martedì 24 settembre 2013
Domenica 29 settembre: Jules Verne!
Questa domenica 29 settembre, su Rai Due, ore 8:00 di mattina, potrete vedere una puntata de "Le straordinarie avventure di Jules Verne" sceneggiata dal sottoscritto, intitolata "Gibilterra".
Sono molto curioso di sapere com'è il prodotto finale delle mie fatiche, perciò sarò davanti alla tv, come spero anche voi.
Buona visione!
lunedì 23 settembre 2013
Heavy Metal Gordon Link
A proposito del post su fumetti e musica di qualche giorno fa.
Nei primi anni '90 c'era questo fumetto bonellide pubblicato dalla Dardo, "Gordon Link". Una serie horror. Era bella? Credo di sì. Non me lo ricordo. Avevo tre numeri e sono passati vent'anni. E' comunque servita a far conoscere l'autore, Gianfranco Manfredi, attualmente uno dei migliori sceneggiatori in forze alla Bonelli.
C'era un numero in particolare che non potevo perdere. Era lo speciale "La villa dei suicidi" di luglio 1997 (grazie, Google!), cui era allegata una cassetta, questa:
Io avevo quasi 14 anni, da due o tre mi ritenevo un rockettaro, e l'idea che si potessero unire le mie due passioni (il rock e i fumetti) mi esaltò parecchio.
All'epoca ero appassionato di Aerosmith, Red Hot Chili Peppers, Kiss e vari gruppi hard rock. Ancora non avevo esplorato le lande del metallo, e questa cassetta fu un primo importante passo in quella direzione. La stessa foto che vedete qui sopra l'ho scattata personalmente semplicemente tirando fuori la vecchia cassetta dalla mia libreria, dove conservo le (poche) cassette originali.
Qualche anno dopo mi resi conto che la tracklist della cassetta era un po' un'accozzaglia di pezzi neanche tutti davvero heavy metal, ma all'epoca mi piaceva un sacco (e alcune di quelle canzoni mi piacciono ancora).
Ecco la fantastica tracklist:
Lato A
1. GIPSY ROAD (Cinderella)
2. HUNGRY FOR HEAVEN (Ronnie James Dio)
3. DEVIL'S PLAYTHING (Danzig)
4. SEASONS IN THE ABYSS (Slayer)
5. MONEY (Stage Dolls)
Lato B
1. SEX ACTION (L.A. Guns)
2. ALL WE ARE (Doro & Warlock)
3. DEVIL'S TOY (the Almighty)
4. DISCIPLES OF HELL (Yngwie J. Malmsteen)
5. REBEL READY (Victory)
Non ce n'era una che non mi piacesse, a eccezione forse di quella degli Almighty, che non mi hanno mai esaltato. La ascoltavo a tutto volume nella mia cameretta in montagna, facendo disperare i miei genitori.
Ricordo che pensai che "quelli" di Gordon Link avevano trovato l'uovo di Colombo: dare una colonna sonora al loro fumetto. Tuttora uno dei ricordi migliori che ho a proposito dei fumetti.
Vi lascio quindi con una delle mie canzoni preferite della compilation: "Disciples of Hell" di Malmsteen, in cui cantava un giovanissimo Jeff Scott Soto, che divenne uno dei miei cantanti preferiti.
Buon ascolto!
Nei primi anni '90 c'era questo fumetto bonellide pubblicato dalla Dardo, "Gordon Link". Una serie horror. Era bella? Credo di sì. Non me lo ricordo. Avevo tre numeri e sono passati vent'anni. E' comunque servita a far conoscere l'autore, Gianfranco Manfredi, attualmente uno dei migliori sceneggiatori in forze alla Bonelli.
C'era un numero in particolare che non potevo perdere. Era lo speciale "La villa dei suicidi" di luglio 1997 (grazie, Google!), cui era allegata una cassetta, questa:
Io avevo quasi 14 anni, da due o tre mi ritenevo un rockettaro, e l'idea che si potessero unire le mie due passioni (il rock e i fumetti) mi esaltò parecchio.
All'epoca ero appassionato di Aerosmith, Red Hot Chili Peppers, Kiss e vari gruppi hard rock. Ancora non avevo esplorato le lande del metallo, e questa cassetta fu un primo importante passo in quella direzione. La stessa foto che vedete qui sopra l'ho scattata personalmente semplicemente tirando fuori la vecchia cassetta dalla mia libreria, dove conservo le (poche) cassette originali.
Qualche anno dopo mi resi conto che la tracklist della cassetta era un po' un'accozzaglia di pezzi neanche tutti davvero heavy metal, ma all'epoca mi piaceva un sacco (e alcune di quelle canzoni mi piacciono ancora).
Ecco la fantastica tracklist:
Lato A
1. GIPSY ROAD (Cinderella)
2. HUNGRY FOR HEAVEN (Ronnie James Dio)
3. DEVIL'S PLAYTHING (Danzig)
4. SEASONS IN THE ABYSS (Slayer)
5. MONEY (Stage Dolls)
Lato B
1. SEX ACTION (L.A. Guns)
2. ALL WE ARE (Doro & Warlock)
3. DEVIL'S TOY (the Almighty)
4. DISCIPLES OF HELL (Yngwie J. Malmsteen)
5. REBEL READY (Victory)
Non ce n'era una che non mi piacesse, a eccezione forse di quella degli Almighty, che non mi hanno mai esaltato. La ascoltavo a tutto volume nella mia cameretta in montagna, facendo disperare i miei genitori.
Ricordo che pensai che "quelli" di Gordon Link avevano trovato l'uovo di Colombo: dare una colonna sonora al loro fumetto. Tuttora uno dei ricordi migliori che ho a proposito dei fumetti.
Vi lascio quindi con una delle mie canzoni preferite della compilation: "Disciples of Hell" di Malmsteen, in cui cantava un giovanissimo Jeff Scott Soto, che divenne uno dei miei cantanti preferiti.
Buon ascolto!
venerdì 20 settembre 2013
Bonvi dixit
Quando scrivi devi essere responsabile, non puoi fare le cose con leggerezza. Chi va in edicola o in libreria e compra un tuo lavoro ti sta scegliendo; sta scegliendo una parte di te, e tu devi essere onesto, e dare il meglio. Chi ti legge merita rispetto.
[ Bonvi ]
So che Panini pubblicherà dei volumi dedicati, oltre che a Lupo Alberto e a L'Omino Bufo, anche a Cattivik.
Non me li devo far scappare.
P.S.: Non vi sembra che nella foto lassù Bonvi somigli a Jack Torrance?
mercoledì 18 settembre 2013
Sacro/Profano su Amazon
E' già possibile prenotare su Amazon "Sacro/Profano", il fumetto di Mirka Andolfo pubblicato da Edizioni Dentiblù.
Ve lo consiglio per due motivi:
- E' divertente.
- Contiene una tavola sceneggiata dal sottoscritto. O scritta dal sottosceneggiato. O sottoscritta dallo sceneggiato. O...
Ok. Ecco il link per prenotarlo:
http://www.amazon.it/dp/8889786434/
E buon divertimento!
Ve lo consiglio per due motivi:
- E' divertente.
- Contiene una tavola sceneggiata dal sottoscritto. O scritta dal sottosceneggiato. O sottoscritta dallo sceneggiato. O...
Ok. Ecco il link per prenotarlo:
http://www.amazon.it/dp/8889786434/
E buon divertimento!
lunedì 16 settembre 2013
Le avventure di Gunther Brodolini
Era una bambina bruttissima, ma che però era considerata bellissima perché aveva una massa tumorale a forma di bimba bellissima. Gisella lo dette in adozione a una ditta che non poteva avere figli, la Simmenthal.
Ho ricevuto in anteprima il libro di Alessandro Gori, blogger dello Sgargabonzi, uscito a luglio.
L'ho letto quasi subito. Perché quindi ne parlo solo ora?
Non so. Il libro mi ha in parte divertito, in parte turbato, in parte infastidito. Avevo bisogno di rifletterci.
"Le avventure di Gunther Brodolini" non è un romanzo, è più una raccolta di episodi cui il protagonista è sempre Gunther, un bambino per così dire problematico.
Molti l'hanno definito un libro comico, dicono che fa ridere. L'ha detto perfino il prode Cajelli, che se ne intende parecchio.
A me però non ha fatto ridere. Più che altro mi ha fatto orrore.
Non che sia scritto male, eh. La scrittura del Gori è inesorabile, è un bisturi e ti tira fuori i tumori che non pensavi di avere.
"Le avventure..." è una sorta di assurdo viaggio lisergico all'interno della psiche collettiva, ma è un tunnel degli orrori.
I temi più ricorrenti sono lo stupro, la pedofilia, l'incesto, le malattie, la tortura. Un orrore raccontato tramite i meccanismi dell'umorismo, e certo, in alcuni punti mi ha anche fatto sorridere. Non è comico, è grottesco, piuttosto.
Il Gori è uno scrittore enigmatico. Come già detto su questo blog, riesce a penetrare nelle pieghe e nelle piaghe della coscienza collettiva, dei luoghi comuni, delle frasi fatte e della comunicazione col pilota automatico. E' inesorabile, non si ferma davanti a niente. E' come uno che scoppia una pustola sulla schiena della società, e questa pustola è una fonte inesauribile di pus, e il Gori non si ferma mai. Continua a schiacciare, e ci annega tutti in un un'orgia di pus.
Alle volte però, è troppo. Lui continua a schiacciare questa pustola e a dirci: vedete? Vedete quanto facciamo schifo? Capita però che uno pensi: ok, basta, lo so che facciamo schifo. Ho bisogno anche di qualcosa di costruttivo. Può esistere anche qualcosa di pulito in questo mondo, ma se lo cercate è inutile che vi rivolgiate al Gori.
Perché il Gori è uno scrittore che ha orrore di se stesso. Ci svela l'orrore della quotidianità, della normalità, della vuotezza dell'esistenza. Ci sembra dire: la vita è vuota, allora tanto vale riempirla di merda.
Il Gori prende i luoghi comuni che gli fanno orrore e ci incarta l'orrore vero, quello della tortura, della malattia, della pedofilia. Nei suoi scritti, ogni volta che apriamo la confezione delle frasi fatte da ascensore o da attesa dalla parrucchiera, troviamo un arto mozzato, una pozza di vomito, qualsiasi cosa possa fare schifo. E in maniera pavloviana, finiamo per avere orrore degli stessi luoghi comuni. Questo pare il suo intento, ma il gioco tende a mostrarsi logoro. Funziona, ma oltre un certo limite, sembra che il Gori si limiti a crogiolarsi nella stessa melma perversamente sociale che gli fa orrore. Mentre gli altri in questa melma ci sono immersi senza accorgersene, il Gori ci fa i tuffi, le bolle, le costruzioni. Insomma, lui la melma in cui stiamo forse vuole solo mostrarcela, non è che vuole ripulirci.
Tutti ogni tanto abbiamo pensieri orrendi, a volte abbiamo schifo di noi stessi. Credo che in fondo sia sano. Nessuno di noi è puro al 100%. Ma il Gori ha talmente orrore di questa impossibilità di purezza, che produce più sporcizia possibile. Ha orrore dei propri pensieri, e allora li esercita fino alle estreme conseguenze.
Un esercizio a volte utile, a volte fine a se stesso. In questo momento mi viene in mente la "Merde d'artiste" di Piero Manzoni.
Insomma, il Gori va preso a piccole dosi, perché può essere estenuante.
Ma il suo blog va seguito, ogni tanto. Il suo libro vale la pena di leggerlo. Lo trovate su Amazon a meno di 7 euro.
Perché se il Gori non è certo tutto quello di cui possiamo aver bisogno quando cerchiamo letteratura e/o intrattenimento, di un Gori c'è comunque bisogno nel mondo.
Come c'è bisogno dei pipistrelli, che seppur brutti si mangiano le zanzare.
martedì 10 settembre 2013
Jules Verne dal 14 settembre!
Finalmente sta per arrivare in tv la serie animata dedicata a Jules Verne di cui ho sceneggiato due episodi.
La serie è intitolata "Le straordinarie avventure di Jules Verne" e vede un immaginario giovane Jules vivere tutte le avventure da cui avrebbe poi tratto i romanzi scritti da adulto.
Potrete vederla il sabato e la domenica dal 14 settembre su Raidue alle 8:00 di mattina.
Prodotta da Lux Vide e Rai Fiction, lo story editor della serie è Francesco Artibani, che ringrazio per la disponibilità, la pazienza e la competenza. Gli altri sceneggiatori compagni d'avventura sono Alessandro Ferrari, Davide Aicardi e Lorenza Bernardi (se ho dimenticato qualcuno ditemelo!).
Buona visione!
La serie è intitolata "Le straordinarie avventure di Jules Verne" e vede un immaginario giovane Jules vivere tutte le avventure da cui avrebbe poi tratto i romanzi scritti da adulto.
Potrete vederla il sabato e la domenica dal 14 settembre su Raidue alle 8:00 di mattina.
Prodotta da Lux Vide e Rai Fiction, lo story editor della serie è Francesco Artibani, che ringrazio per la disponibilità, la pazienza e la competenza. Gli altri sceneggiatori compagni d'avventura sono Alessandro Ferrari, Davide Aicardi e Lorenza Bernardi (se ho dimenticato qualcuno ditemelo!).
Buona visione!
venerdì 6 settembre 2013
Musicomics
Sono appassionato di fumetti e di musica fin da piccolo - si sa. Sono solito associare nella mia mente "colonne sonore" ai fumetti che scrivo o che leggo. Questa mia tendenza la si coglie anche nella quantità di canzoni citate nella miniserie LAW.
Scoprii con piacere che non sono l'unico quando lessi la prima volta Watchmen (alla fine di molti capitoli ci sono citazioni di canzoni).
Quando ero ragazzino avevo fatto una compilation (in musicassetta, ovvio) di canzoni che per qualche motivo tuttora oscuro avevo associato ai miei fumetti preferiti. Canzoni che secondo un criterio puramente istintivo ritenevo perfette per il tale personaggio.
I brani che ricordo sono pochi, in realtà.
Per esempio, per me "Power of Equality" dei Red Hot Chili Peppers
era perfetta per una storia di Dylan Dog.
Mi sembrava che il ritornello fosse adatto per essere cantato dai mostri con cui Dylan ha spesso a che fare.
Poi c'era l'album "I buoni e i cattivi" di Edoardo Bennato
che per qualche motivo associavo alle storie del Grande Blek.
Non che fosse uno dei miei fumetti preferiti, ma qualche numero mi ha intrattenuto nelle mie pigre letture preadolescenziali.
Poi c'erano i Rage Against the Machine
perfetti per una storia "cybernetica" di Nathan Never.
Perché associo i RATM al cyberpunk lo spiegherò magari un'altra volta.
Poi c'erano i classici "Tex" dei Litfiba
E "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" degli 883 (quando avevo 13 anni avevo comprato la cassetta e mi era piaciuta... tempo qualche mese ed ero già su lidi più rock).
E poi non ricordo. So che c'erano canzoni di Led Zeppelin, Doors, Queen, Dire Straits. Associati a fumetti come Mister No, Paperinik, Martin Mystere... Ma purtroppo la memoria m'abbandona.
Scoprii con piacere che non sono l'unico quando lessi la prima volta Watchmen (alla fine di molti capitoli ci sono citazioni di canzoni).
Quando ero ragazzino avevo fatto una compilation (in musicassetta, ovvio) di canzoni che per qualche motivo tuttora oscuro avevo associato ai miei fumetti preferiti. Canzoni che secondo un criterio puramente istintivo ritenevo perfette per il tale personaggio.
I brani che ricordo sono pochi, in realtà.
Per esempio, per me "Power of Equality" dei Red Hot Chili Peppers
era perfetta per una storia di Dylan Dog.
Mi sembrava che il ritornello fosse adatto per essere cantato dai mostri con cui Dylan ha spesso a che fare.
Poi c'era l'album "I buoni e i cattivi" di Edoardo Bennato
che per qualche motivo associavo alle storie del Grande Blek.
Non che fosse uno dei miei fumetti preferiti, ma qualche numero mi ha intrattenuto nelle mie pigre letture preadolescenziali.
Poi c'erano i Rage Against the Machine
perfetti per una storia "cybernetica" di Nathan Never.
Perché associo i RATM al cyberpunk lo spiegherò magari un'altra volta.
Poi c'erano i classici "Tex" dei Litfiba
E "Hanno ucciso l'Uomo Ragno" degli 883 (quando avevo 13 anni avevo comprato la cassetta e mi era piaciuta... tempo qualche mese ed ero già su lidi più rock).
E poi non ricordo. So che c'erano canzoni di Led Zeppelin, Doors, Queen, Dire Straits. Associati a fumetti come Mister No, Paperinik, Martin Mystere... Ma purtroppo la memoria m'abbandona.
mercoledì 17 luglio 2013
Descrizioni fraintese
E' parecchio che non scrivo riflessioni sul mio lavoro. Il momento in cui dovessi smettere del tutto sarà il caso forse di preoccuparsi, perché significherebbe che penserò di sapere ormai tutto quello che c'è da sapere, il che è chiaramente impossibile per chiunque.
Riflettevo appunto sul fatto che in sceneggiatura tendo spesso - non so se lo facciano anche i miei colleghi - a descrivere il meglio possibile un ambiente all'inizio della scena in cui tale ambiente compare per la prima volta. Tipo descrivere anche quello che c'è nei cassetti e che successivamente verrà tirato fuori da un personaggio.
Naturalmente non pretendo che nella vignetta in questione compaia TUTTO quello che sto descrivendo, è solo un modo per comunicare tutte le informazioni necessarie al disegnatore per disegnare quell'ambiente nel corso della storia senza dover aggiungere particolari nel momento in cui servono, dopo che magari il disegnatore ha creato l'ambiente in maniera incompatibile con la scena che deve venire.
Capita però che il disegnatore fraintenda, e spaventato dalla minuziosa descrizione maledica lo sceneggiatore: come faccio a disegnare tutte e quattro le pareti di una stanza in un'unica vignetta?!
Ecco perché sarà il caso di spiegare nella maniera più chiara possibile che ciò che si sta descrivendo non è da visualizzare neccessariamente in QUELLA vignetta, ma che è solo la "mappa" da tenere presente per il resto della storia.
Riflettevo appunto sul fatto che in sceneggiatura tendo spesso - non so se lo facciano anche i miei colleghi - a descrivere il meglio possibile un ambiente all'inizio della scena in cui tale ambiente compare per la prima volta. Tipo descrivere anche quello che c'è nei cassetti e che successivamente verrà tirato fuori da un personaggio.
Naturalmente non pretendo che nella vignetta in questione compaia TUTTO quello che sto descrivendo, è solo un modo per comunicare tutte le informazioni necessarie al disegnatore per disegnare quell'ambiente nel corso della storia senza dover aggiungere particolari nel momento in cui servono, dopo che magari il disegnatore ha creato l'ambiente in maniera incompatibile con la scena che deve venire.
Capita però che il disegnatore fraintenda, e spaventato dalla minuziosa descrizione maledica lo sceneggiatore: come faccio a disegnare tutte e quattro le pareti di una stanza in un'unica vignetta?!
Ecco perché sarà il caso di spiegare nella maniera più chiara possibile che ciò che si sta descrivendo non è da visualizzare neccessariamente in QUELLA vignetta, ma che è solo la "mappa" da tenere presente per il resto della storia.
lunedì 15 luglio 2013
Fermo - recensione
Sualzo ha un grosso problema.
Il suo problema è che di lui non ce n'è mai abbastanza. Non ce n'è mai abbastanza dei suoi fumetti, mai abbastanza della sua musica, mai abbastanza della sua persona.
Perché è questo che hai l'impressione di ricevere, quando leggi un suo fumetto o ascolti la sua musica.
Non stai semplicemente leggendo "un" fumetto di Sualzo. Stai leggendo Sualzo. Lui ti sta offrendo se stesso, con un po' di timore e con la speranza che tu tratti bene i suoi ricordi e il suo mondo interiore.
"Fermo" non è solo un bel fumetto. Non è solo una bella storia e dei bei - bellissimi - disegni. E' bello perché Sualzo è bello. Bello dentro, chiaramente. Fuori non saprei, non è esattamente il mio tipo, anche se abbiamo perfino condiviso un letto matrimoniale.
La stima che ho di Antonio persona, del Vincenti sassofonista e del Sualzo fumettista sono difficili da scindere. Proprio perché in tutto quello che fa tu riesci a vedere lui con limpidezza. Con un misto di timidezza e di sfrontatezza ti mostra le sue debolezze con garbo - come garbato è lui - senza farne pornografia. Questa è la sua abilità, che lo rende un autore per me eccezionale.
Perché la vicenda narrata in "Fermo" è di quelle normali, normalissime per chiunque, ma eccezionali per chi le sta vivendo. Piccole perle della memoria che ci restano dentro, e che risalgono la corrente quando qualcuno come Sualzo tira fuori la sua e ce ne mostra la bellezza, noi che stolti avevamo archiviato il ricordo alla voce "roba passata": negli anni '90 Sebastiano, studente fuori corso affetto da attacchi di panico, viene mandato a fare il servizio civile (all'epoca la leva era obbligatoria) in un paesino collinare, dove si occuperà di assistere persone con problemi psichiatrici. Questo gli dà modo di riflettere su se stesso e sul suo rapporto con Giulia, la fidanzata storica. E sul perché tende a fuggire sempre.
Il protagonista resta immobile proprio perché fugge sempre, e solo fermarsi lo aiuterà ad andare avanti davvero.
Una storia di vita normale, eppure eccezionale. Una storia in cui il come diventa un elemento importante. Come viene raccontata la storia, e come viene disegnata. Quel misto di senso poetico e di spirito pratico che solo un sassofonista può avere nelle dita.
La vicenda ha riportato a galla anche il mio servizio civile. Prima o poi vi racconterò quel breve periodo da obiettore nel 1999, a 20 anni, insieme ai malati di AIDS, prima di venire congedato per questioni di salute. Un periodo molto breve ma che mi cambiò. Ringrazio Antonio anche solo per avermi risvegliato questi ricordi.
Quando ho finito il volume, mi sono veramente dispiaciuto. Non ne avevo abbastanza. Era come veder andare via di colpo un amico da casa propria, qualcuno cui si vuol bene e che si vede una volta l'anno. E' stato a casa tua un'oretta, ha bevuto un caffè e poi è scappato via. E ti chiedi: ma non poteva restare almeno per cena? Poi riguardi il volume e vedi che sono comunque 125 pagine. Roba che lui per stare da te a bere un caffè ha fatto ore di auto, e allora apprezzi quel caffè in compagnia, sperando che abbia presto voglia di rifarsi la strada fino a casa tua.
Fermo, di Sualzo
Bao Publishing
In libreria, fumetteria, e online.
giovedì 11 luglio 2013
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