mercoledì 25 novembre 2009

In terapia


Un paio di altre riflessioni a proposito del serial "In Treatment" della HBO, man mano che proseguo nella visione delle puntate.

Innanzitutto, ci sarebbe molto da discutere sulla qualità della serie. Da una parte è molto bella, coinvolgente, scritta bene, recitata meglio, e montata superlativamente. Da un altro punto di vista, ci sono secondo me grosse pecche dal punto di vista della credibilità. Fin dall'inizio lo psicologo Paul commette gravi errori deontologici che un vero psicologo non farebbe mai. All'inizio pensi di poterci passare sopra, ma dopo un po' la sua mancanza di professionalità, nonostante venga presentato come "il miglior psicologo", diventa addirittura irritante, finendo per minare il grande coinvolgimento che si prova per le sue avverse vicende e soprattutto rischiando anche di screditare la già delicata figura dello psicologo. Insomma, una bella lotta tra il "è scritto benissimo" e il "è arbitrario".

A parte questo, notavo che nella serie c'è un altro tipo di sottotesto, che è fondamentale, più della "declinazione religiosa" cui facevo riferimento nel post precedente.

Quello che noi vediamo sullo schermo, più che un Paul intento a psicanalizzare i suoi pazienti, è il contrario, quasi che siano i pazienti a psicanalizzare lui. Meglio: molto spesso quando costoro gli raccontano i loro problemi, finiscono per parlare, inconsapevolmente e metaroficamente, della vita di Paul. Emblematica è la scena in cui dopo che Paul ha litigato con la moglie, un suo paziente gli racconta di un sogno ricorrente in cui vede la propria ragazza affondare nell'acqua e non riesce a fare niente per salvarla.

I clienti di Paul si trasformano in un certo senso nei suoi demoni interiori. Demoni che urlano, che lo accusano, e lui se ne sta lì seduto senza reagire. Indifferente e distaccato con i suoi pazienti come con la propria vita familiare.

Non solo. Forse mi sbaglierò, ma ho l'impressione che ognuno di questi "pazienti-demoni" rappresentino il rapporto che ha Paul con le figure affettive principali della vita di ognuno. Laura come donna amata, Sophie come una figlia, Alex come un fratello (con cui litigare), Jake & Amy come figure genitoriali, Gina come rapporto con Dio. O qualcosa del genere. Magari è solo una mia idea. Magari gli sceneggiatori non avevano in mente niente di tutto questo e hanno proceduto a seconda di ciò che diceva loro l'istinto. Nel qual caso è come se io stessi psicanalizzando loro eheh!

4 commenti:

Giangidoe ha detto...

Io ho adorato la I stagione di questo telefilm, e mi ha anche emotivamente turbato per la sua intensità. Ancora non ho iniziato la II stagione (che sto diligentemente accumulando), ma sarei curiosissimo di recuperare la serie originale iraniana di cui In treatment è il remake.
Sul lato deontologico e narrativo anche io qualche perplessità - ed ho ritrovato dei simbolismi e delle suggestioni evidentemente retoriche -, ma sul versante "realismo" avevo avuto conferma della bontà della rappresentazione psicanalitica da un amico che aveva avuto esperienze (dirette e indirette) in merito.
Ad ogni modo, riserve a parte, ma io parere rimane uno dei più bei prodotti seriali degli ultimi anni. Soprattutto considerando il rapporto qualità/costi di produzione.

Giangidoe ha detto...

Ovviamente è "a mio" e non "ma io" parere...

Giorgio Salati ha detto...

Sì, dal punto del rapporto qualità/costo di produzione dev'essere stata una vera manna per la HBO.

La mia perplessità comunque era strettamente legata alla deontologia di Paul, mentre da un punto di vista puramente tecnico-psicanalitico l'aderenza alla realtà è molto alta, da un lato i suoi pazienti sono praticamente dei "casi da manuale", mentre dall'altra sono abbastanza sfaccettati e interessanti da non attenersi banalmente al puro caso da manuale.

Insomma, da questo punto di vista è scritto in maniera superlativa.

Ho appena finito di vedere la serie e devo dire che dopo un po' anche l'irritazione per la sua mancanza di deontologia passa in secondo piano, perché sei talmente preso dalle difficoltà di Paul che te ne dimentichi...

Comunque la serie originale credo sia israeliana, si chiama Be'Tipul... ho recuperato una puntata ma non ha sottotitoli e siccome l'ebraico non lo capisco, non mi è servita a molto, se non a vedere come sono fisicamente gli attori che impersonano Paul e Laura nella versione originale! E a scoprire che la musica è la stessa...

Giangidoe ha detto...

Si, infatti: il fatto che abbiano ripreso il tema musicale (e la grafica della videosiglia) originale mi ha molto molto stupito.

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