mercoledì 10 luglio 2013

Facebook è letteratura?

Potrebbe sembrare una provocazione, e in parte lo è, ma Facebook può fare letteratura? O quantomeno, può essere un contenitore di idee letterarie, narrative o creative?

Io credo di sì.

Sono tendenzialmente ironico sui social network e sulle migliaia di cavolate che vi si leggono quotidianamente.

Però Facebook e Twitter possono essere non solo un utile strumento di informazione e di confronto (se si sa filtrare tutte le cavolate e individuare ciò che davvero merita di essere seguito), ma anche un vero e proprio medium attraverso cui veicolare micro-narrazioni e una propria visione del mondo.

Nell'immenso calderone di questi social network, recentemente ho scoperto diverse persone che scrivono quotidianamente interventi talmente interessanti, stimolanti, a volte disturbanti, spesso idioti (quelli che preferisco) da meritare di essere seguiti. E credo che chiunque faccia il mio mestiere, farebbe bene a esplorare questo mare di idee grezze e non perdere il treno dello "zeitgeist". Non per farsi influenzare dall'altrui modo di scrivere o pensare, ma quantomeno per restare aggiornati, sapere con che cosa ha a che fare quotidianamente la gente, anche dal punto di vista della lettura.

I loro post sono nella maggior parte dei casi umoristici, ironici, ma di un umorismo che non si trova in giro, né in tv né negli altri mezzi di comunicazione. Nemmeno nell'internet più "tradizionale", perché se è vero che alcuni di loro tengono dei blog, la loro modalità di comunicazione funziona molto meglio su Facebook. Molto spesso giocano con l'anticlimax e l'autoironia. Un umorismo che a volte supera quello tradizionale, e anche quello di Spinoza, che seppure fino a poco tempo fa sia stato - a mio giudizio - forse il miglior umorismo in circolazione, ormai comincia a mostrarsi fiacco. Quello di certi utenti di Twitter/Facebook è un umorismo che forse posso accostare - con le dovute proporzioni - ai Monty Python. O per certi versi ai primi Elio e le Storie Tese, al modo di destrutturare i luoghi comuni, svuotarli e rimescolarli.

Non sempre si tratta di "autori" umoristici, a volte c'è anche chi propone riflessioni serie. Per alcuni si tratta di merda, ma io dico che è concime per la testa. Molti di loro non ho nemmeno idea di che cosa facciano nella vita. Per quanto ne so potrebbero essere panettieri o muratori. Non mi interessa che siano degli scrittori col patentino. Eppure potrebbero essere definiti intellettuali, anzi, anti-intellettuali. Gente che se fossero stati altri tempi sarebbe potuta comparire su Frigidaire o simili.

In realtà, molti di questi oggi vengono definiti "troll".

Vado a segnalare alcune delle persone che vale la pena di seguire su Facebook. Provate a chiedere loro l'amicizia, e se ve la danno, buon divertimento. Non metterò i nomi di tutti quelli che vale la pena di seguire, mi servirebbe troppo tempo e spazio.

Francesco Lanza è uno sviluppatore web, ma ha una pagina e un fenomenale blog chiamati "Volare è potare". I suoi post sul blog sono molto interessanti e spesso divertenti, ma su Facebook si può avere una "panoramica" del suo pensiero. E' uno dei più lucidi e meno folli, ma anche uno di quelli più "autorevoli". Le sue analisi di certi fenomeni di comunicazione nella rete sono piuttosto efficaci.

Cane Quantico. Non ho idea di chi sia. Ma i suoi post solitamente autobiografici sono sempre divertenti e surreali. Piccoli ridicoli tranche-de-vie immersi nella Ciociaria. Il re dell'anticlimax.

Antonio Chiloiro. Chi è? Che cosa fa nella vita? Boh. Un altro con un cervello che va a mille, assurdità dopo assurdità.

Gianni Miraglia. Dopo una vita passata a lavorare per la pubblicità, ha fatto della (propria) disoccupazione un tema dominante, veicolato tramite la sua scrittura anarchica (scrive tra gli altri per Rolling Stone). Matto come un cavallo, ma mai disonesto. Ci ho pure litigato, su certe cose la penso in maniera diametralmente opposta (soprattutto sulla musica, dannato punk!). Ma alle volte ha delle intuizioni veramente notevoli nell'analizzare la nostra realtà. Forse più che Miraglia dovrebbe chiamarsi MiTraglia quando parte con i suoi assurdi giochi di parole.

Natalino Balasso è diventato famoso a Zelig come comico, ma le sue capacità vanno ben oltre quelle del mero cabarettista. Natalino è un vero intellettuale. Un attore di teatro molto colto, e un vero osservatore della natura umana. Sono imperdibili i suoi post targati "Il scritore", scritti in un misto tra italiano e dialetto veneto. Sono fenomenali. L'impressione è che Facebook e YouTube abbiano liberato la vera anima di Natalino, fuori dalle gabbie televisive.

Moreno Burattini, sceneggiatore e curatore di Zagor, è molto attivo su Twitter. Il suo modo di comunicare è più classico, ma ogni tanto tira fuori delle vere perle, sia dal punto di vista umoristico, sia da quello di "intuizioni sulla vita".

Alessandro Gori ha sia una pagina Facebook che un blog chiamato "Lo sgargabonzi". E' il troll per eccellenza. E' molto difficile capire quando è serio e quando scherza, anche perché è difficile definire "scherzo" i suoi post, che sono di un cinismo spesso disturbante. Uno che ha imparato bene la lezione di Andy Kaufman. Quello che fa è rimescolare tutti i luoghi comuni della comunicazione interpersonale, specialmente quelli utilizzati sui social network, per mettere a nudo la barbarie spennellata di brillantini che permea la nostra non-cultura. I suoi post sono uno bisturi che fa male, ma che va a scavare dentro di noi e porta alla luce il tumore della pigrizia intellettuale, dell'automatismo comunicativo, perché una comunicazione, se ripetuta, diventa pensiero, e quindi pregiudizio. Mi raccontò che una volta fu cancellato da diverse persone su Facebook per aver scritto semplicemente "Napoletani". Come se nella parola "napoletani" dovesse esserci automaticamente un insulto. Omnia munda mundis. Questo mette a nudo i nostri meccanismi automatici di pensiero, anche quando ci riteniamo "virtuosi". A volte i suoi post sono TROPPO cinici. Usa anche le tragedie per scardinare la retorica e la compassione da poltrona. Credo che questo sia andare troppo in là. La chiamo "pornografia della comunicazione". Però molti altri post sono veramente ficcanti nel loro farti sentire un perfetto imbecille. Oltretutto una volta mi disse di aver molto apprezzato LAW, quindi una chance in più gliela do sempre.

George Takei è conosciuto soprattutto per aver interpretato il Signor Sulu nello Star Trek degli anni '70. Un ruolo televisivo minore. Negli ultimi anni però ha visto una nuova giovinezza artistica per diversi motivi. Innanzitutto partecipando al musical "Allegiance", che racconta i campi di concentramento su suolo americano in cui furono internati molti giapponesi dopo Pearl Harbor. E poi, George ha cominciato a spopolare con la sua pagina Facebook, soprattutto da quando ha fatto coming out sul suo orientamento gay. Le sue battute e commenti (spesso sul tema omofobia) dimostrano un'arguzia non indifferente, che lo ha reso uno dei personaggi più popolari su Facebook tra gli americani (la sua pagina ha più di 4 milioni di "mi piace").

E poi, signore e signori, il più grande di tutti. Il grande "poeta" Carlo Maria Rogito. Nome falso, suppongo. E' ormai un mito di Facebook. I suoi deliri sembrano usciti da una mente per metà malata e per metà ritardata, ma lasciano intravedere un universo interiore ricchissimo e variopinto. L'universo di quella mezza Italia provinciale e sommersa di cui nessuno si occupa, perché non è cool. Carlo Maria scrive tutto in maiuscolo e completamente sgrammaticato, in uno stile fortemente "terrunciello". Mentre leggi i suoi post ti sembra di sentirlo parlare. Sembra il cugino ingenuo di Abatantuono (il primo, quello di Ecceziunale Veramente). Non c'è modo di spiegare quanto divertenti e geniali siano le sue "poesie", bisogna leggerle e basta. Per qualche motivo che mi sfugge totalmente, c'è qualcuno che continua a segnalare i suoi account e le sue pagine a Facebook, perciò ogni tanto è costretto ad aprire una nuova pagina. Se dovessero chiudere quella che vi ho linkato, cercatelo: Carlo Maria Rogito. Il mio idolo.

Chiudo con un surreale commento di Carlo Maria all'ultimo libro di Saviano:

Zero Zero Zero prefisso per chi chiama da fuori camorra.


martedì 9 luglio 2013

Nemo Brave in patria

Quando postai la recensione di "Brave" della Pixar, affermai che perfino nell'intrattenimento per famiglie la percezione della sessualità stava cambiando.

Ci fu chi trovò la mia analisi interessante, chi non ci vide le stesse cose che ci vidi io, e ci fu anche chi trovò la mia idea ridicola.

Naturalmente alcuni di quelli che ne risero erano esperti conoscitori dei meccanismi narrativi. Scherzo.

Dopodiché, a meno di un anno di distanza, ecco che:

- Viene annunciato che in un episodio della serie televisiva della Disney "Buona fortuna Charlie" comparirà una coppia di "genitrici": una coppia lesbica con figlia. Cosa impensabile fino a pochissimo tempo fa in un prodotto dichiaratamente per ragazzi. QUI la notizia.

- I dipendenti della Pixar si impegnano attivamente in un video contro l'omofobia. QUI notizia e video.


Ora, le domande sono due:
1. Forse essere Brave ("Coraggioso") è l'obiettivo che si è posta la Disney nell'essere la prima grande compagnia a produrre intrattenimento per famiglie in cui l'omosessualità non è più un tabù?
2. Forse chi è più esperto di action figure farebbe meglio a occuparsi di action figure?


Politica editoriale

Voglio farvi una domanda, e non è una domanda retorica.

Secondo voi, se un autore dichiara pubblicamente le proprie opinioni politiche, danneggia la casa editrice o le case editrici per cui lavora? O influenza la percezione dei personaggi e delle testate per cui scrive?

Personalmente credo che le opinioni di un autore siano altro da quella che è la sua opera, soprattutto se l'autore lavora per un editore "commerciale".

E' chiaro che la visione politica di un autore non viene espressa - non palesemente almeno - attraverso le storie di Topolino o di Dylan Dog, di Diabolik o dell'Uomo Ragno, su cui lavora.

Altrimenti, probabilmente i miei autori Disney preferiti non sarebbero Barks e Scarpa, che pare fossero conservatori. Ancora di meno poi apprezzerei Frank Miller.

E' chiaro che dalla lettura di una mia storia usciranno anche, consciamente o inconsciamente, i valori in cui credo. Ma so di avere valori in comune con persone che hanno opinioni politiche diametralmente opposte alle mie.

Personalmente ho sempre pensato di avere il diritto di esprimere in piena libertà le mie opinioni, e che questo non danneggi le case editrici o di produzione per cui lavoro, visto che io lavoro per loro, ma non li rappresento. Magari il presidente della Walt Disney Company avrà il cruccio di ponderare molto ciò che afferma, visto che decide lui la politica editoriale. Ma io sono solo un autore che lavora per un committente. Naturalmente Paperino e Topolino non esprimeranno mai le mie opinioni politiche più legate alla nostra realtà locale, quanto piuttosto valori universali come l'amicizia, l'altruismo, eccetera. Se fossi un autore che vuol far fare dichiarazioni politiche a Topolino, di certo la Disney non mi commissionerebbe le storie, e chiaramente farebbe bene. E io sarei stupido, se pensassi di fare una cosa del genere.

Ma, al di fuori del mio lavoro per le case editrici che mi affidano personaggi - che io tratto con cautela - ho sempre pensato che le mie opinioni politiche siano libere di poter essere espresse. E nessun committente mi ha mai chiesto di censurarmi, al di fuori del lavoro che faccio per lui.

Però ultimamente è capitato che Alfredo Castelli, creatore del mitico Martin Mystère, abbia espresso la sua opinione sul Corriere della Sera, in merito al Movimento 5 Stelle. QUI trovate l'articolo.

L'intervento ha incontrato il favore di molti, soprattutto tanti autori di fumetti. Quasi che ci fosse stata una liberazione. Come se nessuno se la sentisse di dichiarare apertamente le proprie opinioni politiche, finché finalmente è arrivato uno dei "guru" del fumetto italiano e ha fatto il gesto per primo.

Non sono mancate però le polemiche. Anche perché il quotidiano ha subito sensazionalizzato l'articolo, intitolandolo "Martin Mystère contro Grillo". Naturalmente l'opinione di Castelli è qualcosa di diverso da quello che è un personaggio come Martin Mystère. Né tantomeno l'opinione espressa poteva essere attribuita alla Bonelli.

Case editrici come Bonelli, Disney, Marvel, ecc., vogliono mantenere un profilo neutro dal punto di vista politico, e fanno bene. Non si può pensare di rivolgersi a un pubblico generalista schierandosi politicamente. Nelle loro storie vengono veicolati molti "valori", una determinata visione del mondo è comunque espressa, ma si tratta di qualcosa che travalica la mera partigianeria.

Ecco però che c'è chi ha criticato Castelli, perché non avrebbe dovuto dichiarare apertamente la sua opinione politica (tra l'altro non dicendo "voto per questi", ma dicendo "non mi piace il leader di quel movimento politico"), perché questo danneggerebbe la Bonelli.

Sinceramente mi sembra poco verosimile. Per quanto Castelli sia un "veterano", in Bonelli lavorano centinaia di autori, ognuno con la propria opinione, e pensare che ognuna di queste debba influenzare l'immagine della casa editrice, non mi pare sensato.

Per non parlare di autori come Recchioni o Manfredi, che raramente si censurano quando si tratta di esprimere un'opinione. Eppure anche loro sono autori importanti per la Bonelli, e non credo che nessuno penserà di identificare le loro dichiarazioni con i personaggi di cui si occupano.

Ma le critiche in tal senso mi hanno fatto riflettere, perciò rimando a voi la domanda: dichiarazioni politiche degli autori possono danneggiare le case editrici per cui lavorano?

E il fatto allora che Letta sia fan di Dylan Dog, avrà qualche conseguenza sulla testata?


venerdì 28 giugno 2013

Sacro/Profano

A Lucca 2013 uscirà l'albo cartaceo di "Sacro/Profano", webcomic della bravissima Mirka Andolfo.

Perché lo segnalo? Be', perché all'interno ci sarà anche una tavola sceneggiata dal sottoscritto, che da tempo apprezza il lavoro di Mirka.

Ecco il comunicato stampa:

SACRO/PROFANO: DA DICEMBRE ANCHE IN ITALIA IL FUMETTO PER SORRIDERE DELLA COPPIA E DEL SESSO.
L'angelo tentatore Angelina ed il buon diavolaccio Damiano, creati da Mirka Andolfo, dopo aver raccolto decine di migliaia di fan su internet e la pubblicazione in Francia, arrivano in Italia per le Edizioni Dentiblù


Sarà presentato in anteprima in occasione del Lucca Comics & Games 2013 (31 ottobre - 3 novembre), ma sarà disponibile in libreria e fumetteria dal 5 dicembre 2013. Si tratta di Sacro/Profano, il piccante fumetto nato a fine 2012 come webcomic, che in pochi mesi ha conquistato la rete, con più di 13.000 fan su Facebook, e sbarcando da maggio in Francia anche sulla carta, sulla apprezzatissima rivista Lanfeust Mag (Soleil Prod).

Un umorismo leggero, ironico, sexy, ma mai volgare, che racconta la folle storia d'amore tra la splendida e formosa Angelina e lo "sfigato" Damiano. I due, opposti per definizione - una sensuale angioletta lei, un diavolaccio rachitico lui - si amano. Ma lui vorrebbe un amore decisamente più... profondo! Angelina, infatti, intende preservarsi per arrivare pura al matrimonio: ha una verginità da proteggere. L'obiettivo di Damiano sarà, ovviamente, violare anzitempo la suddetta verginità. Tra
sensualità, forme prorompenti e situazioni equivoche, il povero diavolo riuscirà a resistere alla sua angelica tentazione?

Un'atmosfera "cartoon", grazie a gag piccanti, buffe e quasi surreali, sdrammatizza i goffi tentativi del povero Damiano, nate dalla matita della giovane e brillante partenopea Mirka Andolfo, che porta la prorompente vitalità della sua terra d'origine su tavole a fumetti.

Grazie a Dentiblù, Sacro/Profano sbarca finalmente in edizione cartacea in lingua italiana, in un primo, frizzante volume, che promette scintille. Rispetto alle pagine viste sul web (revisionate per l'occasione), sono presenti tavole inedite, una breve storia introduttiva che racconta il primo incontro tra i due innamorati e una "bollente" storia finale, che chiude idealmente il primo ciclo narrativo. Completano l'opera una serie di tavole scritte da sceneggiatori ospiti, e omaggi da numerosi
autori italiani, i cui nomi saranno svelati nei prossimi mesi.

Ciliegina sulla torta la prefazione di Fabrizio Mazzotta, doppiatore, disegnatore e appassionato di fumetti, celebre per aver dato le voci ad alcuni dei personaggi animati più importanti dell'immaginario collettivo (Eros in Pollon, il Puffo Tontolone, Krusty il clown ne I Simpson).


Mirka Andolfo (Napoli, 1989) è una illustratrice e colorista. Ha collaborato (e collabora) con diversi editori in Italia, Francia e Stati Uniti. Tra questi: Edizioni Piemme (Il cacciatore di aquiloni), BAO Publishing, Editoriale Aurea (Alice Dark), ReNoir Comics (Don Camillo, Giorgio Perlasca e Le Miciofiabe: Moira Cicoria, Vlad e l’erba stregatta), Glénat/Drugstore, Aspen, Zenescope, Image Comics e BOOM! Studios. Dal 2011 colora albi a fumetti di Geronimo Stilton, e collabora stabilmente
con la Walt Disney, colorando soprattutto storie (Dracula di Bram Topker, Moby Dick) e copertine di Topolino. Dal 2012 inizia a collaborare come cover artist con l'editore americano Aspen, e lavora anche con la francese Soleil Prod., per cui colora (Triskell) e disegna (Lilly Babysitter), e, di recente, ha esordito sulle pagine di Lanfeust Mag come autrice completa, con la sua serie Sacro/Profano (Angelina, in Francia). Co-fondatrice dello Studio Parlapà, si occupa saltuariamente di grafica
editoriale. Quando non lavora, ama il buon cibo, leggere fumetti e... condividere foto di gatti e lupi su Facebook.


Per ulteriori informazioni:
https://www.facebook.com/EdizioniDentiblu
https://www.facebook.com/sacroprofano.comic

mercoledì 26 giugno 2013

Paperone è solo?

Su segnalazione dello stimato collega Francesco Artibani, ho letto una riflessione di certo Daniele Daccò sul sito "Orgoglio Nerd" a proposito del personaggio Zio Paperone. La riflessione nasce dalla lettura della bellissima trasposizione disneyana (non riesco a chiamarla "parodia") di "Moby Dick" ad opera degli illuminati Francesco Artibani e Paolo Mottura (in stato di grazia!).
 
La tesi del post è che Paperone sia l'unico personaggio dell'universo Disney che conosca la solitudine. L'unico personaggio solo.

Vi invito a dare una letta al post, che potete trovare CLICCANDO QUI.

La riflessione è interessante, parte anche da presupposti giusti, ma non mi trova molto d'accordo. La stessa "Natale su Monte Orso" di Carl Barks, la prima storia in cui compare Zio Paperone, è la chiave di volta del rapporto di Paperone con la solitudine. Partiamo infatti da un Paperone misantropo, che odia tutti. E finiamo con un Paperone che ha guadagnato una famiglia. E tutte le successive storie di Barks con Paperone come protagonista, vedono la necessaria partecipazione dei nipoti. Senza di essi, Paperone non potrebbe fare ciò che fa.

Le sue passate avventure - ogni sua moneta rammenta un'avventura passata - lo vedono come solitario, ma ora è diverso. Ora ha Paperino e i nipotini. Ha una famiglia.

Questa è la chiave di volta: Paperone era solo, ma da quando ha incontrato i suoi nipoti, la sua vita è cambiata.

aRRRoma

Recentemente sono stato a Roma e dintorni per vari motivi di carattere lavorativo, così ho pensato di ammorbarvi con qualche inutile foto.

 Scopro che ci sono i tram anche a Roma, mica solo a Milano, Torino e San Francisco! Addirittura a Porta Maggiore ne passano un sacco.

Il Colosseo l'è bel anca de sera, come direbbero dalle mie parti.

Grazie a Mauro Uzzeo, che è tipo una delle persone più interessanti che abbia conosciuto ever, ho scoperto il semi-sconosciuto quartiere Coppedè di Roma. Roba di edifici esoterico-massonici. Una figata.


Diretto verso Rieti, dove sono atteso per essere intervistato a RLTV.


L'interno di RLTV.

Nello studio della trasmissione "Flynight" insieme a Chiara Selene Piccirilli, che mi ha intervistato a lungo.

Ciao Lazio, spero di tornare presto!

lunedì 24 giugno 2013

Consigli per gli acquisti

Nonostante la crisi, in edicola e fumetteria continuano a uscire un sacco di cose interessanti.

Ecco qualche consiglio.

SUORE NINJA #2 "Vaticano Lost in Space" - Star Comics
Scritto da Davide La Rosa e Vanessa Cardinali. Questo secondo numero mi ha fatto ancora più ghignare del primo. Qui le gag sono ancora più fulminanti, e le caratteristiche delle protagoniste cominciano a emergere, aspetto in cui forse il primo numero era un po' carente.
Unico neo: forse ci sono un po' troppi riferimenti "nerd" agli anni '80. Il che farà piacerissimo a quelli della mia generazione, ma che rischia di rendere SN forse un po' troppo prodotto per trentenni. Spero proprio che faccia il botto e che diventi serie di culto per TUTTI i trentenni, perché come abbiamo visto oggigiorno in edicola non sopravvivono i prodotti troppo di nicchia.

Le Storie #9 - MEXICAN STANDOFF - Sergio Bonelli Editore
Testi di Diego Cajelli, disegni di Matteo Cremona, copertina di Aldo Di Gennaro.
Sorvoliamo sulle magnifiche copertine del maestro Di Gennaro, di cui non c'è molto da dire se non ammirare ammirati. I disegni di Cremona sono molto belli, freschi. In particolare ho apprezzato l'inventiva nel saper tratteggiare i personaggi.
Ma la cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la storia. In ogni vignetta si legge quanto l'autore tenga a cuore questa storia. Una storia di messicani e gangster e alieni e FBI. Roba che ti basta un niente a buttarla in caciara e fare una tamarrata. Invece tutto resta sempre su un forte piano di credibilità, si segue con trasporto la vicenda del protagonista, senza farsi mancare niente dal divertimento di una buona dose di inseguimenti e sparatorie. Insomma, un'idea fresca e originale per un prodotto che comunque deve restare nel recinto del "popolare". Per l'ennesima volta alla faccia di chi dice che la Bonelli non sa rinnovarsi.
Unico neo, forse il finale è un po' confuso. E' chiaro lo sforzo di Diego nel voler evitare lo "spiegone", ma forse poteva concederci un po' di più.
Comunque, consigliato!

NATHAN NEVER #265 "Eroi nella polvere" - Sergio Bonelli Editore
Storia 1: testi di Davide Rigamonti e disegni di Rob Dakar Meli
Storia 2: testi di Davide Barzi e disegni di Ivan Fiorelli.
Numero particolare questo di Nathan Never, per vari motivi. Primo: contiene due storie brevi. Secondo: esordiscono ben tre autori.
La prima storia, scritta dal "senatore" Rigamonti, è disegnata da Roberto Meli (aka Rob Dakar Meli). Un disegnatore che conosco da qualche anno (c'è mancato pochissimo che non disegnasse un albo di LAW)  e che considero un grande talento finora poco espresso. Sono proprio contento che abbia finalmente la possibilità di confrontarsi con la vera e propria "Serie A". Sono felice del suo arrivo presso Nathan Never, e confido che diventi uno dei disegnatori preferiti dai lettori.
La seconda storia è scritta da Davide Barzi, che - seppur esordiente per quanto riguarda NN - non è certo un "novellino". Non conosco tutta la produzione di Davide, ma dopo aver sceneggiato tanti volumi di "Don Camillo" ero curioso di vedere come se la sarebbe cavata con la fantascienza. E devo dire che mi ha stupito. Per come ha gestito la storia, direi che se l'è cavata egregiamente, mettendo "sul piatto" una storia originale ma pienamente entro i canoni del personaggio. Menzione d'onore anche al giovane disegnatore Ivan Fiorelli. Pur con un tratto accattivante, non mi aveva convinto moltissimo su Mytico!. Trovavo che avesse qualche lacuna di regia. Ma vedo che è cresciuto molto, ha riempito le sue lacune, e ha fornito un'ottima prova. Complimenti anche a lui.

giovedì 20 giugno 2013

Domenica su RLTV!

Questa domenica 23 giugno alle ore 21:30 sarò in onda su RLTV, ospite del programma Flynight di Chiara Selene Piccirilli.

Essendo un programma musicale, l'argomento principale è il fumetto in cui ho inserito più citazioni musicali, ossia LAW. Però si parla anche di altro, dai fumetti alla musica.

Chi risiede nel Lazio può vedere il programma sul canale 677 del digitale terrestre.

Tutti gli altri possono vederlo in streaming cliccando su QUESTO LINK.

venerdì 14 giugno 2013

Lunedì su RDM



Questo lunedì 17 giugno alle h 16.00 sarò ospite in studio a RADIO DIMENSIONE MUSICA, intervistato dalla dj Chiara Felici.

Chi è di Roma e provincia può ascoltarci in radio alla frequenza 95.3.

Gli altri invece possono ascoltare in streaming CLICCANDO QUI .


lunedì 10 giugno 2013

Una palla

Questa cavolata l'ho fatta circa quattro anni fa per CERCARE di capire un po' come funziona Photoshop (dove "capire" significa non "diventare un grafico" ma "dove sono linee e formine?").









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Sito Ufficiale della Campagna Nazionale Giu Le Mani Dai Bambini