venerdì 20 febbraio 2009

Ipse dixit



I disegnatori sono numerosi come le cavallette, ma gli scrittori rari come le vergini.


Carl Barks, 20 febbraio 1966

8 commenti:

sergio ha detto...

e li pagano anche molto di più! Che roba! :-)

Giorgio Salati ha detto...

eheh! Alla fine bisognerebbe davvero essere come Barks: autori completi! Come rimpiango di non aver studiato disegno quand'ero adolescente!

Davide Caci ha detto...

in effett igiusto l'altro giorno discutevo con un disegnatore che sosteneva che se uno sceneggiatore deve modificare qualcosa nella sceneggiatura gli basta "scrivere due righe"... :(

comunque, beh se uno un minimo di capacità di base ce l'ha, può studiare e quindi iniziare anche a disegnare... io però fin da bambino ho dimostrato di essere negato per il disegno... non so tenere una matita in mano, quindi studiare non basterebbe...

Giorgio Salati ha detto...

certo, come se cambiare due righe in certi casi non sconvolga l'intera storia e quindi non sia necessario cambiare tutto per quelle due righe... la poca conoscenza che hanno i disegnatori del lavoro dello sceneggiatore non aiuta... certo che sarebbe meglio per tutti che tutti conoscessimo un po' il lavoro degli altri, e non parlo solo dei disegnatori ma anche dei redattori, dei coloristi, dei letteristi... perfino dei tipografi, degli addetti stampa, degli edicolanti! Avere un'idea chiara di tutto il processo che porta una storia dalla nostra testa al lettore darebbe sicuramente una maggiore consapevolezza al nostro lavoro e una capacità di mirare meglio le idee!

rael is real ha detto...

'sto aforismo non so perché mi ricorda il Ratto delle Sabine.

Giorgio Salati ha detto...

uhm... perché? C'entra col racconto di Tito Livio?

rael is real ha detto...

nin zo', era quello che cor na mano je dava trenta cortellate a quer tizio che stava a passà pe' caso, come se chiamava, 'spe... sgiulo, pulio, tullio...

nun me ricordo.

Giorgio Salati ha detto...

ussignur...

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