mercoledì 14 aprile 2010

Rodari in cielo e in terra


Ho conosciuto un tale
di San Donà di Piave
che voleva raccontare
la storia di... BIANCANAVE.

Cacciato con vergogna
scappò fino a Terontola
e cominciò a narrare
la storia di... CENERONTOLA.

Di là fuggì in Sardegna
si fermò a Bortigali
e cominciò la storia
del... MATTO CON GLI STIVALI.

Girò tutta l'Italia
la Francia e l'Ungheria
sempre a sbagliare storie
e a farsi cacciar via.

E ancora gira e spera
ancora di trovare
qualcuno che abbia voglia
di starlo ad ascoltare,

qualcuno che capisca
che sbagliando, per prova
con una storia vecchia
si può fare una storia nuova.


Oggi sono 30 anni dalla scomparsa del grandissimo Gianni Rodari (e quasi 90 dalla sua nascita).

Era un genio che cercava di educare le giovani generazioni alla libertà, alla pace, all'uguaglianza, alla solidarietà e anche al buon italiano. Una testa fantastica alla quale la mia testa deve parecchio. Grazie anche alle sue filastrocche da piccolo ho imparato come la fantasia vada coltivata, esercitata, foraggiata.

Pur sapendo che era comunista, mi ha sorpreso questo passaggio dalla sua biografia: [...] nel 1951, dopo la pubblicazione del suo primo libro pedagogico "Il manuale del Pioniere", venne scomunicato dal Vaticano, che lo definì "ex-seminarista cristiano diventato diabolico". Per tale motivo le parrocchie bruciavano nei cortili il "Pioniere" e i libri di Gianni Rodari.

E chi conosce i suoi scritti sa che non vi è assolutamente niente di nocivo, ma anzi ripetuti auspici di un mondo senza guerra e senza fame. Ma forse questo a qualcuno non andava bene.

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