venerdì 4 aprile 2014

Lukas è una figata

Ho appena letto il primo numero di Lukas di Medda / Benevento edito dalla Bonelli, e posso solo dire che è una figata. E' risaputo che sono un estimatore del lavoro di Medda, ma non parlerei bene di Lukas se non mi fosse piaciuto davvero.

Non mi soffermerò più di tanto sui disegni che sono ottimi, Benevento è una sicurezza e lo sappiamo bene. Da sceneggiatore quale sono, ricolmo di deformazioni professionali, invece mi interessa soffermarmi soprattutto sulla scrittura.

Il tema è molto classico, rientra perfettamente nel canone bonelliano. C'è il noir, c'è la metropoli, ci sono gli zombie, c'è l'anti-eroe. Ingredienti con i quali un fumettista medio avrebbe tirato fuori una storia banale.

E invece Medda riesce a imbastire una trama non scontata e che scorre a gran velocità. A fare la differenza tra una trama "qualsiasi" e la marcia in più di Medda è la sua capacità - che io ammiro molto - di rendere ogni personaggio vivo, reale. La capacità di creare dinamiche e relazioni vivide tra i personaggi. Nessun personaggio è sprecato, e la voglia di seguire le loro vicende è il motore che alimenta la storia.

Una cosa che ho apprezzato molto è anche l'apparente incapacità di provare emozioni del protagonista, che è una caratteristica che ho molto amato nella serie tv Dexter.

E poi non ho ancora sentito nessuno sottolineare che le didascalie narrative per una volta non sono raccontate in prima persona al presente, non sono i pensieri del protagonista, ma sono in terza persona al passato, quasi fossero brani di un romanzo. Mi sbaglierò, ma mi sembra una piccola novità per quanto riguarda i fumetti Bonelli.

E comunque sia, è una figata.

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