venerdì 14 giugno 2013
Lunedì su RDM
Questo lunedì 17 giugno alle h 16.00 sarò ospite in studio a RADIO DIMENSIONE MUSICA, intervistato dalla dj Chiara Felici.
Chi è di Roma e provincia può ascoltarci in radio alla frequenza 95.3.
Gli altri invece possono ascoltare in streaming CLICCANDO QUI .
lunedì 10 giugno 2013
Una palla
sabato 8 giugno 2013
venerdì 7 giugno 2013
Saguaro #13
Dopo la conclusione di LAW siete in astinenza da legal thriller?
Vi consiglio allora di leggere Saguaro #13 attualmente in edicola, intitolato "Sentenza di morte".
La storia è in buona parte ambientata in tribunale, ed è un meccanismo preciso come un orologio a opera del sempre ottimo Bruno Enna.
Disegni di Elisabetta Barletta, copertina di Davide Furnò.
Editore: Sergio Bonelli Editore, of course!
Consigliato!
Vi consiglio allora di leggere Saguaro #13 attualmente in edicola, intitolato "Sentenza di morte".
La storia è in buona parte ambientata in tribunale, ed è un meccanismo preciso come un orologio a opera del sempre ottimo Bruno Enna.
Disegni di Elisabetta Barletta, copertina di Davide Furnò.
Editore: Sergio Bonelli Editore, of course!
Consigliato!
mercoledì 5 giugno 2013
Inutile come un fumetto
In pratica la Regione Sicilia, nella persona dell'assessore Nelli Scilabra, ha deciso di tagliare centinaia di corsi di formazione ritenuti inutili. Alcuni di questi sembrerebbero in effetti inutili, e l'iniziativa non può che ottenere il plauso del cittadino anti-sprechi.
Se non fosse che tra questi corsi annullati vi sono naturalmente quelli che riguardano mestieri legati alla cultura: scenografia, regia, recitazione, produzione musicale e, naturalmente, fumetti.
Si sa che spesso i corsi di formazione non funzionano, non insegnano veramente e servono solo a succhiare soldi pubblici. E allora che si fa, invece di controllarli e fare in modo che siano davvero efficaci? Li si taglia. A centinaia.
Qui, fingendo di lambire la recente tendenza forcaiola del cittadino, si perpetra invece la ben nota tradizione italiana di mortificare in ogni modo la creatività, la cultura, l'intelligenza in generale.
Cambiare tutto per non cambiare niente, come ben sanno i siciliani.
La cosa che una volta per tutte svela la pretestuosità di una tale mossa politica, è la presunta motivazione: tagliare i corsi per cui non vi è una reale richiesta nel mercato del lavoro. E infatti tagliano i corsi per estetista e web designer, che sono tra i mestieri in crescita.
Qui, il vero bluff è di chi imbruttisce la popolazione fingendo di arricchirla. Perché il problema è che non importa quale sia il regime politico che lo governa, l'italiano della cultura se ne frega. A lui interessa solo la grana.
Pertanto, siciliani, ringraziate il vostro illuminato assessore Nelli Scilabra.
venerdì 24 maggio 2013
LSB e Topolino 3000
Andrea Bramini de Lo Spazio Bianco mi ha chiesto qualche riga di commento sull'importante ricorrenza di Topolino libretto.
Ecco il testo che gli ho mandato:
Ecco il testo che gli ho mandato:
È
inutile che spieghi l’importanza di Topolino per la cultura italiana. Studiosi
ben più qualificati di me lo fanno e lo faranno. Vi posso però dire che cosa
significa per il sottoscritto.
Quando
negli anni ’80 ero un bambino, Topolino per me non era solo uno svago.
Su
quelle pagine ho visto Paperino venire assunto come manager da Rockerduck, per
poi scoprire che non serve a nulla il successo se non hai nessuno con cui
condividerlo. Ho visto l’eroismo dell’uom… papero qualunque che va su un altro
pianeta con un fucile e uno stereo per salvare il suo amore impossibile,
Reginella. Ho visto Quo prendersi per la prima volta la gingillonite. All’epoca,
le storie non erano accreditate, e solo col tempo ebbi modo di conoscere i nomi
degli autori.
Poi,
negli ultimi dieci anni, tra le altre cose ho visto Paperina riconquistare
Paperino dopo averlo perso. Paperone fuggire su un’isola dove non esiste il
Natale. Paperino contendersi Paperina col proprio alter ego, Paperinik. Questa
volta le storie erano accreditate. E nei casi citati, il nome stampato in calce
era il mio.
Credo
che Topolino non sia solo uno svago. Credo che mi abbia formato emotivamente. E
che continui a farlo tuttora.
mercoledì 22 maggio 2013
TOPOLINO 3000
In edicola trovate il numero 3000 di Topolino libretto. Un traguardo incredibile, per un successo che è iniziato nel 1949.
Sull'albo, tra i tanti messaggi di auguri da parte di vip, autori e redattori, trovate anche il mio messaggio.
Eccolo qui:
Topolino mi ha cresciuto: come bambino, come lettore, come autore. Spero un giorno si possa dire che anch'io ho aiutato Topolino a crescere.
venerdì 17 maggio 2013
Estou indo embora
Vado all'estero per qualche giorno. Lo so che vi mancherò tantissimo.
Comunque sia, sarò poco reperibile per diversi giorni.
Ci si sente dopo martedì.
martedì 14 maggio 2013
giovedì 2 maggio 2013
Storie ribelli
Oggi ho voglia di fare il presuntuoso e dirvi quale secondo me dev'essere lo scopo di una storia.
Sappiamo bene che senza un conflitto non può esistere neanche una storia. Ecco perché una storia non può essere rassicurante in senso assoluto, non come premessa almeno.
Per quanto possa essere anche commerciale, e quindi magari avere un lieto fine oppure avere dei connotati "politically correct", lo scopo di una storia è a suo modo destabilizzare. Creare un conflitto, una crisi. Far pensare il lettore. Magari lui non lo sa che sta pensando, se lo sapesse smetterebbe subito di leggere. Ma tu fallo, mettigli il peperoncino nel panino senza che lui se ne accorga.
Se la tua storia non crea per primo in te - narratore - una crisi, se non ti fa riflettere su un tema, magari facendoti giungere a conclusioni cui non avevi mai pensato prima, allora non sarà una storia abbastanza interessante per il tuo lettore.
Fai il piccolo chimico, ribalta le regole del mondo come lo conosci, e prova a vedere che cosa succede. Hai una boccia con dentro una casetta, prova a ribaltarla e vedere se scende la neve.
Non seguire un terreno troppo battuto, non rassicurarti da solo. Butta dentro un elemento inaspettato, e mettiti in crisi da solo. Fai in modo di arrivare al punto in cui devi dire: "E adesso che cavolo mi invento?".
Senza quel brivido, senza l'adrenalina del territorio sconosciuto da esplorare (inventare), questo lavoro non è nemmeno divertente.
Gettati a capofitto nella tua fantasia, senza timori.
Tanto se sbatti il grugno contro un ostacolo ti rialzi e ci riprovi.
Sappiamo bene che senza un conflitto non può esistere neanche una storia. Ecco perché una storia non può essere rassicurante in senso assoluto, non come premessa almeno.
Per quanto possa essere anche commerciale, e quindi magari avere un lieto fine oppure avere dei connotati "politically correct", lo scopo di una storia è a suo modo destabilizzare. Creare un conflitto, una crisi. Far pensare il lettore. Magari lui non lo sa che sta pensando, se lo sapesse smetterebbe subito di leggere. Ma tu fallo, mettigli il peperoncino nel panino senza che lui se ne accorga.
Se la tua storia non crea per primo in te - narratore - una crisi, se non ti fa riflettere su un tema, magari facendoti giungere a conclusioni cui non avevi mai pensato prima, allora non sarà una storia abbastanza interessante per il tuo lettore.
Fai il piccolo chimico, ribalta le regole del mondo come lo conosci, e prova a vedere che cosa succede. Hai una boccia con dentro una casetta, prova a ribaltarla e vedere se scende la neve.
Non seguire un terreno troppo battuto, non rassicurarti da solo. Butta dentro un elemento inaspettato, e mettiti in crisi da solo. Fai in modo di arrivare al punto in cui devi dire: "E adesso che cavolo mi invento?".
Senza quel brivido, senza l'adrenalina del territorio sconosciuto da esplorare (inventare), questo lavoro non è nemmeno divertente.
Gettati a capofitto nella tua fantasia, senza timori.
Tanto se sbatti il grugno contro un ostacolo ti rialzi e ci riprovi.
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