venerdì 12 dicembre 2008

Dr. Manhattan


"Il tempo è simultaneo. E' un gioiello dalla struttura intricata, che gli umani insistono a percepire uno spigolo alla volta, quando il disegno complessivo è visibile in ogni lato."

Dr. Manhattan - Alan Moore, "Watchmen"


Ho sempre amato questa frase del Dr. Manhattan in "Watchmen", perché qui Alan Moore ci sta dando una lezione di sceneggiatura. Ci sta spiegando il rapporto che lui ha con il soggetto di una storia.

La capacità di Moore nel padroneggiare la struttura totale di una narrazione è forse ineguagliata nella storia del fumetto. Lui non ha una visione della narrazione in quanto progressione cronologica di eventi, ma - come noi tutti sceneggiatori dovremmo saper fare - riesce a vedere la storia "dall'alto", a maneggiare contemporaneamente piani temporali separati, e a "montarli" con estrema facilità. Un ottimo esempio di questa padronanza "temporale" sono "Le Iene" e "Pulp Fiction" di Tarantino.

E' come mischiare - consapevolmente - un mazzo di carte cui si riesce a vedere attraverso.

Se vogliamo, è un'evoluzione dell'insegnamento di Aristotele nella "Poetica", in cui il filosofo auspicava dei racconti con una struttura armonica, che potessero essere abbracciati con la memoria, alla stessa maniera in cui animali né troppo piccoli né troppo grandi possono essere abbracciati simultaneamente con lo sguardo.

Grazie a questa maggiore consapevolezza narrativa e strutturale, Alan Moore ha dato una svolta al fumetto, facendolo maturare e facendogli raggiungere nuove vette. Era il 1986.

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