lunedì 29 dicembre 2014

Il cielo è sempre più Algozzino

L'amico fumettista Sergio Algozzino alla fine di ogni anno si ingegna in una "canzone collettiva": sceglie un pezzo e lo fa cantare da decine di persone, poi monta tutti insieme e viene fuori una canzone cantata da un sacco di gente.

Quest'anno mi sono volentieri prestato anch'io a questo divertissement, ed ecco il risultato. Siamo 100 persone e 7 animali, a voi decidere in quale delle due categorie inserirmi.


venerdì 26 dicembre 2014

In inverno le mie mani sanno di buon fumetto

Di questi tempi ho l'impressione che il tema della memoria sia sempre più importante. E' una tendenza che secondo me il fumetto ha già intercettato da un po'. Mi riferisco ad esempio a "Rughe" di Paco Roca e "Unastoria" di Gipi tra gli altri.

La memoria è un problema comune di questi tempi, specialmente in Italia. Siamo un paese con sempre più vecchi, persone che vivono sempre più a lungo, ma la cui qualità della vita non è migliore, magari condannate a vivere senza memoria per molti anni. A volte penso che non ci siamo allungati la vita: ci siamo allungati la vecchiaia.

Da una parte gli anziani, dall'altra i giovani che sembrano privi di ogni memoria storica. Lo stato pietoso dell'istruzione e dell'informazione risulta in giovani generazioni che paiono non sapere niente del passato recente del mondo, dal nazi-fascismo agli Anni di Piombo. E' importante ricordare anche ciò che non si è vissuto, per evitare di ripetere gli errori dei nostri nonni. Proprio quelli che ora sono vecchi e non ricordano più granché.

In questo filone - il tema della memoria che svanisce - si innesta splendidamente Sergio Gerasi.

Ho appena finito di leggere il suo "In inverno le mie mani sapevano di mandarino", volume a fumetti pubblicato da Bao.

L'ho divorato, e credo sia uno dei pochi fumetti usciti nel 2014 che mi siano veramente piaciuti.

La storia è molto semplice: un uomo con una cerniera sulla testa spaventato dai ricordi, e una nonnetta che a causa dell'età quei ricordi non li ha più.

Una storia semplice e lineare, molto surreale. Un piccolo viaggio nella mente di quello che è un bravo artista.

I disegni poi sono stupendi, una Milano catturata nel suo aspetto contemporaneamente grigio e poetico, e valgono da soli l'acquisto del volume.

Non voglio dire altro per non rovinare il piacere della lettura e il godimento estetico dato da queste tavole.

E' inverno, ho appena finito di sfogliare una bella storia e le mie mani sanno ancora di buon fumetto.

Acquisto assai consigliato.



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 Sergio Gerasi
"In inverno le mie mani sapevano di mandarino"
Bao Publishing

Per acquistarlo su Amazon cliccate qui.

martedì 23 dicembre 2014

Natalissimo 2014

E' in edicola l'albo Disney "Natalissimo", su cui è ristampata la storia "Pippo aiutante di Babbo Natale", scritta da me e disegnata da Roberto Vian.

Buona lettura!


mercoledì 17 dicembre 2014

Debbi [la strana]

Ho appena finito di leggere "Debbi [la strana] e le avventure bipolari del coniglietto Ribes", ultima fatica letteraria di Paolo Di Orazio.

Una storia che parla di sesso, di orrore, di morte, di prostituzione, di pedofilia, di alienazione, di follia. Una lettura terrificante, nel senso letterale del termine. Perché Paolo ha una prosa molto efficace, e ogni scena sanguinaria ti fa contorcere le budella. E la cosa peggiore (anzi, migliore) è che quando pensi di aver sperimentato abbastanza orrore in questo romanzo, arriva sempre qualcosa che alza l'asticella.

Nonostante alcune componenti "soprannaturali", tutto è accurato e credibile, e le scene di orrore e violenza sono sì compiaciute ma mai gratuite. Perché il Male esiste, Di Orazio te lo sta solo descrivendo nei minimi particolari.

Un romanzo solo per stomaci forti, e stavolta dico sul serio. Perché se siamo disposti a leggere/vedere scene violente e splatter per il gusto dell'orrore, assistere alla stessa malvagità applicata ai bambini è una cosa davvero difficile da digerire. Paolo qui ti sta dicendo: l'orrore non è un gioco. L'orrore è l'orrore. Il Male è il Male.

Soprattutto sconsiglierei questo romanzo ai neogenitori, troppo sensibili su certi temi. Ma a tutti gli altri lo consiglio. Perché vale la pena di farsi questo viaggio all'inferno, di dare uno sguardo nell'abisso. Perché se è vero che a guardare troppo a lungo nell'abisso, l'abisso guarda dentro di te, è anche vero che quell'abisso guarda dentro di te e si rispecchia, trova un pezzetto di sé dentro di te, e si spaventa.

Alcune scene mi hanno fatto l'effetto di assistere impotente a qualcosa che non potevo fermare. Come Alex di Arancia Meccanica con gli occhi e la testa immobilizzati a guardare la violenza. Le scene di pedofilia mi hanno fatto provare orrore di me stesso, per il solo fatto di essere un uomo adulto e quindi appartenere alla lontana alla categoria di certi mostri umani.

Per buona parte del tempo non vedi l'ora che arrivi la fine del romanzo per giungere alla "soluzione" del caso. Ma arrivati a un certo punto, vedi la fine come la costa quando sei naufrago nell'oceano, di notte. Non vedi l'ora di essere salvato da tutto quell'orrore. E la cosa che ti fa più senso è che seppur esagerate non si tratta di scene fantastiche, magiche. Si tratta di roba realistica, attuabile. C'è una vocina che ti dice: questa roba può succedere, e magari è successa, tu che ne sai?

Insomma, vale la pena se si ha abbastanza fegato da attraversare il malessere assoluto.

Ma una cosa ormai è chiara: Paolo è malato forte!

Parlando delle parti meno malate, ho apprezzato le scene nel mondo onirico del coniglietto Ribes, una efficace trasfigurazione della mente della protagonista tramite luoghi e personaggi.

Da notare anche le notevoli illustrazioni in bianco e nero contenute nel romanzo, che aiutano a intensificare il senso di inquietudine generale.

Detto questo, non mi ha convinto del tutto il finale che ho trovato un po' frettoloso, ma non voglio dilungarmi su questo punto perché non voglio fare spoiler.

Ultima nota curiosa: tramite il romanzo scopro di essere diventato - con tanto di nome e cognome e capelli lunghi - un medico di un Pronto Soccorso romano. Al di là del fatto che non sarei mai in grado di reggere psicologicamente un lavoro del genere, e che non ho idea di cosa sia un Patchouli, mi sono divertito a leggermi proiettato in questo mondo così crudo e malato del romanzo per fare la parte di un buono, educato e praticamente irreprensibile. Se è così che mi vedi, Paolo, mi sa che esageri!

Ma quando scrive non è certo la misura il punto forte di Paolo, ormai l'abbiamo capito. Però scrive dannatamente bene.


Se siete interessati ad acquistarlo, magari come regalo per un Natale più nero dell'abisso, potete trovarlo qui:

http://www.fumetto-online.it/it/cut-up-falsariga-debbi-la-strana-edizione-variant-limited-666-copie-c73598000000.php 

Paolo Di Orazio
"Debbi [la strana]"
 Cut Up Edizioni

giovedì 4 dicembre 2014

Topolino n. 3081

Su Topolino n. 3081 in edicola da mercoledì prossimo 10 dicembre trovate una mia storia disegnata da Luca Usai intitolata "Zio Paperone e l'oro telefonico".


La particolarità di questa storia è che il soggetto l'abbiamo scritto insieme io e Luca.

Buona lettura!

martedì 25 novembre 2014

Donne e violenza

Riguardo alla famosa giornata mondiale contro la violenza sulle donne, faccio un po' fatica a sentirmene parte. Perché per me l'idea di picchiare una donna o un bambino o un animale o qualsiasi altro essere più debole di me è talmente inconcepibile che non riesco nemmeno a pensarlo. Mi sembrano racconti da un'altra dimensione a me aliena.

Pertanto, evito la retorica e vi racconto una cosa. Tanto lo so che non servirà a niente, perché le mie manifestazioni di rispetto nei confronti delle donne saranno al massimo condivise solo da chi la pensa come me e il mio racconto non arriverà a chi invece le donne le picchia (e vogliamo ricordarlo almeno che a farlo è solo una BASSA percentuale di uomini?).

Dunque.

Ultimo giorno di quinta elementare. Dopo la scuola, si fa festa tutti insieme e si va al parchetto accompagnati da alcuni genitori. C'è da dire che all'epoca il Vigentino era un brutto quartiere, niente a che vedere con il posto relativamente tranquillo (per essere in periferia) che è oggi.

Noi bambini stiamo giocando nel parchetto, mentre ci immaginiamo come sarà la prima media, quel mondo di ragazzi più grandi.

A un certo punto - ho la memoria come sempre un po' sbiadita ma spero di ricordarmi bene - un ragazzo più grande (non saprei dire l'età, sarà stato adolescente) fa il bullo con alcuni miei compagni, impedendo loro di bere alla fontanella. Una delle mamme si avvicina al bullo e lo redarguisce, e in risposta viene appellata come "puttana".

Un'altra mamma affronta a muso duro il bullo gridando: "Tu non dici 'puttana' alla signora, capito?". In risposta, il ragazzo tira due schiaffoni fortissimi alla signora, facendole saltare gli occhiali.

Io e gli altri bambini restiamo talmente shockati e a bocca aperta che il bullo se ne va indisturbato e con tutta calma, mentre le altre mamme soccorrono la signora malmenata.

Sono rimasto un bel po' a guardare quella signora, quella mamma, quella che per ogni bambino è un sinonimo di sicurezza, mentre piangeva con un alone viola in faccia.

Io non lo so. Io non lo so proprio come fate.

Ma se lo fate, siete marci dentro, e non c'è una giustificazione - "vengo da una famiglia difficile!" - o una scusa.

E nemmeno dentro di voi troverete un'assoluzione.


mercoledì 12 novembre 2014

Bolbo

Ok, oggi è il mio compleanno, sì. Non sprechiamoci troppo fiato intorno.

Però fatemi/fatevi un bel regalo: comprate il libro di Alessandro Gori (aka Lo Sgargabonzi) e Gianluca Cincinelli che esce oggi e si intitola "Bolbo".


Il libro ha una doppia prefazione: una di Roberto Recchioni e una mia. Motivo in più per acquistare il libercolo.

Tra gli altri posti, potete acquistarlo qui: http://www.amazon.it/Bolbo-Alessandro-Gori/dp/8897426603

Buona lettura!

martedì 11 novembre 2014

Lustiges

Su Lustiges Taschenbuch (il "Topolino" tedesco) uscito oggi è pubblicata la storia "Topolino e il Preistoriclub" scritta dal sottoscritto e disegnata da Roberto Vian, già uscita tempo fa sul topo nostrano.

Buona lett... ehm... Gut zu lesen!

lunedì 10 novembre 2014

Borghezio ha commesso dei reati.

Capita raramente che parli di politica sul blog, ma qui non si tratta di politica. Si tratta di civiltà.

Giorni fa Borghezio insieme a esponenti di Casa Pound ha fatto irruzione in una scuola di Roma dove veniva insegnato l'italiano agli immigrati (come stabilito dalla legge approvata durante il governo di cui faceva parte la stessa Lega Nord), impedendo loro di far lezione e buttando a terra i divisori.

La scusa era che secondo loro gli adulti immigrati non dovevano fare lezione a contatto con i bambini della scuola. Peccato che non fossero affatto a contatto e che fosse tutto secondo le norme.

Ma la cosa peggiore è considerare che gli adulti immigrati non possano stare a contatto con i bambini perché evidentemente sono tutti pedofili. La verità è che non si tratta di immigrati o meno: la legge dice che gli adulti in genere non devono fare lezione negli stessi ambienti dei bambini.

Qui non solo c'è il teorema razzista per cui gli adulti immigrati siano pericolosi per i bambini mentre quelli italiani no, c'è anche la volontà di impedire agli immigrati di integrarsi. Si fa un gran parlare dei clandestini che rubano, spacciano e bla bla bla. Quindi dovrebbe essere visto con favore l'impegno di coloro che vanno a lezione di italiano per poter avere un regolare permesso di soggiorno. E invece no. Bisogna impedir loro di integrarsi, parlare l'italiano, in sostanza emanciparsi e smettere di essere il capro espiatorio di criminali come Borghezio e Salvini.

Non è la prima volta che Borghezio fa qualcosa del genere: in passato aveva impedito per tre giorni agli immigrati di sostenere il test di italiano per stranieri, obbligatorio per legge.

Ciò significa che Borghezio ha compiuto diversi reati, e dovrebbe essere incriminato. DEVE essere incriminato.

Qui la notizia:
http://roma.repubblica.it/cronaca/2014/10/28/news/casal_bertone_blitz_di_borghezio_in_una_scuola_-99212751/ 




mercoledì 5 novembre 2014

Splatter a Lucca

Durante l'ultima Lucca Comics ho passato un'oretta allo stand di Splatter. Che cosa ci facevo lì? Be', è in lavorazione una storia breve che ho scritto per la rivista.

Nel frattempo, non avendo copie da firmare o roba del genere, mi sono ingegnato a fare qualcosa per i lettori che si presentavano.

Insieme ai disegnatori che ho trovato allo stand allora ho scritto filastrocche horror e altre amenità da abbinare ai disegni.

Ecco le foto che documentano l'efferata carneficina:

Viene Davide scrittore
A comprare un po' di Splatter
Pare pieno di candore
Ma è un efferato killer.

Personaggi lui ne ammazza
E guadagna gran sesterzi
Sì di sangue sparge una pozza
Il serial writer Davide Barzi. 


 Gianluca Manzo disegna mentre Paolo Di Orazio dedica il suo ultimo romanzo a un lettore.


 Gianluca disegna con l'espressione giusta per chi immagina una carneficina.


 
 Gianluca Manzo + Giorgio Salati

Torna Cthulhu dal profondo
Dell'oceano e della Terra
Torna per spaccare il mondo
Ma poi trova Effetto Serra,
Guerre, Fame, e non è tutto
Il social Facebook è il peggior duolo
Ciò per Cthulhu è troppo brutto
E se ne torna nel sottosuolo. 


Giorgio Salati + Gianluca Manzo

C'è un Paolo Di Orazio
Che gestisce un giornaletto
Con il Paolo Altibrandi
Suo compagno ma non di letto.

Duo di crimini efferati
Han strappato molti cuori
Storie e albi ormai compiuti
Ruban cuori ai lor lettori. 


 Onofrio Catacchio + Giorgio Salati

Con la cuoca dell'albergo
Fu amore e gran tormento.
Lei finì dietro le sbarre,
Lui a baciare il pavimento. 


Onofrio Catacchio + Giorgio Salati

- "E' intelligente ma non si impegna", dicevate.
- Be', ora mi sono impegnata.
 

Onofrio Catacchio + Giorgio Salati

Quando il vuoto ce l'hai dentro
Sei come un astronauta dell'anima.

E nello spazio nessuno può sentirti morire dentro.



giovedì 16 ottobre 2014

Ciao Giorgio Rebuffi

Ho incontrato una sola volta Giorgio Rebuffi.

E' stato diversi anni fa, a Rapallo. E' passato parecchio tempo perciò spero che la memoria non mi inganni e non mi faccia distorcere i fatti.

Comunque, dopo la celebre cena da U Giancu, con Daniele Caluri, Emiliano Pagani e Sualzo decidemmo di chiudere la nottata in birreria. C'erano anche altri fumettisti, ma all'epoca conoscevo poco il giro quindi non so dire chi altro ci fosse. Comunque, volle venire anche Giorgio Rebuffi, e fu un piacere per tutti.

Nonostante l'età e le condizioni di salute, Giorgio era una persona davvero brillante. Feci una lunghissima chiacchierata con lui. Da quello che potei vedere quella sera, amava stare con i giovani.
Parlammo molto del fumetto da edicola, per le famiglie, visto che lui aveva inventato personaggi memorabili tra cui Tiramolla e Pugacioff.  Sosteneva che il fumetto "commerciale" sia importante nella crescita di un autore, perché insegna la costanza, e che è importante che uno sia in grado di guadagnarsi da vivere facendo fumetti.

Gli dissi che da qualche anno lavoravo per Topolino, e ce la mettevo tutta, ma soffrivo un po' il fatto che molti fumettisti "indipendenti" mi guardassero dall'alto al basso, come se io facessi roba scadente e infantile.

Lui mi rispose: "E tu mandali affanculo".

Ieri Giorgio Rebuffi ci ha lasciato, perciò voglio ringraziarlo, salutarlo, e dirgli che il suo insegnamento semplice ma efficace non l'ho dimenticato.

mercoledì 1 ottobre 2014

Il Giornalino fa 90

Il mitico Giornalino compie 90 anni, e domani esce con un numero celebrativo. Tanti auguri a una delle testate a fumetti che hanno caratterizzato la mia infanzia (chi ha detto "Pinky"?)!


lunedì 29 settembre 2014

Buon compleanno, SdF!


Ieri al WOW si è tenuta la festa della Scuola del Fumetto di Milano. La Scuola ha appena compiuto 35 anni, quindi ha un anno meno di me che mi sto avvicinando al 36°. Le tavole sono in mostra al Wow fino al 5 ottobre.

Voglio fare gli auguri alla SdF e ringraziarla per essere stata la prima tappa, nel lontano 2001, di una bellissima strada, sempre in salita, ma che mi dà molte soddisfazioni, e che spero mi porti ancora lontano.

Ieri sera, per l'occasione, la band dell'amico Alex Crippa mi ha anche invitato a strimpellare la chitarra su "Cocaine". Non so se questo assuma un qualche significato particolare.

Comunque auguri, SdF!


giovedì 4 settembre 2014

Topolino n. 3068

Su Topolino n. 3068 in edicola da mercoledì 10 settembre trovate la mia storia "Paperinik e la bolla senza tempo" disegnata da Giampaolo Soldati. Anche a questa storia tengo parecchio perché vede Paperinik relazionarsi con il proprio passato da paperotto.

Buona lettura!

mercoledì 3 settembre 2014

Diegozilla.com

Lo sceneggiatore Diego Cajelli ha aperto un sito, una specie di versione 2.0 del suo blog. Vi consiglio caldamente di dargli un'occhiata perché è pieno di roba divertente e analisi interessanti:


Buona lettura!


giovedì 21 agosto 2014

Topolino n. 3066

Su Topolino n. 3066 in edicola questo mercoledì 27 agosto trovate la storia "Topolino, il topo del momento", sceneggiata dal sottoscritto e disegnata da Alessandro Gottardo.

E' una storia cui tengo parecchio: ragionavo su questo spunto da un po' di anni, e spero di averla resa al meglio.

Buona lettura!


venerdì 1 agosto 2014

Le più belle storie Disney!

Vi segnalo che tre mie storie sono state ristampate anche in alcuni volumi da libreria "Le più belle storie Disney"! Ormai sono diventato un classico, dovrò comprarmi un bastone e cominciare a camminare curvo.

Nel volume "Preistoria" è stata ristampata la mia storia "Topolino e il Preistoriclub", per i disegni di Roberto Vian.

Nel volume "Rock" invece ci sono "I primi passi del Rock and Roll" disegnata da Silvia Ziche e "La canzone fuori tempo" disegnata da Paolo Mottura. Tre disegnatori eccezionali che hanno saputo migliorare la sceneggiatura.


Come al solito ringrazio il sempre vigile Francesco Gerbaldo.



mercoledì 30 luglio 2014

Cattivo, Sgargabonzi! Cattivo!


E' peggio chi nomina la vittima di una tragedia in un contesto satirico per sottolineare la perversione della comunicazione massificata oppure chi fingendosi compassionevole e indignato specula sulle suddette vittime e i loro familiari per guadagnare barche di soldi, fare clamore mediatico e ottenere passaggi televisivi, sostanzialmente facendo parte di quel meccanismo perverso della "spettacolarizzazione del dolore"?

E' successa questa cosa: Alessandro Gori, autore del blog Sgargabonzi , doveva tenere il 30 luglio una delle sue letture pubbliche presso il Circolo Aurora di Arezzo. Sarebbe stato il quarto evento simile di Gori presso lo stesso locale. Il circolo ha però annullato lo spettacolo, "con l'indignazione del caso".

Questa è la notizia: http://www.informarezzo.com/permalink/20623.html

Cos'è successo veramente? Gli organizzatori dell'evento sono stati contattati dall'avvocato della famiglia Pipitone, perché nella presentazione dello spettacolo del Gori si fa cenno a Denise Pipitone (ricordate la bambina scomparsa anni fa?).

La presentazione intera recita:

Mercoledì 30 luglio 2014 alle ore 22.00 sulla terrazza del Circolo Aurora di Arezzo, perOrgiasticaurora, Lo Sgargabonzi (summer) live.
di Alessandro Gori
accompagnamento musicale di Marco Luchi
Curiosità pruriginose su Denise Pipitone con diapositive e Simmenthal
10 modi per raccontare male una barzelletta però brutta
Giovanni Falcone: il Renato Rascel dell’antimafia?
Poesie con dentro le parole consapevolezza, ambra e glicine
Unplugged delle canzoni dell’immenso De André ma anche di suo padre Fabrizio
Le imitazioni dei presentatori difficili tra cui Carlo Massarini e Massimo De Luca
Classico numero di burlesque con la flanella e le feci
Seduta spiritica con scherzo a Gesù e poi riattacchiamo
Provocazioni antipatiche nei confronti della gente ai tavoli (fare molta attenzione)
Numero di telefono di Mariella Nava in regalo per tutti
Momento introspettivo perché noi comici sotto sotto ridi pagliaccio eccetera
Marco Luchi al piano che suona le canzoni del miglior Mozart
Roulette russa con quelli del pubblico senza baffi finti (biondi)
Interverrà Arnaldo Forlani
Porto anche un dolce all’ananas che mi ha fatto mia mamma
Malore dal vivo non simulato
E molto altro…

Ora, è abbastanza chiaro che nello spettacolo non si parlerà di Denise Pipotone tanto quanto non interverrà Arnaldo Forlani né si faranno scherzi telefonici a Gesù. E' chiaro che l'intento è satirico.

Tanto però è bastato per pretendere l'annullamento della serata, ma non solo. La minaccia è di portare Gori in tribunale per diffamazione, chiudergli il blog e ritirargli il libro ("Le avventure di Gunther Brodolini"). Ad aggravare la faccenda Pipitone c'è anche il fatto di aver nominato Falcone e in un'altra occasione Angela Celentano (altra bambina scomparsa su cui all'epoca si è fatto un gran baccano giornalistico).

A questo punto la domanda da porsi è: si può scherzare su un evento drammatico o addirittura tragico? Io più volte ho bacchettato Alessandro perché a mio avviso esagerava. Proprio perché il suo intento dissacrante non tiene conto del dolore di chi ha avuto una perdita come la famiglia Pipitone e potrebbe imbattersi nei suoi scritti. Quello della compassione è per me un limite invalicabile. Ma io sono io, e il Gori è il Gori.

Detto questo, la pretesa di portare Gori in tribunale, chiudergli il blog e ritirare il libro, è pretenziosa e insensata. L'operazione culturale del Gori, per quanto controversa, rischiosa e facilmente fraintendibile, va nella direzione esattamente opposta della presa in giro di una povera vittima. Il rimescolamento assurdo e casuale (qualcuno direbbe "dadaista") di nomi ed eventi con cui la stampa e la tv ci hanno martellato è una presa di posizione, se vogliamo violenta ma non superficiale, nei confronti dello sciacallaggio con cui presentatori, giornalisti, opinionisti, avvocati, psicologi televisivi hanno smembrato ogni lembo di pelle di queste vittime. Perché citare Falcone e Renato Rascel nella stessa frase? Cosa c'entra? E' qui il fulcro del discorso. Siamo talmente abituati a questo continuo sversamento di liquami comunicativi nei nostri crani, strage-gossip-gattini-stupro-tetteculi, da essere diventati incapaci di distinguere l'intrattenimento dalla tragedia. Questo è quello che ci dice il Gori. Forse lui più di tutti è dalla parte della famiglia Pipitone, sicuramente più di chi si mette in mostra in tv sfruttando l'occasione drammatica.

Tutto questo fa ridere? No. Chi ha detto che il Gori deve far ridere? A me a volte fa venire il vomito, a volte fa infuriare. Perché spesso ci mostra che davvero il nostro mondo è così, che davvero il mondo della comunicazione è marcio fino al midollo, e che noi siamo marci con lui, ci siamo nati dentro, è una disgustosa placenta che ci permea e che ci rende altrettanto disgustosi.
Siamo stati martellati dal nome di Denise Pipitone, come di Yara Gambirasio e tutte le altre piccole vittime. E' stato fatto loro un buon servizio? E' servito alle indagini? No. E' servito solo a pascere gli avvoltoi mediatici. Il fuoco giornalistico cui siamo sottoposti riguardo ad alcuni casi accuratamente scelti (le tragedie di cui ci parlano sono solo una piccola parte di ciò che davvero succede nel nostro Paese) serve a convogliare voyeurismo, rabbia, fobie della società. Sono la distrazione di massa che incanala pulsioni e ansie della gente. Sono uno dei mezzi con cui le persone vengono sedate, controllate. Le coscienze si addormentano, vengono ipnotizzate dai casi mediatici che tanto ci indignano, e ogni rabbia sociale si disperde nella catarsi dell'odio per l'assassino e della pietà per la vittima e i suoi famigliari. Un meccanismo subdolo e vomitevole che il Gori conosce o quantomeno percepisce, abbastanza da sbattercelo in faccia.

Il Gori spesso ironizza buttando nel mucchio tutte le figure situazioniste e i nomi ripetuti alla nausea da tv e giornali. Ma chi ha messo sullo stesso piano Denise Pipitone e Massimo De Luca, Giovanni Falcone e Renato Rascel? Chi li ha resi pari maschere di uno spettacolino vergognoso? Chi ha guadagnato soldi e popolarità rimestando nelle vite di chi subisce una tragedia come se fossero gossip da Centovetrine? Non certo il Gori. Anzi, è proprio lui ad avermelo fatto capire. A tentare di spiegarci che dobbiamo svincolarci da questo automatismo pilotato dai media.

Certo forse in maniera un po' troppo traumatica. Personalmente non sono d'accordo che si possa ironizzare sulle tragedie usando i nomi delle persone vere, come fa il Gori. Ci sono tanti modi di farlo. Ad esempio Tuono Pettinato nel suo fumetto "Corpicino" ha parlato dello sciacallaggio dei media nei confronti delle tragedie che coinvolgono i bambini, usando molta ironia e umorismo nero, solo che il bambino in questione è un bambino inventato, che quindi non ha parenti distrutti che potrebbero leggere e sentirsi offesi.

Quindi non condivido il modo del Gori quando passa quel limite, ciononostante la mia stima nei suoi confronti resta intatta, perché è davvero una delle poche voci in questo mondo marcio che butta a mare ogni ipocrisia e ci sbatte in faccia il mostro. Quel mostro che vediamo ogni mattina allo specchio. Quel mostro che si dice dispiaciuto per la morte di Yara, che un attimo dopo fantastica di torturare il suo assassino, per poi passare a scrivere minacce nei confronti degli zingari, proseguire sognando le escort russe e finire fregandosene di tutto con un cappuccio e cornetto al bar condito da un rutto di congedo da ogni responsabilità intellettuale. Siamo fatti così, siamo homo mediaticus, siamo stati plasmati dai media, non ci possiamo fare molto, ma avere un pochino schifo di noi stessi sarebbe forse un'operazione sana.
Gori forse ha capito delle cose di cui ci renderemo davvero conto tra vent'anni. Non dico che un giorno sarà ricordato come il Pasolini di "Salò o le 120 giornate di Sodoma", ma sicuramente percepisce qualcosa della nostra società che a molti sfugge. E che a molti infastidisce.

Per cui, torno a chiedervi e a chiedermi: è peggio chi nomina la vittima di una tragedia in un contesto satirico oppure chi fingendosi compassionevole ci specula sopra per ottenere soldi e clamore mediatico?

martedì 15 luglio 2014

Zappa & Avery sull'intrattenimento

Interessante articolo (in inglese) sul rapporto tra il "creativo" e il produttore/capo/committente con citazioni di Frank Zappa e Tex Avery:

http://www.cartoonbrew.com/ideas-commentary/frank-zappa-explains-why-cartoons-today-suck-10513.html

Vale per l'animazione, per la musica, i fumetti, il cinema, qualsiasi mezzo espressivo di massa.

Quando un produttore comincia a decidere "ciò che la gente vuole" è l'inizio della fine.

Quando il committente vuole decidere nel particolare come deve essere generato l'intrattenimento senza conoscerne i meccanismi specifici, come deve regolarsi la creatività di chi lavora per lui, spesso capita che si sbagli, compromettendo il prodotto e determinando un insuccesso. A meno che non si chiami Walt Disney, naturalmente.


domenica 13 luglio 2014

Gol truccati di sceneggiatura

Per parecchio tempo sono stato un assiduo spettatore di polizieschi televisivi: CSI, Senza Traccia, Criminal Minds... Da un po' non li seguo più. Non so se perché mi sono stancato io, oppure perché effettivamente le puntate sono sempre più ripetitive. I cliché abbondano, e certi trucchi narrativi, se una volta li digerivo, ora cominciano a risultarmi indigesti.

Per esempio capita spesso che un sospetto, quando interrogato, perda il controllo e si lasci andare a dire la verità nonostante la presenza dell'avvocato che cerca di fermarlo. Parrebbe che gli interrogatori scatenino crisi di coscienza o che ogni interrogato sia un impulsivo cronico, ma siccome sappiamo che nella realtà non è così, si tratta semplicemente di un trucco per saltare dei passaggi e fare in modo che gli investigatori accedano velocemente a delle informazioni senza fare la fatica di inventarsi modi più ingegnosi per ottenerle. Un trucco da sceneggiatori, insomma.

Molti spettatori sono consapevoli di questa cosa: quando assistono a trucchetti del genere non ci cascano, pensano "figurati!". Accade però che uno prosegua a seguire la storia, finendo per dimenticarsi che magari la soluzione di un caso è stata viziata da una svolta improbabile. Che senza quel passaggio non ci sarebbe nemmeno la soluzione del caso.

E la sensazione alla fine è come quando in una partita di calcio una squadra vince grazie a un gol irregolare. Proseguendo con la partita, chi tifa per la squadra vincente finisce per dimenticarsi che la vittoria è viziata da un punto che non sarebbe valido. In fondo è la mia squadra e sono contento lo stesso.

Così come lo spettatore è contento che gli investigatori abbiano risolto il caso, anche se l'indizio gli è stato messo su un piatto d'argento da un trucchetto di sceneggiatura.

Il problema però è che più sono i trucchi e le scorciatoie, più si abbassa la qualità del "prodotto", più la gente tenderà a disaffezionarsi alla serie.


lunedì 7 luglio 2014

L'amico Topolino

Uno degli aspetti che più mi piacciono del personaggio Topolino è la tolleranza.

Parlo del Topolino dei primi tempi, quello di Gottfredson, di Bill Walsh ma anche di Romano Scarpa: Pippo non potrebbe aver trovato miglior amico di Topolino. Perché quando quasi tutti trattano Pippo da scemo, Topolino più degli altri riesce a tollerare i comportamenti strani, a oltrepassare l'apparenza e arrivare al cuore di una persona: Pippo è buono, generoso e fantasioso, quindi anche Topolino non potrebbe aver trovato migliore amico di lui.

Lo stesso vale con Eta Beta, nella prima storia in cui appare: quando perfino Pippo si lascia spaventare dall'aria troppo "diversa" dell'uomo del futuro, Topolino è l'unico ad essere abbastanza tollerante da accogliere questa persona e aiutarla a integrarsi nel nostro mondo.

Insomma, Topolino è il migliore amico che una persona possa desiderare.

Sempre per la serie "Chi dice che Topolino è antipatico non conosce lo spirito originario del personaggio".

mercoledì 2 luglio 2014

Estatissima Disney

Oltre che su Disney Big e su Paperino, in questo periodo è stata ristampata un'altra mia storia. Stavolta si tratta di "Zio Paperone e la vacanza senza speranza", per i disegni del Maestro Cavazzano, ristampata sulla testata Estatissima.

Qui sotto potete vedere la copertina.

Buona lettura!


lunedì 30 giugno 2014

Studio Bozzetto

E' con una certa soddisfazione che annuncio una recente collaborazione con lo Studio Bozzetto del mitico Bruno Bozzetto, che con i figli Andrea e Fabio sta portando avanti la tradizione dell'animazione italiana.

La collaborazione in questione è un filmato per un consorzio che si occupa dello smaltimento degli pneumatici fuori uso. Si tratta di un semplice promo di tre minuti dal carattere informativo e quindi non di un corto o una serie animata, ma sono ugualmente felice perché innanzitutto è un piacere e un onore per me lavorare con lo Studio Bozzetto, e poi perché si tratta di un tema a me caro, che è quello ecologico. E poi è la prima volta che in un certo senso mi cimento come copywriter!

Se siete curiosi di sapere come funziona lo smaltimento degli pneumatici fuori uso, ecco qui:



venerdì 27 giugno 2014

Pk Official

Pk tornerà su Topolino a partire dal 2 luglio.

Per tenervi informati, ci sono i "canali" ufficiali, sui social network.

Il profilo Facebook: https://www.facebook.com/PIKAPPAOfficial

Il profilo Twitter: https://twitter.com/PIKAPPAOfficial

Buon divertimento!


mercoledì 25 giugno 2014

Fumo di China #226

Su Fumo di China n. 226 attualmente in edicola trovate un dossier su Romano Scarpa. Tra le altre cose, nell'articolo di Francesco Gerbaldo, ci sono interventi di diversi autori, tra cui il sottoscritto.

Buona lettura!

lunedì 23 giugno 2014

Disney Big #75

Segnalazione dell'enciclopedico Francesco Gerbaldo: su "Disney Big #75" di luglio, ma già in edicola ora, è stata ristampata la mia storia "Zio Paperone in prigione", disegnata da Luciano Gatto.

Buona lettura!

lunedì 9 giugno 2014

Caro Paperino

Caro Paperino, oggi compi 80 anni.

Sai bene di essere stato il mio primo amore fumettistico.

La prima storia che ho scritto per Topolino, nel 2003, aveva te nella prima tavola. Il primo dialogo Disney che io abbia mai scritto esce dal tuo becco.

La protagonista era Paperina, ma tutta la storia era una sorta di dichiarazione d'amore nei tuoi confronti.

La storia era questa:

Dieci anni dalla pubblicazione della mia prima storia, ottanta dalla prima tua. Di esperienza tu ne hai parecchia più di me, quindi ti chiedo di continuarmi a guidare in questo percorso che è la mia vita da narratore.

Buon compleanno, paperaccio del mio cuore.

giovedì 5 giugno 2014

Buon compleanno Paperino!

Questo mese, Panini & Disney festeggiano gli 80 anni di Paperino!

Per quanto mi riguarda potete trovare la ristampa della mia storia "Paperinik e l'amore nell'oblio", per i disegni di Paolo Mottura, sul mensile Paperino #408 attualmente in edicola, di cui trovate qui sotto la copertina.

Sono naturalmente in compagnia dei migliori autori disneyani.

Ma chiaramente anche Topolino #3054, anch'esso attualmente in edicola, festeggia il compleanno di Paperino con un sacco di storie e autori importanti, e bellissimi omaggi di fumettisti non-disneyani.

Buon compleanno Paperino!

martedì 13 maggio 2014

Dopo Artmaysound

Il weekend scorso sono stato ospite di ArtMaySound a Bolzano.

Ecco qualche foto:

 Prima di partire, una visitina allo studio di Claudio Sciarrone e Elisa Braglia.

 Al Museion di Bolzano mi trovo paperizzato nella mostra di Sciarrone.

Io e Claudio abbiamo tenuto un incontro con i bambini, e questo è uno dei risultati.


Un ritratto di cui vado particolarmente fiero.

mercoledì 7 maggio 2014

E Bill Walsh?

Non ricordo se ne ho già parlato, comunque, a proposito di classici Disney di solito si parla dei grandi Barks, Gottfredson, Scarpa. Raramente si tira fuori il nome di uno sceneggiatore secondo me fondamentale che risponde al nome di Bill Walsh.

Molte storie importanti disegnate da Gottfredson furono scritte da Walsh. Fu lui a definire in maniera completa la psicologia di Topolino (prima che venisse percepito come "perfettino").

Lo spessore emotivo che riusciva a conferire al personaggio Topolino, ingenuo ma forte, furbo ma senza malizia, l'attaccamento incondizionato ai suoi amici, il rispetto per tutte le persone, sono gli aghi della bussola che cerco sempre di tener presente quando scrivo di questo personaggio.

E' nelle sue storie che cresce davvero il rapporto di amicizia tra Topolino e Pippo, è lui a inventare Eta Beta come metafora della diversità. E' sempre lui a rendere Pippo non più una semplice spalla comica ma un personaggio sfaccettato e poetico. "Pippo cervello del secolo", "Pippo a Hollywood"... se non le avete lette, cercatele.

Era lui a riuscire a sintetizzare un concetto poetico e filosofico con una semplice striscia come questa:
E se mi dite: tecnicamente anche una donna o un animale possono essere comprati, non avete capito ciò di cui sto parlando.

martedì 29 aprile 2014

Topolino 3049 e intervista Fumettologica

Su Topolino n. 3049 in edicola da domani mercoledì 30 aprile trovate la storia "Tip & Tap e il basket virale" scritta da me e disegnata da Luca Usai.
In questa occasione, Daniela "Odri" Mazza di Fumettologica ha raggiunto me presso Studio Platypus e Luca presso Pseudostudio per intervistarci e fare delle foto ai rispettivi studi.

Trovate intervista e foto qui: http://www.fumettologica.it/2014/04/negli-studi-di-giorgio-salati-e-luca-usai/



lunedì 28 aprile 2014

Premio XL

Votazione online per il Premio XL da assegnare al Comicon di Napoli. Lo trovate a questo link:
http://xl.repubblica.it/articoli/vota-il-tuo-fumetto-preferito/

Mi permetto di consigliarvi di votare Sacro/Profano per un motivo totalmente disinteressato: all'interno si trova una tavola scritta da me!

martedì 22 aprile 2014

Bum Bum

Torno volentieri a lavorare insieme a Red Whale, grazie a cui sto collaborando per Graphilm alla serie animata Bum Bum, che uscirà su Rai Due nel 2015.

La serie parla di un bambino aiutato da un gruppetto di animali a cercare i propri genitori, in un'Italia devastata dalla Seconda Guerra Mondiale.

I temi sono profondi ma ci sono anche un sacco di gag divertenti. La serie promette molto bene e mi sto divertendo molto a lavorarci.

Ecco il trailer!


BOOM BOOM (tv series) [TRAILER]
from Graphilm Entertainment on Vimeo.

mercoledì 16 aprile 2014

I racconti di Simone Tempia

Simone Tempia è uno scrittore emergente. Detta così sembra poco. Sembra uno dei miliardi di sedicenti scrittori che infestano ogni angolo calpestabile del pianeta.

Oggi chiunque solo perché riceve un paio di like su un post pensa di avere le doti del romanziere.

Non è il caso di Simone, perché lui sa davvero scrivere, ma non solo. Ha delle ottime idee. Interessanti, originali, fresche. Quelle tipiche idee a proposito delle quali, da autore, mi è capitato di dire "Perché non ci ho pensato io?". Tempia sa intercettare lo spirito dei nostri tempi, sa essere perfettamente attuale senza ricorrere ai soliti cliché da romanziere sentimentale da quattro soldi di cui sono infarciti gli scaffali delle librerie. Non solo ha ottime idee, ma le sa anche raccontare bene. Ha stile, ha controllo, è lucido in ogni parola. In quasi ogni parola, ancora non è perfetto ma gli manca poco.

Ho avuto modo di leggere alcuni racconti della sua serie Contemporaneo Indispensabile, nonostante non fossi molto invogliato dal titolo, che sa un po' di disco di band indie fighetta.

Simone si è autoprodotto i racconti, ma per non rimanere sommerso nella melma di autopubblicazioni degli aspiranti scribacchini, ha trovato un format intelligente: racconti in pdf impaginati da un grafico e con copertine a cura di disegnatori di un certo rilievo soprattutto nell'underground fumettistico (Ratigher, LRNZ). I racconti sono gratis ma non si possono scaricare da nessuna parte: bisogna scrivere direttamente all'autore per farseli spedire via mail. Come dice Tempia, non voglio click, voglio lettori.

I racconti che ho avuto modo di leggere sono: "La muffa", "Lo stage", "La banca", "La fede" e "Il supermarket".

"Il supermarket" è forse il racconto formalmente più riuscito, come stile, ritmo, arco narrativo, chiusura. "Lo stage" è quello più fulminante e più attuale, racconta una realtà conosciuta a molti, un male del nostro tempo. Vorrei potervi raccontare di più ma ogni passaggio è una sorpresa e ve la rovinerei. Forse il racconto che più mi ha "preso" è "La muffa", seppure imperfetto (troppo corto, avrei voluto vederlo sviluppato di più). La muffa del titolo è una metafora di una condizione che riguarda la vita di molti trentenni -- ecco perché mi sono immedesimato. Ma non è solo questo: ne "La muffa" a dominare sono le emozioni (soprattutto quelle non dette), le relazioni tra i personaggi, mentre gli altri racconti hanno uno sguardo più distaccato.

Lo stile di Tempia è sempre molto surreale. Le storie sono dei meccanismi inesorabili che stritolano i protagonisti, solitamente uomini medi dalle poche aspettative. I temi dei racconti sono spesso molto simili. C'è un senso di baratro infinito, di un precipitare degli eventi che non ha mai fine. C'è un forte senso di alienazione legata ai tempi moderni. Non stiamo parlando dell'alienazione dell'impiegato anni '60/'70 in stile Bristow/Fantozzi. I racconti di Tempia sono pienamente immersi nello zeitgeist. Da tempo avevo l'impressione che non si riuscisse a raccontare l'alienazione e l'abulia dell'uomo degli anni 2010, troppo sommersa da quell'apparenza esteriore positivista di tecnologia=amore che i media ci propinano e che in maniera ambigua ma tutto sommato efficace ci ha raccontato Spike Jonze in "Her". Tempia invece ci svela l'illusorietà di questa patina e mostra quanto siamo vuoti, o nel migliore dei casi pieni di ghiaccio. Quanto siamo soffocati dai meccanismi sociali che non solo ci stritolano, ma ci vogliono anche sorridenti nelle nostre facce da instagram.

Nel modo surreale e ossessivo ma sempre lucido con cui Tempia racconta le sue storie ho annusato un sentore di Pirandello e un pizzico di Kafka. Non so se siano suoi riferimenti letterari.

Non che non abbia difetti, eh. In certi frangenti si percepiscono delle "cadute di stile", quasi si distraesse, che interferiscono un po' con la sospensione dell'incredulità. Ho trovato alcuni finali poco efficaci. E a volte i suoi meccanismi ossessivi sono TROPPO ossessivi, diventano un po' ripetitivi.

Ma se solo il mondo letterario ha un po' di sale in zucca, spero che tenga d'occhio Simone Tempia, perché si tratta di un talento, che mi auguro sarà coltivato a dovere. E spero che prima o poi si misuri con un romanzo.

So che sta per uscire un nuovo racconto, perciò se siete interessati scrivetegli a contemporaneoindispensabile@gmail.com . Naturalmente, ve lo consiglio: i racconti in pdf sono agili da leggere anche su tablet, minitablet, smartphone, magari mentre siete sull'autobus.

lunedì 14 aprile 2014

Diari a fumetti

Qualche giorno fa per una serie di circostanze mi sono tornati in mente i diari di scuola che ebbi tra le medie e le superiori. Tutti diari fumettistici, ovviamente. Il problema è che leggevo tutte le vignette in una volta, e poi passavo il resto dell'anno a rileggermi le stesse vignette.

Alcuni dei diari che ricordo di aver avuto sono:
- Sturmtruppen
- Cattivik
- Lupo Alberto, penso per più di un anno
- Eritreo Cazzulati

Ma quello che probabilmente ho amato più di tutti fu quello di Dylan Dog, che mi valse una nota sul registro il primo giorno della prima superiore perché durante l'ora invece di ascoltare il professore ricalcavo la quarta di copertina con la faccia di Dylan.


Quel diario era fantastico, perché raccoglieva una quantità inaudita di battute di Groucho. Stiamo parlando dell'anno scolastico 1992/'93, chissà se qualcun altro se lo ricorda.

Non ho mai avuto la Smemoranda, all'epoca era troppo di moda e io ero bastian contrario per principio. Però ricordo che me la facevo prestare e leggevo tutti i fumetti. Fu lì, se non sbaglio, che conobbi Calvin & Hobbes.

Poi sicuramente ne ho avuti altri, di diari fumettistici, chissà se a furia di pensarci mi tornano in mente tutti.

E voi, quali diari fumettistici ricordate?


mercoledì 9 aprile 2014

Atomic Robo fa ambo

Come alcuni di voi sanno, io sono traduttore ufficiale italiano di Atomic Robo, un gran bel fumetto di Brian Clevinger e Scott Wegener, pubblicato in Italia da ReNoir Comics. Ho raccolto il testimone da Michele Foschini, che come traduttore (e come editore e come redattore e molte altre cose) è molto bravo, e ce l'ho messa tutta a fare un lavoro altrettanto degno. L'editore aveva bisogno di un traduttore che fosse anche sceneggiatore per valorizzare i dialoghi brillanti del fumetto, e così mi ha chiesto di lavorarci.

Ne parlo perché recentemente sono usciti ben due volumi dedicati ad Atomic Robo.

Il primo è Atomic Robo #7 - Le diavolesse volanti del Pacifico.

Il secondo è Atomic Robo - Real Science Adventures.

Ve ne consiglio l'acquisto e mi auguro che vi divertiate a leggerli quanto io mi sono divertito a tradurli.

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