"Né alla chiesa né ai potenti è mai interessato che il popolo fosse colto. La cultura porta contestazione, idee, lotta. Per questo siamo storicamente incolti. Il problema è che prima eravamo incolti per necessità, ora perché lo vogliamo. Con l'istruzione obbligatoria, tv, libri e internet, non ci sono scuse: si resta incolti perché lo si vuole."![]()
Arturo Pérez-Reverte
lunedì 23 maggio 2011
[cit.] Pérez-Reverte
mercoledì 1 dicembre 2010
Pazzi
lunedì 16 agosto 2010
Raccontare, sognare?
Alle volte mi chiedo: perché sentiamo il bisogno di raccontare? Magari mettendoci molto spesso qualcosa di autobiografico in ciò che raccontiamo?
E mi capita di rispondermi: nella vita a volte succedono cose talmente belle e talmente brutte che bisogna raccontarle, per essere sicuri di non aver sognato.
venerdì 21 maggio 2010
Genio?
Da' loro l'impressione di sapere assolutamente ciò che stai facendo ma che non lo sai spiegare, e ti proclameranno genio.
venerdì 30 aprile 2010
Best Seller
mercoledì 28 aprile 2010
[ipse dixit] Carl Sagan
"Tutto quello che lei non capisce, signor Rankin, lo attribuisce a Dio. Dio per lei è dove si spazzano via tutti i misteri del mondo, tutte le sfide alla nostra intelligenza. Lei spegne semplicemente il suo cervello e dice che l'ha fatto Dio."
"Ci sono enormi bilanci pubblicitari solo quando non c'è nessuna differenza tra i prodotti. Se i prodotti fossero davvero diversi, la gente comprerebbe quello migliore. La pubblicità insegna alla gente a non fidarsi del proprio giudizio. La pubblicità insegna alla gente ad essere stupida."
"La pratica dello scetticismo è pericolosa per il potere costituito. Lo scetticismo minaccia le istituzioni. Se noi insegniamo a tutti, compresi per esempio gli studenti delle scuole superiori, abitudini di pensiero scettico, essi non limiteranno il loro scetticismo agli ufo, alla pubblicità degli analgesici, e a presunti personaggi vissuti 35000 anni fa che ci parlano attraverso medium. Essi potrebbero cominciare a porsi domande sulle istituzioni economiche, o sociali, o politiche, o religiose."
Carl Sagan (1934 - 1996)
lunedì 15 marzo 2010
Noia, rabbia, narcisismo
Uno dei motori principali di un creativo è la Noia. Il motivo per cui continuiamo a creare è la ricerca di qualcosa di interessante, che non ci annoi.
Un altro dei motori principali è la rabbia. Forse capire perché è più facile che spiegarlo.
E poi il narcisismo, ovviamente. E' normale. Si "dona" un'opera al fruitore, e in cambio oltre al divertimento si spera di ricevere stima. C'è chi non lo ammette, ma nel profondo dell'inconscio questa "molla" c'è. In un creativo c'è sempre nascosto da qualche parte un bambino che porta il disegno alla mamma sperando in un bacio. E chi dice di non farlo (anche) per questo, secondo me o non si è accorto di avere anche questa "pulsione", oppure se non confida nella risposta del suo pubblico sotto sotto un po' la teme.
Poi, va da sé, avere come unico scopo l'apprezzamento del pubblico non può portare che a un'opera senz'anima.
venerdì 26 febbraio 2010
La legge di MuPHRy
Proprio così, non ho intenzione di parlare della celebre "Legge di Murphy", ma della meno conosciuta "Legge di Muphry".
Ho scoperto infatti questo divertente insieme di assiomi formulato nel 1992 da John Bangsund, dell'australiana Victorian Society of Editors, conosciuto anche come "l'applicazione editoriale della Legge di Murphy".
La cosa mi ha incuriosito perché interessa anche il mio lavoro.
Ecco cosa dice la "Legge di Muphry":
(a) Se scrivi qualcosa criticando l'editing o la correzione delle bozze, ci sarà qualche errore in ciò che hai scritto;
(b) Se un autore ti ringrazia in un libro per il tuo lavoro di editing o correzione di bozze, ci saranno errori nel libro;
(c) Maggiore è l'enfasi in (a) e (b), più grosso è l'errore;
(d) Un libro consacrato all'editing o allo stile avrà un contenuto inconsistente.
Non c'è che dire: analisi non solo divertente ma anche abbastanza realistica, e sono sicuro che qualche amico editor potrà confermarmelo (ma anche qualche collega sceneggiatore!).
venerdì 19 febbraio 2010
[ipse dixit] Pennacchioni
«L'uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun'altra, ma che nessun'altra potrebbe sostituire.»Daniele Pennacchioni, in arte Daniel Pennac.
giovedì 8 ottobre 2009
Ipse Dixit: Marx (Groucho)
"Non dimentico mai una faccia, ma nel tuo caso farò un'eccezione."
"Abbiamo recitato in città in cui oggi mi rifiuterei di essere seppellito."
"La prima cosa a sparire quando un paese viene trasformato in uno stato totalitario è la commedia e i comici. Poiché le persone ridono di noi, non credo che capiscano davvero quanto siamo essenziali per la loro salute mentale."
"Mi sono sposato davanti a un giudice. Avrei dovuto chiedere una giuria."
"Non voglio far parte di un club che persiste a volermi accettare come membro."
"Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l'accende, vado in un'altra stanza a leggere un libro."
lunedì 28 settembre 2009
Hemingway Driver
Mi è capitato di disquisire a proposito di quello che è secondo me il significato vero di quel capolavoro che è il film "Taxi Driver". E' difficile spiegarlo in poche parole.
Poi ho trovato una spiegazione perfetta nelle parole di Hemingway:
«Non c'è caccia come la caccia all'uomo e quelli che hanno cacciato a lungo uomini armati provando piacere a farlo non hanno più interesse per nient'altro.»
Ernest Hemingway
giovedì 30 luglio 2009
lunedì 27 luglio 2009
mercoledì 27 maggio 2009
Jefferson
Thomas Jefferson era senz'altro uomo di grande acume, le cui osservazioni meritano attenta riflessione:
"Credo sinceramente insieme a te che le establishment bancarie siano più pericolose di armate schierate per la battaglia; e che il principio di spendere denaro che dovrà essere ripagato dalla posterità, col nome di finanziamento, non sia altro che truffare il futuro su larga scala." (da una lettera a John Taylor, 28 maggio 1816)
"I popoli non dovrebbero aver paura dei propri Governi. I Governi dovrebbero aver paura dei loro popoli."






