mercoledì 1 settembre 2010

Complessità


Una cosa su cui mi sono accorto esserci parecchia confusione in giro è la questione della complessità di una trama.

Spesso capita di leggere soggetti e sceneggiature in cui si punta esageratamente sulla semplificazione della trama, ma nella maniera sbagliata. Spesso è il committente a premere molto sulla semplicità.

La questione però è più complessa di quello che sembra. Come si sa, più si lavora su una storia, più se ne semplifica la lettura. In questo senso si può dire che più si vuole semplificare, più complesso deve diventare il lavoro dello sceneggiatore.

Il problema principale, è che spesso si punta troppo sulla semplicità del "come" trascurando il "cosa". Anzi, spesso semplificando il Come si complicano il Cosa e il Perché.

Qual è l'obiettivo (il COSA) e PERCHE' il protagonista vuole perseguire tale obiettivo, devono essere dei passaggi per il fruitore chiari, logici, semplici. Il COME può anche essere complesso, ci possono essere gag, inseguimenti, combattimenti, equivoci di ogni tipo. Ma se noi abbiamo bene chiaro COSA vuole ottenere il protagonista, e PERCHE', possiamo anche perderci qualche passaggio del Come. Se non ho capito tutto di quello che è successo, di ciò che si sono detti due personaggi, di come il protagonista è saltato sul camion, si è aggrappato all'elicottero, ha combattuto contro otto terroristi, si è limato le unghie e alla fine ha disinnescato la bomba, l'importante è che io so che il protagonista vuole andare in quel grattacielo perché là dentro ci sono una bomba e sua figlia, e la cosa non gli sta tanto bene, e allora in qualche modo ci arriva, disinnesca la bomba o prende la figlia e la porta via.

Chiariamoci: non sto dicendo "complichiamo quanto ci pare le nostre trame, tanto ci basta sapere il Chi, il Cosa e il Perché". Sto solo dicendo che questi elementi hanno dei pesi di una certa importanza all'interno di una trama, e non bisogna trascurarlo.

Prendiamo un esempio. Il protagonista di una storia improvvisamente come per illuminazione capisce come risolvere il proprio problema, e semplicemente lo fa. Ma Cosa ha capito il protagonista, e Perché? Abbiamo semplificato il Come, il protagonista fa una semplice azione perché ha già capito tutto da solo. Ma il resto diventa complicatissimo per il lettore o spettatore: deve fare mille passaggi logici per arrivare a capire ciò che il protagonista sembra aver capito per magia.

Quindi semplificare troppo il Come alle volte finisce per complicare il Cosa e il Perché. Cioè, per lo sceneggiatore un po' pigro magari diventa molto semplice, il suo protagonista come colpito da un fulmine a ciel sereno ha capito che lo scrigno è sotto quel tappeto, la chiave dietro quel quadro, e il gioco è fatto. Ma per lo spettatore diventa complicatissimo: non hai fatto fare al protagonista i passaggi logici necessari, "accompagnando" lo spettatore (senza trattarlo da stupido, ovviamente) alla soluzione.

Un altro aspetto importante da non sottovalutare è che diminuire la complessità del Come non significa poter aggiungere tanti Cosa e tanti semplici Come. Per dire, non ha senso che il Villain di una storia abbia come prerogativa quella di comandare gli agenti atmosferici, però ha anche il potere di volare e la superforza, però quando serve si trasforma anche come la gomma o come i liquidi, poi... E che possa essere sconfitto solo grazie all'acqua, ma poi appena fermato dall'acqua no, in realtà dev'essere fermato col fuoco, poi immediatamente dopo ci vuole invece il ghiaccio, e fermato col ghiaccio bisogna fermarlo con... Insomma, il lettore/spettatore si chiede: ma quale cavolo sono i punti di forza e i punti deboli di questo personaggio? Semplificare il Come non significa che si possano aggiungere tanti Cosa. E neanche tanti Perché: se il protagonista vuole salvare sua figlia, quello dev'essere il punto importante, aggiungere altre motivazioni molto forti e di uguale importanza (vuole andare nel grattacielo anche perché ci ha lasciato un milione di dollari, poi in realtà nelle fondamenta c'è il primo dente da latte di suo nonno, poi sotto il tetto la mappa del tesoro di Long John Silver, poi...) può essere fuorviante.

Trascurando queste cose alla fine chi fruisce queste storie ne esce disorientato e si disaffeziona al film-fumetto-serie-eccetera.

Il Cosa e il Perché devono essere chiari, strutturati, inattaccabili. Il Come serve a rendere il tutto più interessante, e a calibrare la complessità della storia.

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