sabato 20 settembre 2008

Ritratto dello sceneggiatore da giovane 2


X: - Ma tu che lavoro fai?
Giorgio: - Sceneggiatore di fumetti.
X: - Ah che bello, e per quali fumetti scrivi?
G: - Topolino, ad esempio.
X: - Fantastico! Io ero un lettore fedelissimo da bambino!
G: - Ah bene! E lo compri ancora?
X: - No. Le storie non sono più belle.
G: - ...
X: - Scusa eh, lo so che ci scrivi tu, ma Topolino non è più bello come una volta.
G: - Perché dici così?
X: - Eh, dai!
G: - "Eh dai" cosa?!
X: - Ma è ovvio! Una volta le storie erano belle, ora fanno tutte schifo a parte un paio a numero.
G: - Capisco, però se vado a rileggere i topolini di quand'ero bambino, mi rendo conto che anche lì c'era una storia bella a numero, le altre dimenticabili, e infatti le ho dimenticate, e mi ricordo solo di quelle belle. La patina romantica che avvolge i nostri ricordi è solo un'illusione della memoria.
X: - Ok, però quelle belle di adesso non sono comunque la stessa cosa. Non c'è più Barks, né Gottfredson, né Scarpa, né PKNA!
G: - ...
X: - Ho ragione o no che Topolino non è più bello?
G: - Ti sbagli. E' tutto il mondo che non è più bello come una volta.
X: - Forse hai ragione.
G: - E sai perché?
X: - No, perché?
G: - Perché ora sei VECCHIO.
X: - ...
G: - Sì sei vecchio, hai il mutuo da pagare, un lavoro noioso, una moglie che rompe le palle, i figli drogati.
X - B-be'...
G: - Niente più ti stimola, la vita ti tedia e la morte è sempre più vicina.
X: - Pe-per cosa hai detto che scrivi?
G: - Gli annunci mortuari. Da adesso.
X: - Credo... Credo proprio di dover andare ora... è tardi, la cena sarà già in tavola...
G: - Ma sono le tre del pomeriggio.
X: - E-ecco, proprio quello che dico sempre a mia moglie ma sai lei com'è, vuole sempre essere in anticipo... Ciao, eh?
G: - Condoglianze.

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