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mercoledì 8 giugno 2011

Cigno bianco / cigno nero

Da quando ho visto "Il cigno nero" di Aronofsky mi capita spesso di pensare ai due cigni, bianco e nero, come la mia parte di scrittore e di musicista, che entrano in conflitto e contemporaneamente si completano a vicenda...

Soprattutto, il cigno bianco come la mia parte di autore per l'infanzia e quello nero come la mia parte più "rock".

Anche la mia ossessione per la perfezione è simile a quella esplorata nel film.

E visto come va a finire la storia de "Il cigno nero", mi sa che non è un buon segno...

venerdì 4 marzo 2011

Fame di tragedia

Ci sono periodi in cui, senza alcun motivo apparente, sembra che io abbia "fame di tragedia".

Non perché sia in un periodo negativo, ma semplicemente perché ho voglia, ho BISOGNO di vedere film, leggere romanzi-fumetti con storie tragiche, per potermi immedesimare nel protagonista.

Mi chiedo se succeda anche a qualcuno tra di voi.

Ad esempio tempo fa c'erano periodi in cui non facevo altro che rileggere di continuo l'Amleto (e altre opere di Shakespeare) per struggermi nella sua tragedia personale.

Oppure mi seppellisco sotto storie di condannati a morte tipo "Il miglio verde", "Dead Man Walking" e simili... Ma mi sono reso conto che è meglio che ci vada piano con quelle storie, che mi immedesimo troppo.

Recentemente, essendo stato folgorato dall'interpretazione della Portman in "Cigno nero", mi è venuta voglia di rivedere anche altri film interpretati da lei come Léon, V per Vendetta, L'ultimo inquisitore... tutte storie in cui lei fa una parte tragica. C'è anche un video su YouTube in cui si sostiene argutamente che il successo della Portman sia dovuto al fatto che è molto brava a... piangere.

Fra l'altro, voglio tronfiamente sottolineare che io da tempi non sospetti sostenevo che la Portman è una grande attrice... Lo era già ai tempi di Léon, per la sua età, e la crescita artistica è andata di pari passo con quella fisica. E il fatto che mi piaccia tanto e che interpreti molto spesso ruoli tragici mi fa pensare che ci sia un nesso.

Non lo so, non voglio fare psicanalisi spicciola, ma mi chiedo perché io periodicamente senta il bisogno di immergermi nelle altrui tragedie.

A qualcun altro succede la stessa cosa?

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