venerdì 23 gennaio 2015

Kobane Calling

Ho letto il reportage di (Z)ZeroCalcare su Kobane e devo dire che mi è piaciuto. Non amo tutte le storie di ZC (la mia preferita finora resta "Polpo alla gola"), ma devo dire che questa è tra le sue cose migliori.

Ci sono tutti gli ingredienti del suo stile: divertenti provincialismi romaneschi, riferimenti a cartoni animati, merendine e compagnia bella. Allo stesso momento riesce però a spiegare con semplicità una situazione complessa e dolorosa come quella curda. Senza il tono solenne e retorico che si sarebbe impadronito di qualsiasi altro autore nel trattare un argomento così forte, ma senza nemmeno risultare frivolo come alcuni paventavano.

ZC riesce nella difficile impresa di restare nazionalpopolare trattando un argomento drammatico e poco conosciuto da noi. Tanto di cappello poi per essere riuscito - dopo aver fatto esperienza di una situazione pericolosa e dolorosa - a mantenere uno stile scanzonato e al contempo ad essere partecipativo.

Riuscire a portare un'infarinatura della vicenda curda a qualche ragazzo che finora non era uscito dal suo smartphone è sicuramente un obiettivo importante. Un reportage che mi ha fatto credere che forse c'è speranza anche per i ragazzi cresciuti ad anime e mulino bianco.

Per chi non lo sapesse, "Kobane Calling", 42 pgg, è all'interno anche del numero di questa settimana di Internazionale.

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