sabato 22 maggio 2010

Proporzioni


Sul suo blog Tito Faraci tira fuori un'annosa questione, quella secondo cui per alcuni nostalgici Topolino di una volta era pieno di belle storie ogni settimana, mentre secondo altri Topolino ha sempre avuto storie belle e storie brutte, oggi come ieri.

Già che ci sono, dico anch'io la mia.

Quando mi capita di rileggere vecchi Topolini o vecchie storie, e dopo le mirabili storie di Scarpa, Cimino, Pezzin, Carpi, ecc. capito sui riempitivi, spesso nemmeno mi ricordo di averli mai letti... Perché alcune storie le leggevo con talmente poco interesse che non mi rimanevano. In fondo da piccolo ero un fan sfegatato di Paperino e sostanzialmente prendevo Topolino perché volevo leggere delle storie del personaggio in cui mi rispecchiavo di più. Topolino ho cominciato ad apprezzarlo alle medie, quando ho cominciato a leggere Gottfredson.

Ma le storie belle di solito erano una a numero e se si era fortunati due, una delle quali magari a puntate, quindi diciamo una e mezza... Gli stessi grandi autori non potevano certo sfornare un capolavoro alla settimana, ci sono tante storie "carine" e basta anche di Scarpa & co. I capolavori forse erano uno ogni due mesi. E comunque direi che paragonando a molti altri fumetti in tutto il mondo, era sempre una media molto alta.

Questo per dire che è QUELLO il Topolino che leggevo, il Topolino che amavo, con le sue storie belle e anche qualcuna brutta. Addirittura capitava di "voler bene" e rileggere storielle sfigatine e bruttarelle, che nella loro rassicurante noia ci tenevano compagnia negli ozi estivi postprandiali, quando gli unici rumori percepiti erano le cicale e il russare del papà, e perfino il dinosauro giocattolo non sembrava aver voglia di muovere un artiglio.

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