lunedì 1 ottobre 2012

Brave


ATTENZIONE: SPOILER! NON LEGGERE SE NON HAI VISTO IL FILM!

E alla fine anch'io ho visto Brave.

A primo acchito, mi verrebbe da dire: un bel film fatto bene con tutte le cose a posto, gag divertenti alla Pixar, tecnicamente ed esteticamente favoloso. Protagonista ben costruito e interessante. Dinamiche tra i personaggi interessanti.

Però trama un po' banalotta. Ci sono alcuni passaggi che sono veramente prevedibili.

Il personaggio che si trasforma in un animale per un incantesimo sballato (il che comunque porge il fianco ad alcune gag molto riuscite), tutta la fatica per porvi rimedio, la madre che nel momento del bisogno tira fuori un coraggio inaspettato, la soluzione che sembra inefficace e invece ha solo tardato ad arrivare giusto per darci l'ultimo brivido... Tutta roba stravista. Non sbagliata eh, che il film fila che è una meraviglia, ma veramente prevedibile.

Quello della famiglia, dello strappo tra due familiari che però nel momento del bisogno ci sono lo stesso l'uno per l'altro, tema forte disneyano. Mi piace, giustissimo, difficile che manchi in un qualsiasi film Disney. E quindi va bene.

Il tentativo di cambiare un'altra persona e renderla perfetta per i propri canoni per poi accorgersi che la si preferiva com'era prima, coi suoi difetti, altro tema stravisto nei film Disney. Altro macro-tema che comunque a seconda di come lo coniughi funziona sempre.

L'accettazione di un'idea di violenza e di morte (la gamba persa dal padre di Merida, il suo dichiarare di volersi vendicare uccidendo l'orso e appendendo la sua testa tra i trofei). Interessante, un paletto che si sposta un pochino in là (anzi, in qua, dal mio punto di vista di sceneggiatore disneyano).

E poi il tema principale e dichiarato del film: il Destino. Questo è un tema che mi interessa. Già visto tante volte, ma qui interpretato in maniera intelligente. Tanto che alla fine è proprio il Destino a risolvere la situazione: è un lastrone di quella specie di Stonehenge, che in tutta la storia rappresenta il Destino (tutto ciò che riguarda il destino della protagonista passa da quel luogo), a uccidere il cattivo.

All'inizio sembra che il tema sia cambiare il proprio destino, quando invece si tratta di individuarlo, accettarlo, e fare di tutto per seguirlo. In fondo qui tutti gli sforzi della protagonista non sono intesi a cambiare il proprio destino, che in fondo, come vediamo anche dal prologo della storia, è proprio quello che insegue per tutto il film. Quello per cui combatte lei è cambiare l'idea che gli altri hanno del Destino che lei dovrebbe avere. Far loro accettare che lei non vuol fare la principessa, o meglio, principessa è e principessa rimane, ma lei vuole fare il guerriero, e non vuole sposarsi.

Ecco.

E' qui che mi si illumina una lampadina.

Non c'è nessun finale romantico. In una storia classica ci sarebbe stato un ragazzino, magari uno sfigatino per nulla guerriero, magari l'unico con cui Merida si trovava bene fin da bambina. E alla fine sarebbe stato lui il prescelto. E invece no. Non c'è nessuno di nessuno. Lei non si sposa e basta.

E poi c'è il discorso importante che lei fa e che è proprio la madre, quando si trova nei panni dell'orso, a suggerirle: ognuno dovrebbe seguire il proprio cuore ed essere libero di decidere chi amare.

I vari genitori lo chiedono ai propri figli, e anche loro convengono che sì, tutti loro vogliono essere liberi di decidere chi amare, e sembra che non siano particolarmente interessati alla principessa. E intorno non ci sono altre ragazze con cui - se fosse stato un film troppo "classico" - si sarebbero fidanzati.

E i genitori accettano ognuno le scelte dei propri figli. La madre di Merida accetta la scelta della figlia di non sposarsi e comportarsi da guerriero.

Ecco.

Ora capisco perché la storia è un po' banalotta.

Perché una trama troppo originale non sarebbe stata funzionale al vero, delicatissimo, tema, di cui quelli della Pixar hanno voluto parlare alla società, ai bambini, agli adolescenti, e soprattutto ai loro genitori: l'omosessualità.

Probabilmente è la scoperta dell'acqua calda, magari lo dicono tutti da mesi ma io non ho praticamente letto recensioni per non farmi influenzare.

L'omosessualità. Non è più un tabù da cinquant'anni al cinema e perfino in certi cartoni animati, ma lo è ancora nel mondo Disney, in quello che viene considerato il mondo fantastico per piccoli, grandi, famiglie, tutti-tutti.

Un tema che se i pixariani avessero estrinsecato in maniera palese avrebbe letteralmente fatto scappare le mamme dai cinema proteggendo i propri bambini col proprio corpo per paura che qualche particella di omosessualità li colpisse. Quelli della Pixar non vogliono certo perdere i milioni di spettatori che fanno la loro fortuna. Ma hanno voluto ugualmente parlarne, in maniera delicata e intelligente, facendo piangere le mamme e insinuando - chissà - a mo' di inception un atomo di accettazione in più il giorno che un loro figlio decidesse di fare coming out.

E per l'ennesima volta Lasseter & compagni dimostrano di non sbagliare un colpo.

Quindi mi correggo: "Brave" è sì un film un po' banalotto nella trama, ma il paletto che stanno cercando di spostare di un millimetro è troppo grosso e importante per pretendere di più.

Grazie, Pixar, per l'ennesima dimostrazione di intelligenza mediatica.


P.S.: Mi chiedo, una ragazza omosessuale, a quell'epoca, sovrastata da quelle regole sociali, a che livello di auto-consapevolezza sarebbe arrivata? Io immagino che il massimo a cui poteva arrivare era di non aver voglia di sposarsi senza capire bene il perché (un po' come la protagonista di "Brave"). Nella realtà però sarebbe stata mandata in convento, o se era schizofrenica sarebbe diventata Giovanna D'arco.

29 commenti:

il Bardo ha detto...

Non ci avevo pensato ... fatto caso ... e soffermandomi ora, mi piace come taglio di lettura.

Francesco ha detto...

Onestamente... dubito! :-)

Mi pare un'interpretazione davvero tirata... solo perché una ragazza non si mette con tre imbecilli o perché le piace tirare nell'arco e fare quello che si chiamava una volta "il maschiaccio" non significa certo che debba essere lesbica! Nulla di male se lo fosse (ovviamente, mi sento antico anche solo a scriverlo), ma nel film davvero non c'è nulla che possa portare a pensarlo.

In realtà trovo che il fatto che lei NON finisca con uno dei tre bei tomi (senza essere necessariamente lesbica) uno dei punti più intelligenti del film. Io nemmeno mi ero accorto, lo ammetto (non vedevo un cartone Disney al cinema dai tempi di Oliver & C. - ehm... - quindi non sono abituato alla solita struttura), ma quando me l'han fatto notare non ho potuto che apprezzarlo.

Louis Du Lac ha detto...

Ho letto l'articolo del “Entertainment Weekly“ dove A. Markovitz parla di Merida come una principessa lesbica e poi lo leggo qui.
Molte ragazze non sono state d'accordo con ciò che ha detto il giornalista e, a mio parere, con ragione. Se io fossi una donna mi offenderei profondamente che Merida, una ragazza sveglia, combattiva, emancipata e senza interesse a sposarsi venga vista in questo modo.
A mio avviso "The Brave" non parla di omosessualità e anche secondo me nel film non c'è nulla che lo faccia pensare.

Giorgio Salati ha detto...

Francesco e Louis, rispettto le vostre opinioni, eppure resto della mia, anche se è possibilissimo che mi sbagli, non sarebbe certo la prima volta che vengo smentito.

Spero che nessuno si senta offeso dal mio punto di vista, che non è il mio punto di vista sul mondo (sono d'accordissimo che se una donna è un "maschiaccio" mica per forza è lesbica!), ma è un punto di vista di chi cerca di contestualizzare la storia.

Chi si offende secondo me pecca di miopia, perché non stiamo parlando di una ragazza emancipata e senza interesse a sposarsi nel 2012, ma nel MEDIOEVO.

Mi sembrano quelli che giudicano la storia in base ai canoni moderni (e allora bisognerebbe invadere le case di riposo e prendere a bastonate tutti i vecchietti che non si ribellarono al fascismo perché ORA noi sappiamo che era sbagliato), o che pretendono di esportare la democrazia.

1. Bisogna contestualizzare la storia rispetto al periodo storico in cui è stata ambientata. Il MEDIOEVO.

2. Bisogna contestualizzarla rispetto al ruolo che hanno i film Disney, ai canoni che seguono.

In questi film non c'è NIENTE lasciato al caso.

In questo nello specifico ci sono tanti piccoli particolari che mi fanno pensare a un accenno all'omosessualità.

Prima di tutto l'assenza di una storia d'amore, di un lieto fine amoroso per la protagonista. Una protagonista FEMMINA (leggi: target soprattutto femminile abituato a bacini, baciotti e diabete a mille). E' quasi una rivoluzione in un film Disney.

E soprattutto il discorso "Ognuno deve decidere chi amare". E NESSUNO dei personaggi coinvolti, tutti d'accordo che vogliono decidere chi amare, ha un lieto fine amoroso "eterosessuale". Ovviamente nemmeno omosessuale, sarebbe stato decisamente troppo per un film Disney, quindi viene semplicemente omesso, il lieto fine è semplicemente che ognuno deciderà chi vuole amare. Per un millesimo di secondo ho pensato che uno di quei ragazzi dopo quel discorso avrebbe fatto coming out, ma naturalmente non sarebbe stato lontanamente possibile in un film Disney.

Vi invito a rifletterci, e se qualcuno si offende mi sembra poco sensato, poiché se davvero in questo film c'è un tema "omosessuale", è tutto a favore dell'accettazione della diversità.

Se dovessi sbagliarmi, al massimo ho peccato di ottimismo, sperando che un film Disney possa sensibilizzare su questo tema.

Louis Du Lac ha detto...

Forse è lecito pensarlo proprio per il forte contrasto rispetto ai canoni Disney. Comunque mi sento ancora scettico e mi sembra ancora una teoria tirata, potrebbe anche essere una semplice rivalutazione della forza della figura femminile come ne "La Principessa e il ranocchio" o "Rapunzel". Comunque se devo essere sincero siccome la trama è buttata giù in fretta e furia Merida non ha avuto il tempo di svilupparsi abbastanza come personaggio. Come hai detto tu il Fato è il punto chiave della storia e alla fine Merida ottiene il destino che voleva di più cioè quello di essere libera di scegliere della sua vita. La sua storia d'amore sarebbe dovuta iniziare alla fine del film, lei per tutto il tempo neanche ci pensa a un partner, per adesso non gli interessa.
Questa almeno è stata la mia impressione ;)

Angie ha detto...

Francamente nemmeno io avevo lontanamente pensato all'omosessualità, ma da come lo spieghi, ci potrebbe anche stare.
"Ognuno deve decidere chi amare" è effettivamente diverso da "voglio scegliere io il mio uomo/principe/cavaliere/amato/ragazzo". Già questa è una scelta di parole non lasciata al caso.

Non è così chiaro ed esplicito, ma come dici tu, mai e poi mai la Disney avrebbe potuto mandare un messaggio del genere senza far scoppiare un casino, far prendere un colpo a mamme e papà e fare di Brave un film "scandaloso".
Ma da una parte secondo me è meglio così. Hanno mandato un messaggio in modo molto delicato e soprattutto "sottile".

Questo film a me è piaciuto moltissimo, e ho adorato il finale, dove mi aspettavo saltasse fuori la storia d'amore che invece non c'è stata.
Ora che mi fai pensare a questa chiave di lettura, lo apprezzo ancora di più :)

Giorgio Salati ha detto...

Ciao Angie, grazie per la tua opinione!

Devo dire la verità, a me non ha fatto impazzire a parte alcune gag fenomenali (l'orso che si muove con grazia come una regina è super!), ma letto da questo punto di vista mi spiego il perché di certe banalità di soggetto, in realtà funzionali a veicolare un tema poco banale.

Francesco ha detto...

Giorgio, credo che nessuno si sia offeso perché non c'è proprio niente di offensivo! E' solo un'interpretazione di cui non vedo nessun fondamento.

Come dice anche l'articolo (furbetto) da cui è nata questa idea, Merida potrebbe essere gay... così come potrebbe non esserlo. E grazie mille, cosa ci ha fatto l'articolo a fare allora? :-)

Diciamo, volendo, che è interessante che in un cartone Disney non abbia alcuna importanza la sessualità della protagonista, allora. Questo mi pare più interessante e sicuramente fondato!

Angie ha detto...

Vero, trama banalotta (escludendo quanto hai evidenziato), eppure mi ha colpita, nella sua apparente leggerezza. Non so, forse mi ha affascinata Merida, forse mi piace il senso di libertà che sprigiona o forse ero semplicemente nel mood giusto per vedere un film che tratta QUESTI temi (intendo la libertà).
(Il mood con cui lo vedo è in grado di cambiare completamente le sensazioni che mi dà un film)
Fatto sta che mi ha colpita molto!

Angie ha detto...

Per Francesco: è vero, potrebbe essere gay o non esserlo, sta lì la finezza.
Se pensi a qualsiasi classico cartone animato, avremmo avuto il lieto fine con la principessa che trova l'amore (rigorosamente eterosessuale), o comunque ci sarebbe stato qualche "segno di interesse" verso qualche bel giovanotto.
Invece qui no. Ed è una cosa molto furba, e pure giustissima, perché invece di rendere Merida un'icona gay, il messaggio è più semplicemente "ognuno può amare chi vuole", chi vuol capire capisca.
Come dici tu, la sessualità della protagonista non è importante, e proprio per questo lo è ;)

Giorgio Salati ha detto...

@Francesco: eh no, il "furbetto" non te lo concedo. Se c'è qualcosa che non ho mai fatto in vita mia è il "furbetto", in tutti i sensi.

Il mio post (chiamarlo articolo mi sembra esagerato, non sono un giornalista) è molto chiaro: la mia interpretazione del film è questa. Ma non ho la pretesa di avere il Sapere in tasca né sento Lasseter tutti i giorni al telefono. Ammetto che potrei sbagliarmi sul tema dell'omosessualità, non sono sicuramente come certi che danno la propria opinione come Bibbia, anzi. Chi fa così e non ammette di potersi sbagliare di solito mi dà sui nervi.

Giorgio Salati ha detto...

Per fortuna che c'è Angie che mi capise!

Giorgio Salati ha detto...

Al massimo la furbizia è nella scrittura di questo film, che lascia la porta molto aperta all'interpretazione. Una furbizia giusta e sana, ovviamente!

Lorenzo Breda ha detto...

Parlare di conquiste del mondo moderno e ricadere nella stravecchia classificazione maschiaccio=lesbica è assurdone.

Giorgio Salati ha detto...

Il vero assurdone è leggere un post e non capirne un cazzo.

CONTESTUALIZZARE, questa parola sconosciuta.

Lorenzo Breda ha detto...

Potrebbe non dipendere tutto dal lettore, l'eventuale non aver capito un cazzo.

Il film presenta un certo modello di donna (donna, poi, diciamo pure ragazzina), che vuole essere libera. Desumere da questo suo carattere e dal fatto che non c'è un matrimonio finale l'omosessualità della ragazzina mi sembra avere come unica motivazione un incasellamento tutt'altro che progressista.

Merida è semplicemente un personaggio a cui, tantomeno in quel momento della vita, non può fregare di meno di sposarsi. A differenza di qualsiasi altra storia conclusa con matrimonio, in cui la protagonista non aspettava altro.

Angie ha detto...

Mah, secondo me il punto non è se Merida è gay o no.
Il punto è che la morale che alla fine viene fuori è: "ognuno ha il diritto di amare chi vuole", che può essere inteso come donna-uomo, donna-donna, uomo-uomo. Fine.
E questo messaggio (che può essere effettivamente voluto oppure no) è INDIPENDENTE dalla sessualità della protagonista.

Poi ognuno interpreta il film come meglio crede, questa è solo una possibilità :)

Giorgio Salati ha detto...

Ma davvero, se non ci fosse Angie penserei di essere impazzito e di non sapermi più spiegare.

Io NON sto dicendo che Merida è gay. Sto parlando del TEMA della storia.

Il tema PRINCIPALE è il Destino. Meglio: far accettare agli altri il proprio Destino.

Tema SECONDARIO, declinazione del principale, l'omosessualità. Far accettare alla società (che in questo è ancora medievale) chi vogliamo amare.

Un tema in una storia non per forza dev'essere espresso in maniera palese, anche se quel discorso che fa Merida alla fine si avvicina ad essere palese, e l'hanno riempito di gag (la mamma orso che suggerisce) per non farlo sembrare troppo retorico e non far pensare allo spettatore "che cosa sta cercando di insegnarmi?", che si metterebbe psicologicamente sulla difensiva e il discorso non avrebbe effetto.

Non ho mai detto né mai dirò che Merida è gay. Non sto parlando materialmente dei personaggi. Sto parlando in astratto, di TEMA della storia, che ci viene suggerito da comportamenti e parole dei personaggi, ma che vanno a comporre un puzzle più grande che va oltre i personaggi stessi. Sto dicendo che uno dei temi è l'omosessualità. Far accettare alla società chi vogliamo amare. E' così difficile da capire?

Ripeto:
Il TEMA, non i PERSONAGGI.
Merida non è gay
un tema è l'omosessualità.

Giorgio Salati ha detto...

Aggiungo: la mia è un'analisi non basata sulla mia personale sensibilità. Ma vi pare che per me una ragazza "maschiaccio" è lesbica? A parte che io ho sempre avuto un debole per le ragazze "maschiaccio".

La mia analisi è basata sulla conoscenza, dopo 9 anni che faccio lo sceneggiatore, della sensibilità interna del pubblico, soprattutto quello delle mamme. C'è una sensibilità emotiva del pubblico che spesso discorda anche dallo stesso comportamento esteriore delle persone.

Viviamo in una società che a parole dice di non discriminare in base ai gusti sessuali, ma nella pratica è molto diversa. Negli Stati Uniti, nelle grandi città come New York c'è sicuramente più libertà, ma nel midwest, nel sud, in tutta l'America rurale, la cosa è ben diversa.

E' OVVIO che non stiamo parlando della voglia o meno degli adolescenti di oggi di SPOSARSI. Il matrimonio del medioevo è una metafora della scelta di chi amare nel 2012.

Basta usare un po' d'astrazione, e pensare a quali sono i sentimenti e le paure più profonde delle persone, al di là della razionalità. E' a quel nucleo emotivo che i film cercano di parlare.

Louis Du Lac ha detto...

"Come dice anche l'articolo (furbetto) da cui è nata questa idea..."
Molto probabilmente Francesco si riferiva a questo articolo e non al tuo:

http://popwatch.ew.com/2012/06/24/pixar-brave-gay-merida/

Per quanto mi riguarda sono contento della discussione generata da questo post, seguendo e leggendo i commenti ho imparato nuove cose.

Giorgio Salati ha detto...

Ah allora ho capito male io, scusate... Però avevo specificato chiaramente nel mio post che non avevo letto nessuna recensione del film per non essere influenzato, e quindi non sapevo se anche altri la pensavano come me. Quindi a me l'idea non è nata da quell'articolo, ma da una mia riflessione che ho fatto appena uscito dal cinema.

Giorgio Salati ha detto...

Ho letto l'articolo di Markovitz. A me sembra tutt'altro che furbetto, e mi pare che centri bene il punto della questione.

Louis Du Lac ha detto...

Alla fine la mia ultima opinione è "Può essere, ma anche no, ma forse sì, ma in fondo poco importa" :P

Giorgio Salati ha detto...

La mia opinione è molto simile, toliendo il "poco importa": il solo fatto che "possa essere" è un grosso passo avanti per un supercolosso mondiale come la Disney, che essendo distribuita in America come in Arabia Saudita, su certi temi chiarisce sempre tutti i dubbi che possano nascere su certi temi spinosi.

Giorgio Salati ha detto...

*togliendo

Louis Du Lac ha detto...

Mi sembra giusto, senza dubbio sai quello che dici.
In realtà volevo dire "poco MI importa" perché come ha detto Rrobe lo script è strano e a me ha lasciato l'amaro in bocca, come un'occasione mancata. Come invece hai detto tu la trama banale è giustificata perché supporta un messaggio sottinteso ma potente. Sarò sciocco ma avrei preferito una storia meglio articolata senza questo tema sotto; se così fosse stato probabilmente mi sarei innamorato di "The Brave".

Giorgio Salati ha detto...

Eh be' Louis, questo è assolutamente legittimo. Anch'io in realtà avrei preferito un film meno banale, diciamo che il discorso del tema spinoso è stato per me una "consolazione": ho capito che ero fuori target.

Francesco ha detto...

Certo, intendevo l'articolo esterno scusa, qualcuno ne aveva già accennato!

E quello per me è MOLTO furbetto, cerca di attirare la gente col titolo quando poi dentro la conclusione è... la mia. Questo io lo chiamo furbetto. Chiaro che il tuo post non lo è.

Ora comunque capisco meglio cosa intendevi dire... solo che per me dire "accettare chiunque ami" non ha un sottotesto omosessuale, ha un sottotesto di pura e semplice libertà. Che include anche quello, ma è semplicemente qualcosa di più grande e generale. Forse sono io che tendo già a dare certe cose come fin troppo scontate, mentre in realtà non lo sono (ancora) affatto... e quindi dire che non importa se Merida sia etero o gay diventa di fatto un'accettazione dell'omosessualità. È un po' contorto, eh! Ma forse in fondo è anche vero. Non è necessariamente fatto di proposito, però. Chiunque abbia scritto il film potrebbe semplicemente non essersi posto il problema (perché problema in realtà non dovrebbe essere), così come non me l'ero posto io!

Giorgio Salati ha detto...

Francesco, capisco quello che dici.

Ma ti assicuro che a certi livelli ci si pone sempre il problema che il personaggio NON sembri gay (o politicamente o religiosamente schierato, o malato, pazzo, pedofilo, ecc. ecc.) per non porgere il fianco a nessuna polemica con le mille associazioni di genitori anti-qualcosa che popolano il mondo.

Quindi il fatto di non preoccuparsi che si possa pensare all'omosessualità è già un atto rivoluzionario che presuppone una scelta.

Ribadisco, io qui NON sto parlando di Merida come gay, ma dell'omosessualità come tema della storia. E' una cosa ben diversa.

Dire che ognuno dev'essere libero di amare chi vuole, nel medioevo significa sposare un altro uomo rispetto a quello che è stato destinato alla ragazza, nel 2012 significa ANCHE poter amare una persona dello stesso sesso. Il solo fatto di AMMETTERE nel discorso la possibilità dell'omosessualità è una rivoluzione in campo Disney.

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