venerdì 22 aprile 2011

Il ritratto di Dorian Gray


Spesso noi "operatori del settore dell'intrattenimento" (non so più che termini usare...) ci lamentiamo del fatto che alla gente non interessano più l'arte e la cultura. Non leggono più, non ascoltano musica, non vanno a teatro, ecc.

Però mi sono accorto che anch'io non sono così virtuoso. Leggo poco, ascolto poca musica, guardo pochi film, vado a poche mostre, vado raramente a teatro... Certo, quel poco che faccio io magari è più della media italiana, però è sempre poco rispetto a quello che VORREI fare.

Giustamente ci si lamenta del fatto che se la gente va poco a teatro, ancora di meno ci va per assistere a un'opera nuova: ormai si va solamente a vedere i classici, mentre il settore ha bisogno di linfa nuova, che giovani autori crescano e creino. E devo ammettere che anch'io commetto lo stesso "errore". Il problema è che ci sono ancora tanti classici che non ho ancora visto, e a teatro ci vado così raramente... E le poche volte che ho visto opere nuove sono rimasto "scottato" da rappresentazioni forzatamente "d'avanguardia" e fintamente "alternative". Io sono uno a cui piace anche fruire opere non troppo conformiste, ma prima di tutto mi piacciono le storie. Mi si deve raccontare una storia. Se la trama è inconsistente e si riduce tutto a un mero tentativo di "rottura" non vengo "catturato" (tanto più che ormai è stato fatto di tutto sul palco, cacca compresa...). Perciò le poche volte che sono riuscito a interessarmi al teatro ho cercato comunque opere classiche o che si rifacessero a qualcosa di pre-esistente (es.: "Novecento" di Baricco interpretato da Corrado D'Elia e "Darwin... tra le nuvole" di Boschi-Giorello-De Luca). Mi sono detto: ho troppo poco tempo a disposizione per rischiare ancora di buttarlo via in opere strampalate. Già mi sono bastate tutte le interpretazioni pseudo-moderne e insensate di Amleto che ho visto nella mia vita... Però se potessi, se avessi un sacco di tempo e soldi a disposizione, andrei a vedere comunque un sacco di opere teatrali originali per il semplice motivo di arricchirmi culturalmente, correndo volentieri il rischio di trovare qualcosa non di mio gradimento. Pensandoci, posso immaginare che più o meno da questo ragionamento a Oscar Wilde sia venuta l'idea per "Il ritratto di Dorian Gray": un giovane che ha tempo illimitato a disposizione e si dedica anima e corpo a godere dei piaceri della vita, arte compresa.

Comunque il problema è lo stesso anche per la musica. Se a teatro bisogna rappresentare solo classici per avere spettatori (e quindi guadagnarci abbastanza da tenere in piedi la baracca), anche nella musica funzionano (poco) solo i tributi e le cover band che fanno musica super-conosciuta. La musica originale non interessa a nessuno, soprattutto in ambito rock.

Ma torniamo al problema iniziale, ossia il fatto che io non leggo abbastanza, non vedo abbastanza film, non ascolto abbastanza musica, ecc. E mi dico: per forza, sono troppo impegnato a CREARLE io le opere, non ho tempo di fruire pure di quelle altrui... Ma poi mi rendo conto che il problema è universale. Che differenza c'è tra me e qualsiasi altro lavoratore? Perché, l'operaio o l'impiegato o il salumiere hanno più tempo di me? Temo di no.

Non abbiamo tempo. Non abbiamo tempo per il nostro piacere, per lo svago, per arricchirci culturalmente. E gli stimoli sono troppi.

Siamo talmente bombardati da stimoli di tutti i tipi, e allo stesso tempo il lavoro (o la scuola) ci prende talmente tanto tempo ed energie che poi non ne restano da dedicarne alla cultura, all'arricchimento della nostra anima.

Certo, poi è vero che molti il poco tempo libero a disposizione lo impiegano per guardare Buona Domenica, giocare con la Wii, guardare il calcio, andare in discoteca o stare su Facebook... E lì temo che non ci si potrà mai far nulla.

1 commento:

Gianluigi Filippelli ha detto...

Per quel che riguarda il teatro: sono d'accordo, anche se c'è il Teatro della Cooperativa che propone sempre spettacoli nuovi e di ottimo livello (certo, un po' fuori mano...).
Per la questione del tempo... Mi riservo di scrivere qualcosa in proposito in futuro.

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