venerdì 27 novembre 2009

Mani mozze


Risolto il caso dell'omicidio della tipografa di Cocquio Trevisago: a ucciderla e mozzarle le mani è stato un vicino con problemi economici. Durante la collutazione lei l'aveva graffiato e lui, ricordando una puntata di CSI, dopo averla uccisa le aveva mozzato le mani per evitare che la Scientifica recuperasse il suo tessuto epiteliale dalle unghie della donna. Sempre ispirato dai serial polizieschi aveva rubato dal portacenere di un locale dei mozziconi di sigaretta e li aveva sparsi nell'abitazione della vittima per disorientare la Scientifica.

QUI la notizia completa.

Scommettiamo che adesso avremo puntate di Porta a Porta e vescovi tuonanti contro l'influenza perniciosa delle fiction tv sulle persone, che le trasformano in assassini, come successo in passato per l'heavy metal, Marylin Manson, i fumetti, i film horror, i videogiochi?

La verità invece è semplicemente che costui è un assassino, punto e basta. CSI gli ha solo ispirato una delle tante modalità per commettere il suo omicidio.

Scommetto che al comparire dei primi western c'è chi ha protestato che erano violenti e ispiravano violenza ai giovani.

Ma il problema è che la violenza e il materialismo permeano la società, e le storie raccontano la realtà. Senza heavy metal o CSI, la gente troverebbe ispirazione da Tom & Jerry per ammazzarsi, se necessario.

2 commenti:

Fulvia ha detto...

se fosse stato fan di csi sarebbe stato un po' più intelligente
www.fulvialeopardi.it

Giorgio Salati ha detto...

Mah, che fosse fan di CSI non lo escludo, sono tanti, intelligenti e stupidi... Ma che fosse troppo stupido per capire che nella realtà le cose non sono così facili come nella fiction, ecco, quello sì.

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