono da lavaggio del cervello, a soggiogare la mente, e a provocare forti emozioni.

In questo senso, sono sempre le EMOZIONI a creare la dipendenza. Dopotutto chi si droga lo fa per le forti emozioni che ne dà l'uso. Sotto la scusa di esercizi di introspezione, per "tirare fuori ciò che siamo dentro davvero" (e sarà anche così, per carità), c'è lo scopo di far scaturire dall'inconscio delle forti emozioni, da cui poi si diventa dipendenti. In fondo è anche per questo che Marx definiva la religione l'oppio dei popoli.

Una droga talmente potente che Freddie arriva perfino ad avere delle allucinazioni, in uno degli esercizi, quando toccando la finestra sente di poter toccare la casa di fronte e arrivare sempre più in là fino a toccare le stelle.

In definitiva, un film con delle pecche, ma comunque un gran bel film che finalmente dà il piacere di usare il cervello e interrogarsi in maniera non scontata sulle dinamiche del dominio sulle folle, e, in definitiva, sul potere.

E - ripeto - Philip S. Hoffman è PERFETTO.

mercoledì 9 gennaio 2013

Lasciate spazio ai sognatori


Il blog Lasciate spazio ai sognatori mi ha fatto una lunga e interessante intervista, in cui ho parlato di LAW, di Disney, di musica, del mio rapporto con internet.

Andate a leggere CLICCANDO QUI.

Buona lettura!


lunedì 7 gennaio 2013

Bellezza nei tuoi occhi


A volte trovi la bellezza in qualcosa che a tutti appare brutto. Potrei trovare bella una casa fatiscente.

Forse la bellezza che vediamo nel mondo, così soggettiva per ognuno, è un riflesso della bellezza che portiamo dentro.

Come il colore che il nostro occhio percepisce selezionando la luce: citando Goethe, la bellezza è negli occhi di chi guarda.

Forse ciò che percepiamo come bello sta solo riflettendo una luce interiore.

La bellezza la portiamo già dentro di noi, e si rifrange su determinati oggetti o persone.

E in questo senso, ciò che troviamo bello è un già un po' nostro, perché riflette qualcosa portiamo con noi.

Così, se trovo bella una persona, un oggetto, una casa, è già un po' mia, anche quando non lo è materialmente.

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