venerdì 23 aprile 2010

Crocodile's Digest


Non so se succede anche ai miei colleghi, ma io ho uno strano "metabolismo" dal punto di vista creativo.

Capita spesso di trovarmi con scadenze ravvicinate e di dover premere l'acceleratore del mio cervello per produrre il più possibile nel minor tempo possibile cercando di mantenere comunque alta la qualità di ciò che scrivo.

Recentemente mi è capitata una settimana infernale con una scadenza il lunedì, una il martedì, una il mercoledì, prove con un gruppo mercoledì sera, un'altra scadenza il venerdì mattina e un concerto il venerdì sera. Un paio di settimane dopo, tre scadenze per lunedì, prove mercoledì, scadenza giovedì, concerto sabato. Sono riuscito a ottemperare a tutte le richieste, dormendo poco e spremendo le meningi.

Dopodiché sono diventato un completo inetto. Dopo periodi simili, nel momento in cui "stacco", consapevole di aver fatto il mio "dovere", il mio cervello chiude i battenti. Non sarei in grado nemmeno di recitare la tabellina del due. Mi ci vogliono almeno 2 giorni per ricaricare le pile.

Come processo mi ricorda vagamente la digestione dei coccodrilli, quando ingoiano una preda enorme e poi se ne stanno immobili a digerire per parecchio tempo.

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