Ebbene sì... da oggi ho 30 anni.
...e allora?
...sgrunt!
mercoledì 12 novembre 2008
sabato 8 novembre 2008
sweet home alObama
Ciò a cui stiamo assistendo con l'elezione di Obama negli USA è indubbiamente storico.
Tutto ciò mi ha riportato alla mente degli sketch di grandi comici neri, che anni fa provavano a immaginarsi il primo presidente nero.
Prima di tutto Richard Pryor, negli anni '70:
Pryor immaginava che il 48° presidente sarebbe stato nero (quindi più o meno nel 2025), mentre Obama è "già" il 44°.
Ma lo sketch migliore è quello di Eddie Murphy, nel suo spettacolo "Delirious" degli anni '80 (più anni '80 di quella tutina rossa...):
Vi consiglio di vedere quest'ultimo filmato fino in fondo perché potrebbe - speriamo di no - essere profetico.
Il timore che Obama corra dei seri rischi per la propria sicurezza personale ormai è talmente inflazionato che probabilmente è già da escludere.
Speriamo di non dover dire un giorno "Eddie Murphy ci aveva avvertito".Dopo il primo presidente nero, allora aspettiamo di vedere se avverrà la profezia di Groening nei Simpsons: "Un presidente gay nel 2084"...
venerdì 7 novembre 2008
Bonny-Ed
Dopo la discussione partita da Recchioni sul fatto che gli autori di fumetti leggano o meno fumetti, vado in parziale controtendenza.
Ho deciso di parlare di qualche fumetto che sto leggendo, ma non dei classici fumetti cartacei "istituzionali". Mi riferisco infatti ai webcomics, questo fenomeno che ha proliferato alla grande negli ultimi tempi, anche e soprattutto in Italia, dove l'ingegno fumettistico non ha nulla da invidiare agli ammerigani. La cosa curiosa è che alcuni di questi autori di webcomics non sono fumettisti professionisti, ma persone che fanno altri lavori, talmente appassionati di fumetti che hanno trovato questo sfogo per la propria creatività. Non sempre di livello professionale eccelso, ma quasi sempre con una prorompente forza genuina che non può farci ignorare il fenomeno.
Io i webcomics li ho scoperti relativamente tardi, ma mi stanno progressivamente incuriosendo (tanto che per sfizio pure io ne faccio uno, ogni tanto). I blog fumettistici mi danno quei dieci minuti di relax, divertimento, riflessione, quando faccio una pausa dal lavoro.
La prima "recensione" ho deciso di dedicarla a uno dei webcomics cui mi sto affezionando di più:
Forse non è il migliore in assoluto. Ma non so quale particolare alchimia ha fatto in modo che andare sul suddetto blog mi faccia sentire a mio agio.
Parliamoci chiaro: i testi potrebbero migliorare, e sono sicuro che miglioreranno. Anche se già alcune strip sono veramente argute (ho timore a usare l'inflazionato geniali).
Ma è la forza dei personaggi che mi ci ha fatto affezionare. Seguire le vicissitudini quotidiane del ragazzo con la faccia di teschio, come in un buco temporale mi fa tornare indietro a quando ero adolescente. Alle beghe scolastiche, gli amori non corrisposti, le intimidazioni dei bulli. La sfiga, il rock, eccetera. Quel teschietto insomma assomiglia abbastanza al sottoscritto dei vecchi tempi. La differenza con adesso è che non vado più a scuola e sono fidanzato, per il resto non è che sia cambiato così tanto.
Non è che facciano sempre ridere a crepapelle le strip del teschietto, ma spesso sono vere. Leggere le sue strip è un po' come quando suona l'intervallo, tu esci dalla classe con la speranza di incontrare il tuo amico della classe accanto, quello che hai conosciuto solo all'inizio di quest'anno scolastico ma ti sembra di conoscerlo da anni. Magari non sempre l'amico sarà in vena di ridere e scherzare, magari anche lui a volte è giù di morale. Come te, del resto. E' che è questa scuola - il mondo - a essere deprimente. Ma trascorrere l'intervallo col tuo amico della classe accanto è l'unica cosa che ti fa sopportare questa tediosa giornata tra lezioni di chimica e interrogazioni di latino. Lui si mangerà metà dei tarallini che hai preso al distributore, ma almeno ti offrirà qualche tiro. E' un amico, no? Due sfigati in compagnia è meglio che uno sfigato da solo.
E' questa la vera forza di Bonny-Ed: ha azzeccato i personaggi, la forma grafica, l'impostazione, per diventare un ottimo successo con gli adolescenti. Quelli potenzialmente interessati ai fumetti, intendo. Con i truzzi funziona solo la Gazzetta.
La paura di essere brutti, gli amori non corrisposti, il tuo amico sfigato come te, il rock, la tecnologia, la voglia di anticonformismo... Sono davvero gli ingredienti giusti. Ed ha azzeccato il format, ed è molto bravo a confezionare un prodotto che - se non sai che è autoprodotto - sembra frutto di fior di lavoro 24/7 di professionisti con fior di soldi spesi dietro. E invece no: il fumettista, di professione non fa il fumettista, e tutto quanto se lo fa da sé... di notte.
Mi sono trovato particolarmente d'accordo con alcune considerazioni fatte dal bravissimo Makkox, nella prefazione del secondo volume di Bonny-Ed - già, perché esiste anche la versione cartacea, che potete acquistare dal blog.
Il fumetto di Bonny-Ed ha tutte le carte per diventare un vero successo con gli adolescenti, come lo è stato Rat-Man, in tempi in cui il fumetto è alle strette. Se fossi nella Panini - per dire una casa editrice che ha dimostrato intelligenza nel campo - prenderei questo ragazzo e gli affiancherei un bello staff come ha fatto la Fox con Matt Groening. Con una bella promozione, potrebbe davvero fare il botto.
Poi, diciamolo: Ed, il creatore, è proprio simpatico. E certe opinioni ci accomunano. A volte non condivido quello che dice, anzi, a volte non condivido il come. Però dice sempre quello che pensa, e se a volte lo fa in maniera un po' ingenua, è sempre genuino.
Ecco, volevo scrivere solo due righe, e invece va' che tiritera. Prometto che le prossime recensioni saranno molto più stringate!
Ma poi oh, il blog è mio e ci faccio quello che voglio io, CAPITO?!
Niente, è che mi ha pervaso lo spirito riBBelle di Bonny-Ed...
Giorgio
P.S.: il sottoscritto non ci guadagna una cicca a fare i complimenti a Ed, a parte le ragazze ucraine che mi ha promesso. No, davvero: avrei tutti gli interessi a leccare i piedi di qualche autore particolarmente affermato nell'editoria. Qui invece si parla di un ragazzo che da solo, senza praticamente editori alle spalle, butta tutto il suo tempo e denaro in questa passione. Se gli faccio i complimenti è perché scrivo davvero quello che penso, e un po' ammiro la dedizione con cui per sfogare la propria creatività evita di scendere a qualsivoglia compromesso.
giovedì 6 novembre 2008
Che Lucca!
Comincio ora a riprendermi dalla Fiera di Lucca, perciò scrivo due parole.
Anche quest'anno si è riconfermata come una gran bella fiera. Ma c'è troppa gente! Ok, ok, sono io che non amo i posti affollati... e quello lo era davvero tanto!
Una considerazione che mi viene da fare è: le affluenze alle fiere di fumetti aumentano ogni anno, tanto che di fiere ne spuntano come funghi, per non parlare della quantità di aspiranti fumettisti... e com'è che le vendite invece calano? Mah!
Sono stato veramente contento di incontrare tantissimi colleghi e di conoscerne altrettanti. In ordine alfabetico, i primi che mi vengono in mente: Alberto, Alessandro, Alpo, Andrea, Bruno, Carlotta, Claudio, Cristina, Daniele, Davide, Donald, Ed, Elisabetta, Emanuele, Fabiano, Fabrizio, Fausto, Flavio, Francesca, Francesco, Gabriella, Gaja, Gianfranco, Gianluca, Giuseppe, Giustina, Henry, Ketty, Luca, Manuela, Mara, Marco, Miriam, Paolo, Riccardo, Sergio, Silvia, Stefano, Tito, Valentina... e chissà quanti ne sto dimenticando!
Ho fatto il podista per quattro giorni, pranzando con quel collega, facendo l'aperitivo con quell'altro, la cena con quell'altro e la festa al pub con quell'altro ancora. Ho dormito circa 4 ore per notte. Ho mangiato ottime zuppe alla frantoiana e bevuto ottimo chianti. Ho speso un sacco di soldi in fumetti. Ho anche fatto le attività coi bambini allo stand Disney. Fra l'altro venerdì notte ha piovuto a dirotto, proprio nel momento in cui mi sono dovuto fare tutta Lucca a piedi.
Sono tornato talmente rintronato che anche una barzelletta di Pierino mi sarebbe sembrata troppo complicata da comprendere.
Ma è stata una gran bella esperienza, pertanto ringrazio tutti coloro con cui ho avuto la fortuna di trascorrere del tempo.
Se volete un resoconto della fiera ben più esauriente e interessante, vi consiglio quello che ha scritto l'amico Fabrizio per il Sole 24 Ore. Lo trovate QUI.
Davide, Fausto, il sottoscritto e Gabriella impegnati a intrattenere bimbi, genitori e appassionati in genere presso lo stand Disney.
© foto: Francesco Spreafico
Il sottoscritto e Fabrizio presso il ristorante Giulio Impelleria impegnati a discutere su quanto cavolo sta piovendo là fuori.
© foto: Bruno Olivieri
mercoledì 29 ottobre 2008
Secchi a RADIOdue
Il collega, maestro e amico Riccardo Secchi mi ha comunicato che stanotte dalle 24 alle 02 c'è 'La mezzanotte di Radiodue', programma condotto questa settimana dal regista Fausto Brizzi e a cui parteciperà anche Riccardo. Si parlerà di cinema e fumetto. Si può telefonare in diretta.
Buon ascolto!
Giorgio
martedì 28 ottobre 2008
Fumettista chi legge?
Mi aggancio ai post di Recchioni e di Faraci per dire anch'io i miei "2 cents".
L'argomento è: ma i fumettisti li leggono, i fumetti? Spesso pare di no.
Innanzitutto, secondo me l'importante per un autore è avere una buona cultura fumettistica, ma è controproducente avere l'approccio ossessivo del nerd. Chi sa TUTTO di un determinato genere, o di una determinata serie, risulta poi troppo bloccato. Ha la testa piena di nozioni, e poco spazio per scrivere qualcosa di nuovo e originale. Il massimo che potrà scrivere un autore troppo "colto" sarà un buon "pulp". Conoscendo tutti i cliché di un determinato genere si può creare un prodotto divertente, come un bravo cuoco che riesce a tirar fuori un buon minestrone dalle solite quattro verdure. Tarantino è il più bravo a fare questo... Ma lui è Tarantino.
Ricordo un'intervista a Max Cavalera, cantante-chitarrista dei Sepultura, che raccontava di non ascoltare mai metal, ma solo jazz o simili. "Il metal già lo suono, perché dovrei ascoltarlo?"... Approccio un po' radicale, però interessante.
Personalmente cerco di alternare: un libro - un fumetto - un libro - un fumetto... Ho in camera qualcosa come quattro pile altissime di fumetti da leggere. Ogni volta che passo da un'edicola o una fumetteria continuo a comprare, ben sapendo che mi aspettano almeno tre o quattro secoli di fumetti ancora da leggere. Ma è più forte di me. Quando li porto a casa, puntellando le pile temendone il crollo, sistemo il fumetto appena acquistato in ordine di priorità. E un giorno lo leggerò. Sto usando parecchi corsivi, eh?
A volte invece mi sforzo di leggere il tale fumetto anche se non ne ho voglia, perché lo ritengo parte del mio lavoro... In un certo senso, in questo modo non stacco MAI dal lavoro. Però a volte capita anche a me di non aver proprio voglia di leggere quei fumetti che mi dovrebbero servire da "aggiornamento".
Per carità, non è che io li legga solo per restare aggiornato! E' che i fumetti mi piacciono proprio! Però non ho l'ossessione di conoscere TUTTO di TUTTI i fumetti. Non mi sento ignorante se qualcuno conosce più fumetti di me. Non è una gara. Io sono un fumettista, mica un critico. Quelli sì che devono conoscere tutto di tutto. L'autore invece non deve essere ossessionato dal nozionismo relativo alla propria materia, altrimenti ne resterà schiacciato.
Di solito l'unico momento che ho a disposizione per leggere è a letto, e se si tratta di narrativa normalmente non è un problema, ma quando si tratta di fumetti mi capita di leggere tutto d'un fiato e poi non riuscire più a dormire, perché magari il fumetto in questione mi ha scatenato un turbine di spunti in testa.
Poi ho questo difetto: devo leggere QUALSIASI fumetto che mi capiti tra le mani, anche il più brutto. Ho come una specie di sindrome che mi impedisce di lasciare un fumetto non letto. Magari qualche amico vuole disfarsi di fumetti illeggibili che quando era adolescente gli sono stati regalati dallo zio incompetente in materia, ma io non posso permettere che vadano distrutti, perciò mi sono trasformato in una sorta di "unità di riciclaggio fumetti", che incamera tutti gli albi di cui ai miei amici non frega più niente. Alle volte mi è capitato di pensare, leggendo uno di quelli: "interessante, ecco un buon manuale sulle cose da NON fare in sceneggiatura".
Perché alla fine, a volte anche i fumetti brutti meritano di essere letti.
Comunque, la cosa che forse più mi dà spunti per una storia non sono i fumetti, ma una suonata di chitarra.
Giorgio
lunedì 27 ottobre 2008
Lucca 2008
venerdì 24 ottobre 2008
Toilet #17
Ecco a voi la nuova striscia di Toilet!
Già, già... Se io fossi un disegnatore l'avrei disegnata con lo stile di Ortolani. Ma mi so accontentare!
Giorgio
giovedì 23 ottobre 2008
Taxi driver
Sono Topolino.
Mi sono trasferito in una città di montagna, tipo Denver, a fare il tassista. Il mio primo cliente, praticamente il capufficio di Mr. Incredible nel film "Gli Incredibili", arriva da Topolinia.
Mi chiede se conosco un certo Pippo. Gli rispondo: "Certo, è il mio migliore amico!"
Non è l'incipit di una storia che sto sceneggiando, ma è il sogno che ho fatto stanotte.
Non so questo cosa significhi a livello psicanalitico. Certo che non è normale sognare di essere Topolino.
Alla faccia della deformazione professionale.
La metamorfosi è cominciata?
Giorgio
mercoledì 22 ottobre 2008
Notiziole 2
Ecco un'altra notiziola che per evidenti motivi non ho potuto includere nel mucchio da inviare alla Settimana Enigmistica.
Nel 1994 il signor R.G., 60 anni, di Perugia, è stato querelato dal vicino di casa, A.C., a causa dei rumori molesti, ma di quelli che vengono dal "retro", per così dire. Secondo A.C. infatti, il vicinastro si produceva in peti talmente rumorosi da disturbare la sua quiete, atteggiamento oltremodo fastidioso d'estate, quando R.G. si esibiva sul terrazzo. La goccia che ha fatto traboccare il... naso è arrivata quando A.C. ha invitato degli amici a cenare sul suo terrazzo, e R.G. da quello adiacente ha sfoderato tutto il suo repertorio.
Ma non basta. A quanto pare quando A.C. e consorte uscivano di casa, R.G. era solito salutarli rivolgendo verso di loro la sua parte meno nobile.
A.C. ha portato a suo sostegno anche dei testimoni. Uno di essi ha raccontato che la prima volta che ha sentito una performance del petomane, ha istintivamente guardato verso il cielo, temendo il sopraggiungere di un temporale.
Be', non c'è che dire, complimenti a R.G. per la tecnica d'esecuzione.

