venerdì 23 settembre 2011

Comunicare col disegnatore


Credo di averne parlato anche altrove. A volte noi sceneggiatori ci dimentichiamo che la sceneggiatura che scriviamo per una storia a fumetti è un documento che serve a COMUNICARE col disegnatore.

Non dobbiamo impegnarci solo per rendere avvincenti i dialoghi, ma anche per rendere le descrizioni comprensibili e interessanti. Proprio così: interessanti. La storia che andiamo a scrivere non è solo una roba "nostra": dobbiamo coinvolgere il disegnatore nell'atmosfera di ciò che creiamo.

Chi scrive una sceneggiatura non può "abbozzare" un'opera e ottenere un prodotto finito. I disegni a matita non completi di un disegnatore possono avere un valore creativo, una scultura dai tratti non sgrezzati, un filmato senza alcun editing, la registrazione di una musica improvvisata... Tutto ciò può avere un valore artistico, ma una sceneggiatura no: dev'essere completa, altrimenti di per sé non ha nessun valore, a meno che non sia il disegnatore a completare ciò che manca inventandosi il resto.

Una sceneggiatura infatti deve subire un passaggio logico che non serve in altri contesti: lo sceneggiatore tramite questo documento deve comunicare come immagina che sia l'opera finita. Una sceneggiatura letta da sola non ha alcun valore artistico. Forse tecnico, storico, ma non artistico. Lo sceneggiatore si deve quindi affidare al disegnatore perché l'opera, che egli ha in mente, venga fuori come l'ha pensata, o che sia il prodotto del lavoro di entrambi, ma che il disegnatore sappia esattamente che cosa è imprescindibile secondo lo sceneggiatore.

Per questo è importante saper comunicare col disegnatore: si è in due (anzi, molti di più: editor, letterista, colorista...) a lavorare su questa storia e bisogna collaborare al meglio.

Perciò è molto importante ciò che si scrive nelle descrizioni delle vignette e come lo si scrive. In una certa maniera bisogna avere anche "rispetto" per il disegnatore, conoscere che cosa comporta l'altrui lavoro, cercare di fargli capire e non complicargli la vita.

Se io scrivo "Vignetta 1: vignetta stretta. Hall della stazione. Pinco Pallino si alza per indicare il suo antagonista mentre nell'impeto della corsa con la mano destra ha abbassato la cornetta del telefono e col piede sinistro inciampa in Tizio, mentre Caio lo insegue vestito da Ramsete II (mi raccomando accuratezza iconografica) intento a sparargli contro con una Luger originale della Seconda Guerra Mondiale, intanto vediamo sullo sfondo attraverso la finestra della stazione che sta sorgendo il sole, contro il quale si staglia uno stormo di pernici dirette verso il mare dei Caraibi (lo capiamo dal modo in cui sbattono le ali), ma le ombre dei pennuti si stagliano contro la parete est della stazione, mentre si intravede sui binari che sta passando il diretto per Philadelphia, guidato dal cugino di Sempronio, di cui notiamo le fattezze nonostante cerchi di celarsi sotto il berretto e la velocità del treno sia indicativamente di 52 Mph, e intanto Pinco Pallino ha deciso di cambiare strategia e si risiede. Vignetta 2:...", a quel punto la vignetta 2 sarà illeggibile perché il disegnatore avrà fatto tanti buchi nel foglio con la punta della sua matita, non prima però di aver disegnato la faccia dello sceneggiatore, ormai orrendamente sfigurata.

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