Fra l'altro, nessuno ha mai notato che He-Man ha i capelli tinti? Guardate le sopracciglia!
mercoledì 18 maggio 2011
lunedì 16 maggio 2011
INFANTasie
Quand'ero piccolo, mi perdevo spesso nelle fantasticherie.
Mi sedevo per terra in cameretta, prendevo i miei giocattoli, ad esempio i Masters
, li disponevo sul pavimento e invece di farli davvero interagire tra di loro immaginavo le avventure che potevano vivere insieme. Un osservatore esterno avrebbe visto solo un bambino seduto per mezz'ore a osservare i suoi giocattoli senza fare niente. Mi stupisco che i miei genitori non mi abbiano mandato a fare una visita per l'autismo.
E passai buona parte dell'infanzia così, a fantasticare e immaginarmi storie inesistenti. Tecnicamente si chiamava "avere la testa fra le nuvole".
Chi l'avrebbe mai detto che un giorno quel vizio di fantasticare sarebbe diventato un lavoro, che le fantasticherie le avrei messe nero su bianco e che sarebbero diventate fumetti, racconti, cartoni animati?
mercoledì 22 dicembre 2010
Lego folies
Da piccolo mi piaceva giocare col Lego ma ero totalmente negato a costruire alcunché. Guardavo con una certa invidia la casa di tre piani con ascensore costruita da mio fratello, mentre io mi limitavo a mettere un omino su una piattaformina con le ruote, e dire che "andava in macchina".
A parte la mia incapacità in tale gioco, bisogna ammettere che col Lego si possono fare un sacco di cose!
In rete si trovano diverse personaggi, copertine, scene famose riprodotte coi Lego.
Le cose più belle che ho trovato sono senz'altro la copertina di "Abbey Road" dei Beatles...
...e soprattutto la riproduzione di ALAN MOORE!
venerdì 18 giugno 2010
Global Command
Durante la lavorazione di una sceneggiatura, stavo facendo una ricerca in internet per delle immagini di uno zaino da sub da dare come riferimento a un disegnatore.
Per puro caso, capito su questo sito, completamente dedicato ai Big Jim, i leggendari giocattoli della Mattel.
Non sono un nerd né uno di quei nostalgici feticisti di certi vecchi giocattoli, eppure un moto d'emozione l'ho avuto quando ho rivisto alcuni dei giocattoli che mi hanno reso più felice da bambino.
Ero felice davvero allora? Chi lo sa, ma se ci penso ora non posso che percepirmi come tale. E' come al solito il filtro del tempo passato che lascia passare solo i ricordi più belli.
Così, innanzitutto mi sono esaltato vedendo l'adorato Capitan Laser, che udite udite, se abbassavi il casco e schiacciavi un pulsante emetteva una fantastica lucina dal casco che nella fantasia era un potentissimo laser in grado di bruciare qualsiasi cosa.
Così come mi sono esaltato rivedendo Commando Jeff e Professor Obb.
Ma il definitivo tuffo al cuore l'ho avuto vedendo le squadre Global Command e Condor Force. Sarà stata l'estate del 1985, ricordo che su Topolino
c'era "L'incredibile avventura di Topolino" disegnata da Cavazzano, in cui il topo pensando di tornare a Topolinia dopo una visita a Zia Topolinda, si ritrovava a Disneyland, una storia piena di avventura e divertimento.
Su quel Topolino, c'era la pubblicità del Global Command, di cui mi ero innamorato immediatamente, grazie a quella strana ambientazione futuristica post-atomica o simili.
Un mesetto dopo, in un numero di Topolino con una divertente storia di paperi a proposito di una nave piena di kiwi, il colpo di genio: insieme al giornaletto c'era un'audiocassetta con dentro una storia del Global Command! Non potevo sapere che il Big Jim era ormai alla fine dei suoi giorni, per me era ancora una cosa fantastica! Non ricordo molto della storia, né ricordo la voce del narratore. L'avventura doveva essere probabilmente narrata come uno sceneggiato radiofonico con tanto di voci dei protagonisti ed effetti speciali (esplosioni, più che altro!), il titolo qualcosa come "La sfida criminale", ma una cosa so per certa: l'avventura era ambientata al Borneo! Non avevo idea di dove fosse il Borneo e dovetti farmelo spiegare dai miei genitori.
Fu così che io e mio fratello a Natale ottenemmo in regalo Dr. Alec e Baron Fangg. Mi esalto solo all'idea.

Se ci si riflette però bisogna dire che quella della storia su cassetta fu davvero un'ottima trovata. Come anche i fumettini in regalo coi Masters. Mi verrebbe da dire che furono trovate di marketing veramente azzeccate, ma magari facevano presa solo su di me, che già all'epoca ero affamato di storie lette, ascoltate, raccontate, inventate.
E ora torno a cercare quello zaino da sub: il mio protagonista ne ha proprio bisogno per tenere la statuetta preistorica all'asciutto dall'Oceano Pacifico.
lunedì 20 luglio 2009
Tombolavitt
Jacovitti a suo tempo fece una bellissima tombola, di cui non posso fare a meno di mostrarvi alcune immagini (cliccateci sopra per ingrandire).


Semplicemente fantastica. Ringrazio Anna per le scannerizzazioni!
mercoledì 17 giugno 2009
Masters of the Universe
Qualche notte fa, per associazione di idee, mi è tornato in mente un giocattolo che avevo da bambino. Si trattava di uno scheletro di dinosauro con le costole fatte in modo da poter agganciare e trasportare insieme dodici Masters, le action figures della Mattel che spopolavano negli anni '80.
Preso dalla smania di scoprire come si chiamasse quel mio antico giocattolo, mi sono messo a cercare in rete: se ho trovato gli Exogini, vuoi che non trovi i Masters?
E infatti eccoli:
www.mastersunbound.com
Non vi dico la commozione nel rivedere dei giocattoli che ho tanto amato! E una volta di più, mi chiedo secondo quale criterio molti adulti classificano come "stupidi" o "poco educativi" i giocattoli di oggi. Alla fine, che cosa c'era di educativo nei Masters? Nulla, se non che la stranezza dei personaggi scatenava incredibilmente la fantasia.
I miei li chiamavano "i mostri" ed erano piuttosto scettici sull'opportunità di regalarmeli (ma poi me li regalavano lo stesso, per fortuna!).
Insieme ai Playmobil, credo che i Masters siano stati i giocattoli con cui ho fantasticato maggiormente, da bambino, inventando ogni pomeriggio una storia diversa. Il protagonista era spesso Stratos, l'uomo volante nonché il mio personaggio preferito. Che ovviamente alla fine delle sue avventure conquistava sempre il cuore della bella Teela. Un valido aiuto con le storie lo davano anche i minicomics allegati a ogni personaggio.
Ecco, se oggi il mio lavoro è di scrivere storie, in parte lo devo anche ai Masters of the Universe. Perciò, alla fine, ecco che qualcosa di educativo ce l'avevano eccome!
Questo mi ricorda anche un altro episodio assurdo: io ero alle elementari, mio fratello alle medie. Lui non faceva altro che ascoltare i Queen e io, con la mentalità che può avere un bambino, non li sopportavo. Mi sembravano brutti, mentre i Blues Brothers e i dIRE sTRAITS mi parevano molto meglio.
Un giorno, mentre mio fratello ascoltava "Radio Ga Ga" o qualche altra canzone del genere, avevo preso quattro Masters facendoli muovere come se stessero suonando. Avevo poi chiesto a mio fratello - che era bravo a disegnare - addirittura di copiare una copertina di un disco dei Queen facendola intepretare dai quattro mostri che avevo scelto per impersonarli. Ricordo perfettamente che John Deacon era impersonato da questo. E mio fratello, invece di mandarmi a quel paese, me l'aveva pure disegnata! Mah.
Però si può individuare in questo episodio uno dei miei primi tentativi di sceneggiatura!
Comunque, alla fine ho trovato il giocattolo da cui è partito tutto il flashback, eccolo qui:
Si chiamava "Battle Bones". Può sembrare un'idiozia, ma mi viene la pelle d'oca dall'emozione solo a ripensare a quanto mi divertivo con quella specie di autobus a quattro zampe.
