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venerdì 14 dicembre 2012
...e la voce popolare
Un'altra cosa su cui riflettevo è che secondo me l'artista in genere, se vuole essere popolare - non nel senso di famoso, ma di dare voce al popolo - non deve dire ciò che dice il popolo. C'è spesso un malinteso su questo aspetto.
Le opere di un artista, e parlo soprattutto dei testi delle canzoni, se vogliono dare voce al popolo non devono ripetere pedissequamente ciò che si può trovare normalmente su qualsiasi bacheca Facebook.
Essere vicini alla gente, sia che si parli di politica che di amore, non significa dire quello che chiunque avrebbe detto sull'argomento.
"Ma io non sono snob, voglio che le mie opere parlino delle persone normali, della loro vita, con il loro linguaggio."
Per me essere vicini alla gente, non "elitari", significa invece trovare nuovi modi, nuove espressioni, con un linguaggio semplice e comprensibile per tutti, per comunicare qualcosa di magari anche profondo che tutti hanno dentro e che senza la sensibilità tipica dell'artista fanno fatica a tirar fuori.
Insomma, non mettere i post di Facebook nelle proprie opere, quanto piuttosto trovare nuove espressioni che la gente possa a sua volta condividere sulle proprie bacheche: "Non sapevo come dirlo, e lui ha trovato il modo giusto di dirlo".
Non delegare alla gente il compito per raccontarsi, ma dare loro nuove parole per farlo.
E' uno sforzo che voglio fare.
mercoledì 12 dicembre 2012
Artist in love
Per l'artista è difficile amare in maniera continuativa, eterna. Per l'artista, ogni gesto d'amore è come un'opera. Una canzone, una poesia, un dipinto, un film.
L'opera artistica, come il gesto d'amore, richiede dedizione completa, pretende che ci si doni fino in fondo. Un'opera d'arte però, ha sempre una fine.
L'artista fatica a considerare l'amore come una cosa eterna, perché ogni suo gesto in tal senso deve essere profondo ma deve anche avere una conclusione.
Perché l'artista è narcisista: gli piace creare un'opera per poterla rimirare, come se fosse una parte di sé, la migliore. Alla stessa stregua, gli piace riflettere la propria parte migliore nell'espressione adorante della persona amata che riceve il gesto d'amore. Eccola lì, l'opera d'arte. In fondo anche il gesto artistico è una dichiarazione d'amore verso il fruitore dell'opera.
L'amore per tutta la vita, per l'artista è come un'opera incompiuta: una cosa che spaventa. E' come la Divina Commedia per Dante: perfetta, ma forse non è un caso che sia morto appena l'ha conclusa.
Per un artista, un amore che dura a lungo può essere una immensa collana di gesti d'amore. Una compilation di canzoni, un libro di poesie, una galleria di dipinti. Ogni scena di quel film è sublime e immortale.
Ognuna di quelle opere però è iniziata, sviluppata e finita. L'artista alla creazione, all'opera, al gesto d'amore ci si è dedicato con tutta l'anima, ma poi l'ha concluso.
E tra un dipinto e l'altro, tra un film e l'altro, tra una creazione e l'altra, vi è il vuoto.
mercoledì 13 giugno 2012
Botero
Io non sono un grande esperto di arte, soprattutto contemporanea.
Sono poche le cose che mi piacciono, ma sicuramente apprezzo il pittore colombiano Fernando Botero, che ritengo un vero Artista, dotato di quell'onestà intellettuale di cui parlavo un paio di post fa.
Lo apprezzo ancora di più ora che ho letto questa sua affermazione, che può essere benissimo applicata anche alla scrittura:
“Dipingere è una professione angosciante. Fintanto che l’artista non padroneggia il proprio mestiere e non sa esattamente quello che desidera esprimere, vive in una condizione di angoscia permanente. A volte egli ha delle idee, ma non dispone della capacità tecnica necessaria per concretizzarle su tela. O, più semplicemente, le sue idee sono talmente confuse da provocarne la frustrazione. Arriva poi il momento in cui il pittore giunge a dominare la tecnica e al tempo stesso tutte le sue idee diventano chiare: allora il suo desiderio di trasporle fedelmente sulla tela diventa così preciso che il dipingere si trasforma in gioia”.
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