venerdì 10 settembre 2010

Wandering


Mi sono accorto di una cosa curiosa di cui non fregherà niente a nessuno, ma la scrivo lo stesso, tanto chemmefre'.

Quando sto pensando intensamente a un soggetto, mi capita a volte di mettermi a camminare per la casa senza meta, spesso anche manipolando la "slinky", la molla antistress.

Mi sono però accorto che a seconda di quello che sto pensando il mio passo e le mie traiettorie cambiano. E' come se il mio percorso fosse influenzato dalle strade che percorro con la mente. Se sto camminando dritto poi di colpo cambio direzione è perché ho deciso di cambiare un elemento sostanziale della storia e in pratica ho "cambiato strada". Se cammino in tondo sto girando intorno a un'intuizione per vederla da più angolazioni. Se cammino di lato come se fossi su un cornicione è perché l'equilibrio degli elementi è molto delicato e sto provando a vedere se "trovo un varco". Quando penso di essere a un buon punto dalla soluzione di uno snodo aumento il passo, poi quando trovo la soluzione mi fermo di colpo.

Non so quali danni neurologici siano alla base di tutto ciò, pare che sia uno dei sintomi dell'Alzheimer, ma è divertente (non l'Alzheimer ovviamente), e mi aiuta a capire in che "direzione" sta andando la mia storia.

E suppongo prima o poi di ritrovarmi in casa il proverbiale solco di Zio Paperone.

5 commenti:

Gianluigi Filippelli ha detto...

Non è poi così curioso, o forse siamo in due, ma succede sempre a me o mentre sto cercando di scrivere un articolo scientifico piuttosto complicato, o mentre sto cercando di comprendere un problema (di ricerca o meno che sia) che richiede una particolare attenzione.

E in generale è un vero piacere leggerti: peccato non aver scoperto il tuo blog prima!

Alla prossima,
G!

Giorgio Salati ha detto...

Grazie Gianluigi! Comunque non fa niente se mi hai "scoperto" solo ora: qui nel menu di destra, più o meno a metà schermata, trovi l'archivio blog in cui puoi andarti a leggere tutti i post che vuoi!

Filippo ha detto...

Ma non è vero che non interessa a nessuno. Magari non commento spesso, ma trovo i post molto interessanti. Questa cosa di cui ci hai reso partecipi l'ho trovata inquietante più che divertente. Pensi alla storia e, in base alle idee e alle situazioni che ti saltano in mente, modifichi il passo e il percorso. Ma è veramente tutto inconscio? Il fatto che te ne rendi conto non ti influenza un minimo? Sono quesiti difficilmente risolvibili, ma il dubbio mi ha sfiorato.

Albo Abourt ha detto...

E' anche vero che prima o poi la casa finisce. Come si fa se ancora non stai apportando cambi sostanziali e ti trovi alla fine del corridoio?

Giorgio Salati ha detto...

@Filippo: è stato inconscio fino a poco tempo fa, quando mi sono reso conto che stavo camminando "a ritmo" col mio pensiero... e quando mi capita ora comunque anche se mi accorgo della cosa me ne frego: resto concentrato sulla storia e lascio che i miei piedi facciano quello che gli pare (più o meno).

@Albo: certamente, ma io sono come il robottino Roomba, quando incontro una parete torno indietro, se incontro un ostacolo ci giro attorno, ecc...

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